Opinioni del pubblico su Capitalism: a love story
Con Michael Moore
- negative [1]
- sufficienti [7]
- positive [15]
- leggi tutte le opinioni
L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Capitalism: a love story (2009)
25 aprile 2011 Opinione di yume su "Capitalism: a love story"
«Sono un essere umano e sono stanco - ha detto il regista - non può ricadere tutto sulle mie spalle o su quelle di Barack Obama. La gente deve svegliarsi e partecipare in massa». Queste parole dicono tanto di quest’uomo che da alcuni anni ha scelto di raccontarci un’America diversa da tutte le fandonie che per generazioni ci hanno detto sulla democrazia, la libertà, l’american way of life. Certo, da un po’ di tempo i conti non tornavano, chiunque fosse minimamente interessato a sapere come vanno le cose nel mondo un’idea della...
voto al film: 
31 marzo 2012 Opinione di tafo su "Capitalism: a love story"
Sempre più Santoro e sempre meno Report. Sempre più cazzeggio e sempre meno ironia. Sempre più furbo e sempre meno intelligente. Sono quasi sempre d'accordo con te Michael ma devi capire che il limite del tuo cinema sta nella forma, nel modo in cui ci proponi le tue inchieste. Non conosci le mezze misure o ti si ama o ti si odia, chi è d'accordo con te continuerà ad esserlo, chi non lo è non cambierà idea. Tu stesso sei cosciente di non poter cambiare le cose con i tuoi finti...
voto al film: 
29 febbraio 2012 Opinione di slim spaccabecco su "Capitalism: a love story"
I documentari di Moore non sono come tutti gli altri: c'è sempre un sottile filo di ironia nello svelare le trame della società americana che sembra casta e pura, all'avanguardia, ma che comunque si fa fregare dalle lobby!
voto al film: 
20 luglio 2011 Opinione di tobanis su "Capitalism: a love story"
Io sono di parte, perché sono un grande ammiratore di Micheal Moore. In questo film, il regista cerca di capire meglio il capitalismo, le sue storture, come in USA sono finiti nella cacca (e noi pure), e come mai ora Wall Street comanda a Washington. Il film è veramente bello, ti fa vedere delle situazioni IN-CRE-DI-BI-LI ma vere. Gil Stati Uniti, a vedere questo documentario, sono veramente nella merda. Ci sono qua e là momenti discutibili (vedi anche le troppe speranze...
voto al film: 
25 aprile 2011 Opinione di yume su "Capitalism: a love story"
«Sono un essere umano e sono stanco - ha detto il regista - non può ricadere tutto sulle mie spalle o su quelle di Barack Obama. La gente deve svegliarsi e partecipare in massa». Queste parole dicono tanto di quest’uomo che da alcuni anni ha scelto di raccontarci un’America diversa da tutte le fandonie che per generazioni ci hanno detto sulla democrazia, la libertà, l’american way of life. Certo, da un po’ di tempo i conti non tornavano,...
voto al film: 
25 aprile 2011 Opinione di supadany su "Capitalism: a love story"
VOTO : 6/7. L’America, anzi l’1% degli americani, continua purtroppo a fornire a Michael Moore tanti spunti di riflessione e, visto quanto è successo al sistema economico negli ultimi anni, la sua incursione nel mondo della finanza era assolutamente scontato e necessario per “chiudere” una lunga carrellata sugli aspetti che non funzionano in quella che è stata a lungo considerata la società più evoluta al mondo. Qui il regista...
voto al film: 
7 dicembre 2010 Opinione di tinodeluca su "Capitalism: a love story"
«Non esiste più la via di mezzo. C’è la gente che ha tutto e quella che non ha più niente». È l’amareggiato commento di un proprietario di un’abitazione, appartenente alla vecchia middle-class, che attende l’arrivo degli ufficiali giudiziari che gli notificheranno lo sfratto per morosità. L’alter ego di questo cittadino americano che lotta per la sopravvivenza è il titolare dell’agenzia immobiliare...
voto al film: 
16 novembre 2010 Opinione di bellahenry su "Capitalism: a love story"
sono sempre dell'idea che moore ,essendo dichiaratamente di parte, vada preso con le pinze perchè ci mostra quello che vuole lui e nel modo piu convincente possibile.detto questo è innegabile che in ogni suo film c'è sempre un particolare,una storia che cmq la si prenda è shokkante per noi europei. in questo film torna all'argomento che sotto sotto ha mosso tutti i suoi precedenti lavori:le lobby e l'arricchimento dei potenti a scapito dei deboli. si inizia con...
voto al film: 
15 novembre 2010 Opinione di Pugno su "Capitalism: a love story"
La presenza di Moore è sempre troppo ingombrante e onnipresente. Ma l'onestà con la quale ci mostra il volto vero degli Stati Uniti (qui come nei suoi precedenti lavori) è innnegabile e da applausi.
voto al film: 
18 ottobre 2010 Opinione di Artemisia1593 su "Capitalism: a love story"
Momenti leggeri e divertenti si alternano a veri pugni sullo stomaco come la parte in cui racconta delle aziende che guadagnano sulla morte dei propri dipendenti grazie ad una assicurazione sulla loro vita (ma non dovrebbe essere illegale?). Forse il registra nutre troppo speranze su quello che possa fare Obama. D'altra parte lui stesso mostra come i deputati democratici siano stati costretti a votare a favore del "salvataggio" delle banche. Un film comunque da vedere.
