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Opinione di arkin su Il messaggero - The Haunting in Connecticut





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12/09/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Anche se la didascalia che annuncia che si tratta di una storia vera fa storcere un po' il naso, il film è sufficientemente onesto da risultare dignitoso. Parlare di un argomento delicato come la morte in maniera profonda e non banale è difficile, ed è ancora più difficile raggiungere risultati memorabili come "linea mortale" o "il sesto senso". Il regista, tuttavia, non sembra volerci proporre delle risposte conclusive, e non cerca di indottrinare con malizia, per cui la storia-con tutti i suoi evidenti difetti e vuoti(ci sarebbe da discutere a lungo su alcune trovate dello sceneggiatore riguardo ai "ritrovamenti" all'interno della casa...)risulta seguibile, anche se di certo non memorabile.  La cosa migliore del film è comunque Kyle Gallner, che solleva l'intera opera di almeno un gradino. Peccato che venga ancora sprecato in film minori.

Sulla trama

discutibile

Sulla regia di Peter Cornwell

onesta

Sull'interpretazione di Virginia Madsen

brava come al solito, ma un po' sottotono.

Sull'interpretazione di Kyle Gallner

la cosa migliore del film. Impossibile non notare come sia fuori posto in produzioni minori. 

Sull'interpretazione di Elias Koteas

lui è bravo, ma il personaggio fa involontariamente ridere.


SI

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