Le 13 rose - La recensione di FilmTv
Con Pilar López de Ayala, Verónica Sanchez, Gabriella Pession, Marta Etura, Teresa Hurtado de Ory, Nadia de Santiago, Bárbara Lennie, Alba Alonso, Cèlia Pastor, Silvia Mir, Sara Martìn
La recensione di FilmTv
Un tragico fatto storico rielaborato con toni un po’ troppo soft. Da non dimenticare per la nostra memoria
Il 5 agosto del 1939 vengono fucilati a Madrid 43 uomini e 13 donne (di cui molte minorenni), queste ultime accusate – ingiustamente – di aver attentato alla vita della figlia e dell’autista di Franco. In realtà, la loro vera “colpa” sarebbe quella di aver aderito al Movimento Repubblicano e di aver deciso per questo, una volta terminata la Guerra Civile spagnola, di rimanere nel Paese per combattere. La loro è comunque un’azione assolutamente pacifica e nella maggior parte dei casi non totalizzante (come invece poteva essere in L’Agnese va a morire) all’interno della quotidianità femminile. Che il regista Emilio Martínez-Lázaro (diventato famoso in patria per L’altro lato del letto) restituisce, specie nella prima ora, attraverso divagazioni amorose e toni forse un po’ troppo edulcorati e soft, ma comunque funzionali per rendere il clima di convivenza col potere che, a livelli diversi, era diffuso ovunque. In linea con le principali cinematografie europee, la cui tendenza è quella non di dare giudizi ma piuttosto di fare i conti con la Storia (Katyn), Le 13 rose vuole essere un film sull’importanza della memoria, parola questa ripetuta in maniera quasi ossessiva nell’epilogo, il solo a restituire davvero la tragicità della dittatura.
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