Opinione di backstreet70 su Shutter Island
Con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Michelle Williams, Max Von Sydow, Jackie Earle Haley, Patricia Clarkson, Elias Koteas, Ted Levine
- negative [13]
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Sul film
L'opinione contiene spoiler chi la legge lo fa a suo rischio e pericolo.
Scorsese non si era mai cimentato in un horror (e alla fin fine manco questo lo è a parte il richiamo a certe atmosfere), dice che non gli era mai arrivata fra le mani la sceneggiatura giusta, questa aveva accettato di leggerla perché pensava fosse ottima per prender sonno ma leggendola ha trovato tantissimi spunti interessanti. A ben vedere sono proprio gli spunti alla deriva del blocco centrale del racconto ad fornirci le coordinate più interessanti, se non altro perché il tipo di fabula che ci presenta è si strutturato assai bene ma sa anche molto di già visto nel (più a meno) recente cinema americano, storie di "uomini che non esistono" le troviamo in "Fight club", "Il sesto senso", "Angel heart", "The Manchiurian candidate"…
Ma si diceva delle derive del racconto, e cosa si può pensare di un uomo che nella sua vita ha "visto" la crudeltà dell'uomo nei campi di concentramento e la pazzia che gli ha sterminato la famiglia? Che proprio come i pazzi rinchiusi nel manicomio è meglio non uscire da questa follia che ci porta a provare meno dolore o forse è meglio pure la lobotomizzazione alla realtà dei fatti. La mente del personaggio di Di Caprio si "resettava" di continuo, non in grado di accettare la realtà, ma anche nella sua follia le immagini dei dolori erano sempre comunque presenti, come la nave all'inizio del film usciva dalla nebbia e metteva alla luce ciò che lo circondava ma tutto torna a quei ricordi fissi nella sua memoria.
I riferimenti cinematografici a cui Scorsese si ispira sono quelli di Welles come nella lunga scena nel labirinto del blocco C che ricorda l'inutile vagare del personaggio del "Il Processo", ma troviamo anche Lang ed un certo richiamo all'espressionismo tedesco in molti tagli di luce e bui soffocanti come nella stupenda sequenza dei cerini dove questi erano il lume per tirare fuori i suoi ricordi più nascosti e "malati".
Ma anche la società, o forse sarebbe il caso di dire l'umanità è malata, l'uomo fa esperimenti su se stesso, la guerra fredda richiedeva vittime e le prime possono essere state proprio quelle che vivono ai margini del sistema, alla fin fine che cosa differenzia i nazisti dai liberatori?
Scorsese non sbaglia un'inquadratura, scenografia e fotografia sono sempre calibrate al punto giusto e passa dai toni caldi a quelli più freddi con un mestiere che è di pochi. Difetti ce ne sono: alcune sequenza oniriche erano troppo calcate, il film soffre di un quarto d'ora di troppo e il finale era prevedibile o almeno intuibile già a metà film, ma come si diceva non era nella fabula il senso ma nelle sue derive.
Commenti
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12 marzo 2010, 15:36 di pimpi
L'unica scena che m ha lasciata perplessa è quella in cui la moglie di Di caprio si incenerisce tra le sue braccia... l'effetto speciale non mi ha colpita al cuore. Tutto il resto del film, anche il finale con i bambini nel lago l'ho trovato perfetto. Anche se come dici il cinema ci ha abituato a questo tipo di colpo di scena, io mi sono felicemente, lasciata ingannare - sebbene consapevolmente - dalla trama ordita da Scorsese. é un gran bel film. Non ho dubbi! Ciao :-)
cancella commento cancella commento e blacklista pimpi -
12 marzo 2010, 15:48 di backstreet70
Non penso che Scorsese puntasse più di tanto all'originalità della fabula in se (che comunque funziona). Che sia un buon film non ci piove e ce ne fossero ma non tutti sono Scorsese. :-)
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