Good Morning, Aman (2009)
Con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Said Sabrie
La trama
Aman, ventenne somalo cresciuto a Roma, lavora presso un rivenditore di auto usate. Di notte, a causa dell'insonnia, cammina senza meta per le strade dell’Esquilino, tra la stazione Termini e piazza Vittorio. Una sera, introdottosi di nascosto sul terrazzo condominiale di un palazzo, fa la conoscenza di Teodoro, un ex pugile quarantenne dal passato oscuro. Tra i due nasce un’amicizia che via via si trasforma in un legame dai contorni fortemente ambigui.
Un esordio, come detto, di gran valore, con una prima parte pressoché perfetta. Merito anche dei due interpreti principali: il 19enne Said Sabrie (che tra l’altro è nato in Texas e non è mai stato in Somalia) e il “veterano” Mastandrea, nella sua prova più matura. Per qualcuno il miglior film italiano visto a Venezia 2009.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 45/2009
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 2009-11-15 17:34:46 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
In un pomeriggio anonimo d’autunno con un cielo grigio e qualche goccia di pioggia, giusto per farci capire che non è solo nebbia alta, senza il campionato di calcio, dopo un pranzo parentale, ho pensato bene di spegnere il cellulare e dare un’occasione ad un piccolo film italiano, ben accolto all’ultimo Festival di Venezia.
L’occasione era ancor più propizia in quanto viene proiettato nel cinema sotto casa (programmazione assolutamente rivolta ai film meno visibili da quando anche a Brescia ci sono due multisale in città), e non è un modo di dire, lo proiettano esattamente nel cinema sotto casa mia!!!
E’ stata anche l’occasione per andare al cinema per la prima volta in solitaria, poco male si intende, ma quando ho provato a sondare il terreno in giro, le proposte sono state di altra natura (senza togliere ai tanti film in sala che per diversi motivi mi interessano e potrebbero piacermi anche di più), e facendo finta di niente ho glissato, dicendo che preferivo un po’ di riposo dopo le serate del week end.
A dir la verità poi ero più o meno solo anche in sala, sette spettatori sette presenti, età media molto sopra i cinquanta,
Insomma quasi come vedere un film a casa, ed è un peccato, ma di questi tempi sembra funzioni così quando passano film che escono dai soliti luoghi comuni.
E questo piccolo prodotto italiano ha sicuramente questo pregio, cosa non da poco.
Non è perfetto, non ce lo ricorderemo come un capolavoro, ma ha il merito di seguire una sua strada senza retorica e con decisione.
La storia vede due protagonisti, Aman (bellissima la frase in apertura “non è importante realizzare i propri desideri, è importante averceli”), un ragazzo somalo intraprendente e poco incline a seguire la strada prestabilita delle persona “normali” (come l’amico che va a Londra per lavorare come un mulo) che si incontra su un terrazzo di un edificio in piena notte con un ex pugile, che aveva deciso di farla finita; entrambi sono accomunati dall’insonnia, con alle spalle motivazioni e problemi completamente diversi.
Inizia tra i due un rapporto particolare, il personaggio di Mastandrea (davvero bravo come sempre, uno dei migliori attori italiani e nel contempo altamente sottovalutato e sotto utilizzato) ha un incredibile bisogno di sentire qualcuno vicino e vive un disagio pressoché assoluto; Aman, dal canto suo, vive la nuova situazione nel dubbio, ma coinvolto dal fatto che finalmente qualcuno sembra trattarlo come si dovrebbe trattare una persona (cosa che non avviene nella sottostoria secondaria con una ragazza bianca, con la quale la gentilezza e la disponibilità non portano a nulla).
La storia è raccontata con fermezza e funziona, fino ad arrivare al finale per nulla conciliatorio e doloroso.
Ma la vita è anche questo, una continua corsa ad ostacoli, un costante saliscendi, dove bisogna essere forti per andare avanti, almeno se si ha la forza di pensare.
In questo è senza dubbio meritevole la scelta narrativa, schietta, senza sotterfugi o la necessità di prendere la strada dell’ovvio.
Un piccolo film italiano (nella botte piccola a volte si trova ancora il vino buono), imperfetto probabilmente, ma che porta una ventata di freschezza e dolore.
