Opinione di marlucche su Shutter Island
Con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Michelle Williams, Max Von Sydow, Jackie Earle Haley, Patricia Clarkson, Elias Koteas, Ted Levine
- negative [13]
- sufficienti [29]
- positive [80]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Scorsese affronta un materiale che sarebbe più congeniale ad un Brian De Palma o a un David Lynch che da sempre, in modi diversi, si sono addentrati nei meandri oscuri della mente e delle sue realtà. Scorsese è più da dimensione epica, capace di dare spessore a storie con la sua capacità di fare cinema in una maniera tradizionale.
Shutter Island fa parte di quei film in cui un colpo di scena finale fa quadrare tutto il pregresso di cui spesso non si è capito un accidenti fino al momento della rivelazione, uno degli emblemi di questa categoria è I soliti sospetti, pregevole costruzione di realtà e invenzione che nella sua concezione quasi picassiana si presenta quasi fluido, senza punti fermi nella visione.
Shutter Island purtroppo non è altrettanto geniale e ha il difetto di dilungarsi troppo nella classica autocelebrezione autoriale in cui scorgiamo il godimento nell’indugiare su taluni particolari, idee o personaggi…. Direi una vera e propria ossessione per Di Caprio protagonista assoluto che annulla perfino il gigione Ben Kingsley, oscura Max Von Sidow e spegne completamente il povero Mark Ruffalo. Di femmine nemmeno a parlarne… La scialba Michelle Williams, che sembra la sorella uscita male di Scarlett Johansson, è poco più di un’apparizione senza troppo interesse.
Ma ciò che convince di meno è una sorta di deja-vu nello svolgimento, un didascalismo in alcune parti involontariamente comico come nel dialogo con la pseudo dottoressa “Non avrai mica preso un’aspirina??? Non avrai mica fumato sigarette non tue????” e nelle situazioni tutte un po’ troppo da manuale… l’isola, la tempesta, i topi, la caverna, il faro… tutti simboli troppo specifici per non mettere sull’avviso… E poi proprio nella regia troppa attenzione ai momenti di dubbio di Di Caprio, sempre pronto a afre una faccia del tipo “ma che sta succedendo… non capisco se è sogno, realtà… boh?!”.
Direi che i pregi di questo film sono più da ricercare nelle riflessioni che volendo può suscitare sulla capacità dell’essere umano di ricreare realtà del tutto fittizie ma funzionali alla sopravvivenza. E infatti riportare il paziente ai fatti realmente accaduti non sembra essere necessariamente un bene. Il protagonista, privato del suo mondo immaginario, farà una scelta estrema nell’impossibilità di stare di fronte al suo passato. Forse la forzatura più evidente sta nell’irrorare la vicenda personale del protagonista (e del suo anagramma) con spunti naziolocaustiani e da alcune forzature splatter decisamente posticce.
Dal mio punto di vista trovo sia uno spreco di risorse la descrizione del disagio mentale… Abbiamo già visto in Spider, L’uomo senza sonno, Fight Club, Doppia personalità per non parlare della marea di epigoni kinghiani… Insomma… andarlo a vedere oppure no? Piacerà oppure deluderà? Per me forse il risultato peggiore possibile trattandosi di Scorsese… una sufficienza stiracchaiata solo grazie al finale che tra l’altro meritava di essere ulteriormente ribaltato… con un Di Caprio plagiato e arreso, convinto di essere un malato mentale, un assassino e invece totalmente innocente....
Commenti
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11 marzo 2010, 15:50 di ethan
Condivido in pieno la tua analisi ma non il voto. Non ti sembra di essere un pò di manica larga? Che bel cane!
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11 marzo 2010, 17:40 di marlucche
ethan ogni tanto nonostante le mie uscite ciniche lascio spazio al mio buon cuore.... ;-)
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11 marzo 2010, 17:48 di backstreet70
Veramente nel finale quella frase di Di Caprio sembra più che altro un modo per far si che sia lobotomizzato (infatti segue le guardie e Von Sidow senza battere ciglio). E' cosciente di essere colpevole e nello stesso tempo preferisce "morire" piuttosto che convivere con le crueltà dell'uomo (ed anche le sue).
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11 marzo 2010, 18:00 di marlucche
ma certo... era quello che intendevo parlando di scelta estrema.. del resto lo dice senza troppi giri di parole al suo partner/medico cosa preferiisce....
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11 marzo 2010, 18:08 di backstreet70
Allora non ho capito questa frase:"...finale che tra l’altro meritava di essere ulteriormente ribaltato… con un Di Caprio plagiato e arreso, convinto di essere un malato mentale, un assassino e invece totalmente innocente...."
