Opinione di ico su Baciami ancora
Con Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Vittoria Puccini, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi
- negative [29]
- sufficienti [7]
- positive [12]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Muccino torna ai suoi personaggi italiani, ai suoi caratteri tipici, alle sue crisi di nervi, all'isterismo delle sue litigate per raccontare il nuovo passaggio nella vita dei protagonisti de L'ULTIMO BACIO. Il ritmo sfrenato di quel film, lascia il posto all'amara riflessione delle occasioni perdute nella vita di chiunque, ai sogni raggiunti dalle "stesse" delusioni dalle quali si pensava di poter fuggire e vira ancora una volta al moralismo, all'ambizione del focolare domestico, però da poter odiare. Proseguendo il discorso dell'ULTIMO BACIO in un film di 138 minuti, inevitabilmente si perde in sintesi e compattezza e sotto la necessità del lungo sviluppo, tutte le storie mostrano la corda. Accorsi e la Puccini, nonostante il mestiere, sono vittime di un racconto troppo banale per non finire travolti nell'inutilità di un episodio che stancamente arriva a conclusione senza sorprese e con tentativi di sviluppo e approfondimento che divengono parentesi incomprensibili (il timore per la malattia, l'ambiente di lavoro), a ciò si aggiunga che il personaggio di Giulia è altro rispetto al film precedente (la rabbia è diventata inedia, il furore incertezza, la passione dolcezza) così come l'artificiosità di una fidanzata che c'è, va via, torna per poi andare via nuovamente. Favino mostra qualità da commediante di razza, ma il precipizio ridicolo del suo personaggio ne fa solo un pretesto comico, un angolo di alleggerimento circondato dalla cupezza del tutto. Cupezza, che trova il suo sfogo nel triangolo Santamaria-Impacciatore-Pasotti; l'errore qui è del tutto autoriale. Spettacolarizzare senza motivo un suicidio è un autogol che uno sceneggiatore non dovrebbe mai fare e renderlo un gioco o tentare la strada dannata e poetica, porta a galla il meccanismo dell'emozione a comando. Gradirei vedere Santamaria in questa forma nell'interpretazione di un personaggio diverso dal folle, dal drogato o dall'esagitato, così come consiglierei alla Impacciatore una scuola di dizione che finalmente possa correggere le sue E e le sue O, e gradirei sapere chi ha pensato la capigliatura di Pasotti. Ma le domande non finiscono qui: mi chiedo perché se di un personaggio non si ha idea di sviluppo, lo si debba riproporre e costringerlo a ripetere un percorso identico (mi riferisco a Marco Cocci)? Infine due parole su Muccino: l'America lo ha cancellato, impersonalità e invisibilità sono diventate le sue caratteristiche, del Muccino passato resta solo il nome, oggi si stenta a riconoscerne il tratto e vedere la scena nei sotterranei dell'ospedale, purtroppo per lui, fa ricordare quegli stessi ambienti ripresi con ben altra personalità da Ozpetek in SATURNO CONTRO. http://jokerico.blogspot.com/
Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00