voto al film: 
31 luglio 2010 Opinione di gene55 su "Capitalism: a love story"
Di Micheal Moore non ho visto molto,ahimè...Dunque non posso permettermi paragoni o riferimenti ad altri suoi film...Dico solo che l'invito a svegliarci è forte,il regista americano dice cose vere e crudeli(tipo l'investimento sulla morte di un operaio,ma come si fa..?)cercando sempre di accompagnarci con un sorriso sulle labbra,amaro s'intende,ma la formula funziona...Gli obbiettivi vengon centrati quasi tutti,la scena finale è beffarda e le due ore di pellicola...
voto al film: 
13 luglio 2010 Opinione di sasso67 su "Capitalism: a love story"
La filmografia di Michael Moore è un continuo appello a svegliarsi; ogni suo film è un “oh!” di meraviglia per il fatto che certi personaggi siano ancora là a farsi gli affari loro a spese nostre. Che il capitalismo sia un male (anzi, dopo la fine del “socialismo reale”, è IL MALE) lo dicono (quasi) tutti, a cominciare dai preti e dai vescovi cattolici e l’ha detto pure qualche papa. Il capitalismo, almeno così...
voto al film: 
14 maggio 2010 Opinione di Ewan su "Capitalism: a love story"
Ogni film di Michael Moore è sempre un’illuminazione. Ci ricorda come con poche, semplici ricerche, un uomo possa mettere alla berlina istituzioni e persone d’alto rango. Questa volta il bersaglio è l’economia americana, con la famigerata crisi che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. Le banche, gli istituti di credito, i politici: tutti sotto accusa per capire cosa è andato storto. E per Moore la risposta è una sola:...
voto al film: 
5 aprile 2010 Opinione di mm40 su "Capitalism: a love story"
La qualità dei lavori del Gabibbo americano (più per la mole che per l'incisività dei suoi interventi) procede in maniera inversamente proporzionale alla sua popolarità: ed infatti, giustamente, questo Capitalism, a love story è passato piuttosto inosservato, quantomeno rispetto ai suoi precedenti 'documentari'. Anche qui 'documentario' è una parola usata assolutamente a sproposito, poichè Moore utilizza metodi alquanto discutibili per...
voto al film: 
4 aprile 2010 Opinione di BobtheHeat su "Capitalism: a love story"
Moore non ha più la forza, la chiarezza, il senso dell'umorismo e l'energia degli esordi. E come già in SICKO, dimostra di conoscere bene quello che succede in America ma meno quello che accade altrove: Italia compresa. Voto: 6
voto al film: 
24 marzo 2010 Opinione di Makp su "Capitalism: a love story"
Ah, Michael Moore... Il regista di Flint non si risparmia certo di realizzare opere ostentatamente importanti, e di questo il mondo gliene deve dare un certo merito. Mi riferisco sia ai sostenitori sia ai contrari verso le sue posizioni, perché quale che sia il tono o l'approccio di un documentario ad ampia diffusione su temi cruciali del nostro tempo (in USA e altrove per influenza), esso sempre ha la forza di scuotere le fondamenta del problema e di permettere anche ai più...
voto al film: 
14 febbraio 2010 Opinione di agathe67 su "Capitalism: a love story"
Dato per scontato che il cinema di Michael Moore è a tesi, il regista illustra la sua tesi in maniera efficace, anche se a volte troppo retorica...perfette le trovate spettacolari come quella di avvolgere la Bank of America di un nastro giallo uguale a quelli che si usano sulla scena del crimine...la verità illustrata dal regista è sacrosanta e nessuno può negare gli effetti devastanti di certo capitalismo sulla vita quotidiana di ognuno di noi e la...
voto al film: 
11 novembre 2009 Opinione di cippags su "Capitalism: a love story"
Argomento attuale, più coinvolgente di Sicko, magari meno 'comico', ma è sempre il solito Moore, che per l'occasione rispolvera anche lo storico 'Roger and me'. Il ritmo tiene abbastanza, forse in qualche punto qualcosa si poteva tagliare, ma l'opera di denuncia di Moore mantiene vivo l'interesse. Da rimarcare il personaggio dell'agenzia immobiliare Avvoltoio, le scene di sfratti/pignoramenti, la storia dei rimborsi per i dipendenti deceduti, il carcere minorile...
voto al film: 
8 novembre 2009 Opinione di closer su "Capitalism: a love story"
Meno graffiante del solito, ma sempre geniale, Moore entra nel mondo del capitalismo sviscerandone i lati più selvaggi e fotografando la crisi economica dalla angolazione critica migliore.
voto al film: 
6 novembre 2009 Opinione di ilsolenellapioggia su "Capitalism: a love story"
L'inizio del film di Michael Moore è di quelli che lasciano il segno. Veniamo avvertiti che le famiglie con bambini presenti in sala potrebbero essere turbati da ciò che vedranno e quindi il "signorino buonasera" li invita ad uscire. Poi sui titoli di testa, vengono mostrate una seria di rapine in banca colte dall'occhio sempre vigile delle camere di sorveglianza. Le persone rapinano le banche o semplicemente si riprendono ciò che legalmente le banche rapinano alle...
voto al film: 
4 novembre 2009 Opinione di Mulligan71 su "Capitalism: a love story"
Come sempre Moore mette a nudo l'America e ne mostra le ossa stanche. Nonostante la lunghezza un po' eccessiva (più di due ore) il film scorre piuttosto bene e non annoia, a patto di amare lo stile inconfondibile del regista. Si vedono cose a cui è difficile credere. Leggermente inferiore al suo capolavoro, che per me è "Sicko", ma sicuramente fra i films più importanti dell'anno.
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [7]
- positive [15]
- leggi tutte le opinioni
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00























