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Daybreakers. L'ultimo vampiro - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Nel 2019 la razza umana è ormai minoranza, perché un misterioso contagio ha trasformato le persone in vampiri. I pochi sopravvissuti servono come scorta alimentare, ma anche loro cominciano a scarseggiare. Che fare? Allo scienziato (vampiro) Ethan Hawke il compito di trovare una cura, al resistente devampirizzato Willem Dafoe quello di far vincere l’umanità. Girato nell’ormai lontano 2007 e poi congelato per problemi di budget, Daybreakers. L’ultimo vampiro cerca di aggiornare il mito più duraturo e intramontabile dell’horror. Dopo la saga di Blade e 30 giorni di buio (più il fumetto che il filmetto), però, non si sa più che pesci pigliare. L’idea della multinazionale dei vampiri guidata dal cattivo Sam Neill è stravecchia, mentre la trovata base del supermarket degli umani più che da Matrix è ripresa da un ormai dimenticato horror australiano, Thirst (Rod Hardy, 1979), al quale si sono evidentemente abbeverati anche i due registi Michael e Peter Spierig, di origine tedesca ma cresciuti in Australia (dove Daybreakers è girato). Modesto il cast (a parte Neill gigione). Ethan Hawke crede di essere ancora sul set di Gattaca (ahinoi, si sbaglia) e Willem Dafoe è troppo impostato per convincere.


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