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Il messaggero - The Haunting in Connecticut - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Boris Sollazzo

Malgrado un bravo regista e un cast di tutto rispetto un pasticciaccio brutto ambientato in Connecticut. Ah che cut!

Tratto da una storia vera. Il giorno che toglieranno questa scritta dai cartelli iniziali dei film, non solo dell’orrore, sarà sempre troppo tardi. Impossibile da verificare, nel migliore dei casi sono leggende metropolitane (anzi di campagna: le case infestate sono sempre fuori mano, qui è quella degli Sdeneker in Connecticut, negli anni 70). In questa pellicola, inspiegabilmente sopravvalutata dalla critica statunitense, abbiamo tutto il corredo: spiriti inquieti, un cacciafantasmi (Elias Koteas), una mamma ansiosa (Virginia Madsen), una famiglia di idioti che non prova neanche a scappare dall’ennesima unifamiliare riposseduta, un padre ex alcolizzato, improbabile scena nella doccia (Amanda Crew) e persino un adolescente malato di cancro (Kyle Gallner), per non farci mancare la sfida-catarsi dell’anima attraverso il corpo, e viceversa, che già aveva stufato negli anni della nouvelle vague asiatica del genere. Buone idee, un bravo regista che con Ward 13 (citato, lo vede alla Tv il protagonista) aveva mostrato più talento e coraggio, ottime interpretazioni vengono massacrate dall’assenza di tensione emotiva ed empatica, pessima emulazione dei classici, immagini addomesticate e tre finali.


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