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Opinione di PompiereFI su Viola di mare





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02/02/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Tratto dal romanzo “Minchia di re” di Giacomo Pilati, “Viola di mare” dimostra un profondo rispetto per la condizione femminile, qui inserita quasi come ornamento all’interno di una “società degli uomini”. Ed è bella l’idea di ritrarre un affetto e un amore tra due donne su di un’isola che da infelice si trasforma quasi nel suo contrario; c’è la sensazione di vivere in un altro mondo, lontano da una civiltà più avanzata (ammesso che nel continente della fine dell’800 si fosse potuta trovare), aggrappati a un primitivo istinto protettivo e distruttivo insieme (la famiglia e il paesino dettano le regole). Splendidi gli scenari dell’isola di Favignana, dove il film è stato girato, che avrebbero potuto tuttavia farsi impeti allegorici di superstizione, tra donne streghe, possessioni demoniache e il ruolo di una chiesa e di un parroco così malvagi nel loro essere violentatori di fisici e coscienze. 
Queste “women in love” desiderano l’indipendenza, anche sessuale. Ma la traccia è esile (si deve passare ancora una volta attraverso la tragedia e il sacrificio), il “viola di mare” che cangia il suo sesso sembra più un viola quaresimale, subissato da un destino inesorabile dal sapore verghiano. I canoni rappresentativi della vicenda sono abbastanza banali, mancano slanci concreti, ci si accontenta di una narrazione più che formale e generica. Sembra quasi che la produzione di Medusa abbia vigilato sullo scenario, pronta a piantare i paletti di quei confini che “sarebbe meglio non valicare”.
Per fortuna c’è l’armonica coppia formata da Valeria Solarino e Isabella Ragonese, le quali danno ai loro tormentati personaggi quel senso di solidarietà, delicatezza e quotidianità che formano il vigore dell’intera iniziativa. Un’idea posta in essere da un cast tutto al femminile: dalla regista Donatella Maiorca alle musiche composte da Gianna Nannini che avvicinano la pellicola ai nostri tempi, fino alla produzione (e a un piccolo ruolo) di Maria Grazia Cucinotta e alla sciatta sceneggiatura.


SI

Commenti

  • 2 febbraio 2011, 10:15 di spopola

    Certamente lo zampino della Medusa c'è per addolcire.... ma io credo che il problema principale risieda proprio nei "limiti" oggettivi (fino a prova contraria) dimostrati dalla Maiorca e lo dico proprio analizzando tutte le opere (invero non moltissime) del suo percorso artistico. Gli scenari sono belli... ma la rappresentazione è "molto di maniera" e si poteva, credo, pretendere di più (forse sarebbe più gisuto utilizzare il verbo "doveva").

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  • 2 febbraio 2011, 13:31 di PompiereFI

    Sì, certo. Non volevo dare tutta la colpa alla casa di distribuzione e "assolvere" la regista. Diciamo che una mestierante della tv è quello che ci voleva per rappresentare "al peggio" il soggetto :-)

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  • 2 febbraio 2011, 20:10 di Spaggy

    ...intanto in questi giorni il film ha vinto il "Gay Fest Bilbao 2011", Valeria Solarino il premio per la miglior interpretazione femminile e a Isabella Ragonese ha ricevuto una menzione speciale... conosco Donatella personalmente e non potrei mai essere così critico con il suo lavoro ^_^

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  • 2 febbraio 2011, 23:04 di PompiereFI

    Sono contento per le interpreti :-)

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