Opinione di bradipo68 su Der siebente Kontinent
Con Birgit Doll, Dieter Berner, Leni Tanzer, Udo Samel, Silvia Fenz, Robert Dietl, Elisabeth Rath, Georges Kern, Georg Friedrich
- sufficienti [1]
- positive [1]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Folgorante esordio di Haneke al cinema con un film che già contiene tutti gli elementi basilari che saranno ripresi e sviluppati poi nei suoi film successivi.La cosa che stupisce di questo film è che anche se non si conoscesse il regista si riconoscerebbe subito la mano del cineasta austriaco.Uno dei pochi a raggiungere una cifra stilistica estremamente personale(e che lo contradistingue ancora adesso) già a partire dal suo primo lungometraggio per il grande schermo.Questo per dire che il suo cinema nasce già maturo,ben consapevole della propria forza concettuale e molto attento all'uso del mezzo espressivo.La cinepresa si limita a registrare la routine quotidiana nell'arco di tre anni di una famiglia medioborghese(padre,madre e figlia) con automobile nuova,villetta di proprietà,un lavoro soddisfacente.La loro facciata borghese è subito sbandierata ai quattro venti con la riproposizione di alcuni rituali comuni nella società odierna:la spesa al supermercato,il lavaggio della macchina,la sera in casa prima cenando e poi a guardare la tv quasi non dialogando.La bimba a un certo momento a scuola finge di essere cieca.E da lì si assisterà al precipitare degli eventi.Mentre la facciata borghese rimane intatta a uso e consumo degli osservatori esterni,crollano miseramente tutti i pilastri interni.C'è il collasso con frantumazione di tutti quei status symbols che accompagnano la quotidianità dall'acquario(con la cinepresa che inquadra i pesci fino al loro ultimo anelito di vita) fino al denaro(non si dimentica tanto facilmente la lunga sequenza in cui il denaro viene strappato e buttato nello sciacquone).Il Settimo Continente è l'immagine ricorrente nel film di una spiaggia con delle rocce che può essere considerata il simbolo di una paradiso edonista,un sogno,un desiderio che non sarà mai esaudito.O forse è solo una maschera dietro a cui nascondersi.Haneke con questo sua opera prima non si limita a fare una radiografia di un interno borghese.Ne compie una vera e propria autopsia piena di dissolvenze in nero.Il suo è un cinema cimiteriale,emaciato,livido che sceglie di registrare tutto cercando di aumentare la distanza da quello che si filma.Il regista sembra non esistere.Esiste solo la cinepresa,ferma che registra l'inquietudine che aumenta gradualmente partendo da piccoli particolari insignificanti.Non ha un perchè,non ha un inizio ma ha una fine.Se Haneke sembra tirarsi indietro come per non farsi contaminare dall'emozione scaturita dala materia narrativa per lo spettatore è impossibile sottrarsi al processo identificativo:le certezze che magari sono maturate dopo anni e anni possono essere sgretolate in pochi attimi ed è normale che si empatizzi quello che si vede.Nella prima parte del film si indugia sugli oggetti che accompagnano la quotidianità come per affermare che l'identità del soggetto è solo in mera funzione di quello che possiede.E una volta perso quello che si possiede( distruggendo tutto volontariamente) l'individuo non ha più ragione di esistere,davanti alla società scompare.Ma tutto è tenuto fuori campo:tutti i simboli della famiglia borghese vengono distrutti coscientemente.E ben presto si comprende che senza di loro c'è solo il vuoto.Non è necessario neanche un perchè....
Sulla regia di Michael Haneke
la regia che si distacca così dalla materia anrrativa è un suo trademark
Sull'interpretazione di Birgit Doll
brava
Sull'interpretazione di Dieter Berner
non male
Sull'interpretazione di Leni Tanzer
notevole
Commenti
-
19 gennaio 2011, 08:34 di LAMPUR
"Per lo spettatore sarà impossibile sottrarsi" dici, ma a occhio e croce, penso proprio che mi sottrarrò... ;)
cancella commento cancella commento e blacklista LAMPUR -
19 gennaio 2011, 09:02 di bradipo68
eh eh eh ma parlavo di processo identificativo..chissà perchè ma che ti sottraevi al film lo supponevo...ma che stai a fare qui a quest'ora?Libera uscita?
cancella commento -
19 gennaio 2011, 13:26 di kikisan
Terribile!La glacialità,la risolutezza nell'azione,il non capire,il "ripensamento"della bambina,la casa fatta a pezzi,la visita ai suoceri,la TV sempre accesa,il denaro strappato,l'acquario...Hai ragione tu,impossibile per lo spettatore sottrarsi alla visione!Semplificando molto,oserei dire uno dei migliori horror che abbia mai visto!I successivi Benny's Video e 71 frammenti di una cronologia del caso non raggiungono lo stesso grado di insoppportabilità,pur arrivandoci molto vicino...Non l'ho ancora visto,ma ho recuperato un film di Haneke non presente nel database,intitolato"Das Schloss";pare che sia stato tratto dal romanzo "Il castello"di Kafka. Ciao.
cancella commento cancella commento e blacklista kikisan -
19 gennaio 2011, 16:45 di bradipo68
gli altri due sono in preparazione,grazie per la dritta su Das Schloss...
cancella commento
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00