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11 marzo 2010, 18:28 di marlucche
ti spiego... considerato che metà film avevo già capito che si trattava di una qualche sua fantasia... non è stata per me una gran sorpresa il finale... ho pensato che sarebbe stato più interessante se alla fine, magari dopo i titoli di coda, si fosse scoperto che in effetti aveva subito un vero e proprio lavaggio del cervello e quindi convinto realmente di aver ucciso la moglie che in realtà era morta nell'incendio...
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11 marzo 2010, 18:51 di backstreet70
ora mi è più chiaro. ty
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12 marzo 2010, 19:31 di ariadne45
In verità io ho pensato proprio questo: che il regista volesse lasciarci nel dubbio con un finale ambiguo, quindi che DiCaprio potesse davvero essere stato convinto di essere colpevole, perché non si opponesse alla lobotomia, oppure che fosse realmente colpevole ma che il suo successivo rivolgersi al partner come se non credesse più alla storia avesse convinto gli altri che era comunque pericoloso e che fosse meglio eliminarlo. Potrebbe essere?
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15 marzo 2010, 14:15 di gasy
Di Caprio è innocente e alla fine non va a farsi lobotizzare. Non è tutto semplice come sembra. Nell'aver creduto ai medici avete semplicemente dimostrato il perchè il mondo va come sta andando, credete a ciò che vi viene detto e mostrato. Guarderò questo film altre volte per riunire alcuni tasselli e dimostrare l'innocenza di Di Caprio.
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25 gennaio 2011, 14:12 di ziacassie
ho visto il film due giorni fa. non lo avevo visto quando è uscito perché lo davano in un cineplex dove io mi rifiuto di andare. A chi l'aveva visto e avevo chiesto come l'avesse trovato, più o meno la risposta ea la stessa: bel film, ma finale stiracchiato. Io sono d'accordo con la tua recensione quasi totalmente. Da parte mia dico che parte bene, anche con riprese da film serio (oramai tutti cominciano con qualche movimento di camera, qualche carrello, qualche ripresa ad effetto e poi basta...), che non ha minimamente tensione: di quello che succede te ne fotte relativamente poco, che se fosse un film della hammer sarebbe stato un successo, che scorsese qui non si vede, e che se devo salvare una cosa, quella è il finale: un finale che si può leggere doppio perchè regge in tutti e due i modi. per il resto fuffa.
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25 gennaio 2011, 14:14 di ziacassie
e un'altra cosa, se a di caprio non richiedessero tutte quelle smorfiette sarebbe molto meglio per lui. ci guadagnerebbe.
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25 gennaio 2011, 14:38 di marlucche
cara zietta... io dei tecnicismi me ne sbatto altamente... sono l'unica cosa copiabile nel cinema da chicchessìa e infatti sono inflazionati... è il genio che cerco... la storia.. la sopresa... la passione. e niente di tutto ciò ha a che fare con un aripresa circolare o con questi movimenti macchina che sto cominciando a detestare e che denunciano il vuoto delle idee colmato con gli espedienti della tecnica! :-)
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25 gennaio 2011, 15:02 di ziacassie
beh, marlucche, diciamo che regia sta anche per come è girato il film. la storia la sorpresa dipendono in larga parte dalla sceneggiatura. si fa un po' di confusione ultimamente a dire un bel film... come quando si dice un bel film di un film che ha una bella fotografia, e il resto non esiste. credo che un film proprio perchè un prodotto realizzato da un gruppo di persone, è un bel film quando tutte le parti si sposano (dall'idea all'ultimo titolo di coda). poi, per carità, questa è un'idea mia... (ma se aspetta i colpi di genio credo che potrà diventare vecchia: quasi tutto è già visto, basterebbe rispolverare un po' di cinema serio, di quello dei miei tempi, e si potrebbero imparare un sacco di cose)
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25 gennaio 2011, 15:21 di marlucche
bè dai ogni tanto un bel film esce.... si tratta di una minoranza certo. ma non giustifica l'abbassamento degli standard della qualità e della percezione. Se si ritiene che sia stato tutto già detto o inventato allora si può tranquillamente decretare la morte del cinema. Mi faccio grandi risate di fronte al bel film che poi si scopre essere bei costumi, bella fotografia o peggio ancora l'attore e/o l'atrice che piace tanto e che quindi il film con lui/lei è bello per forza... però francamente il movimento di macchina è veramente l'ultima cosa che guardo... anche perché se c'è una storia valida e un'interpretazione valida.... sta macchina che si muove è l'ultima cosa.
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25 gennaio 2011, 17:00 di ziacassie
la macchina che si muove differenzia un film da una fiction...
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25 gennaio 2011, 17:34 di marlucche
la fiction nemmeno la considero separliamo di beautiful or similar.. ma ormai i così detti serial non hanno niente da invidiare al cinema... nemmeno sotto il punto di vista della macchina che si muove....
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