Ed ogni tanto ce ne è bisogno, soprattutto in una cinematografia monca come la nostra, dove tanti film sono fatti bene, ma solo a metà.
Consigliato.
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- sufficienti [4]
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2011-02-18 14:45:32 Opinione di danandre67 su "Good Morning, Aman"
sembra un film di David Lynch all'Italiana
voto al film: 
2010-12-12 13:32:44 Opinione di mm40 su "Good Morning, Aman"
Realizzata con il contributo del ministero dei beni culturali, questa è l'opera prima del regista Claudio Noce, presentata a Venezia nel 2009 nel corso della settimana internazionale della critica. Scritta dal regista e da Diego Ribon, Heidrun Schleef ed Elisa Amoruso, è la storia di un'amicizia virile tutt'altro che scontata fra due protagonisti dalle mille differenze e dalla comune, malinconica ed affranta solitudine, prodotto di un passato per entrambi doloroso. Se Teodoro...
voto al film: 
2010-08-22 19:36:16 Opinione di gene55 su "Good Morning, Aman"
Ahime...ho paura di aver visto tutto un altro film...La storia poetica,raccontata altrove,della conoscenza tra un ragazzo somalo,decisamente fouri dagli schemi dell'immigrato,e un ex pugile romano,decisamente fuori,in me non ha trovato seguito...Nonsense fin dall'inizio,ha delle falle incredibili in racconto e alcuni evidenti distrazioni in montaggio(vedesi le due scene della bottiglia di vetro...)Non si capisce perchè il pugile cominci a dare soldi al ragazzo;non si capisce il suo...
voto al film: 
2010-04-26 18:16:18 Opinione di emmepi8 su "Good Morning, Aman"
Un film disperato, che mai sfocia nel dramma convulso e plateale, ma tutto è racchiuso nell’incomunicabilità dei sentimenti. Una tragedia familiare descritta in maniera davvero che Colpisce al Cuore; un debutto maturo e vero, con produzione dello stesso Mastandrea, che sa affrontare il suo personaggio in maniera che entra dentro noi come una cartuccia che ci viene sparata. Noce debutta, dopo due corti, in maniera eccellente, e la prima parte affascina in maniera...
voto al film: 
2010-03-25 00:07:18 Opinione di almodovariana su "Good Morning, Aman"
"La nuit", canzone di Adamo, e l'insonnia dei due protagonisti sono il simbolo di un periodo buio che il nostro paese attraversa: cosa può offrire il mondo odierno a un giovane immigrato? Neppure uno straccio di speranza. Il film ci presenta una capitale ostile dove anche i borgatari sono pronti a diffidare del diverso.
voto al film: 
2010-02-20 11:44:04 Opinione di kirkdetective su "Good Morning, Aman"
Sono d'accordo con chi lo ha definito un esordio di gran valore. Perchè mostra come possa essere urgente il bisogno di avere desideri, stimoli, percorsi fruttuosi da seguire, affetti e complicità con gli altri, riconoscimenti e valorizzazione della propria persona. Quando l'esigenza di vivere pienamente e liberamente si fa insopprimibile, fino al punto di non tollerare più l'assenza di felicità (il che purtroppo contempla anche l'eventualità...
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2010-02-07 21:19:48 Opinione di Filmoski su "Good Morning, Aman"
Due solitudini che s'incontrano, immagini che ci restituiscono l'angoscia del vivere metropolitano. Inquadrature e montaggio funzionali allo scopo.
voto al film: 
2010-02-07 21:13:26 Opinione di Filmoski su "Good Morning, Aman"
Due solitudini che s'incontrano, immagini che ci restituiscono l'angoscia del vivere metropolitano. Inquadrature e montaggio funzionali allo scopo.
voto al film: 
2010-02-03 15:58:31 Opinione di Norma Ray su "Good Morning, Aman"
Deprimente. Quando si decide di realizzare un film su temi sociali, occorre una sceneggiatura che catturi l'attenzione e quindi faccia riflettere. Siamo di fronte all'ennesima "cattedrale nel deserto". .............E, poi, non dimentichiamo un aspetto importante: la produzione cinematografica costa, dunque facciamo in modo di ottenere qualche profitto. Film noiosi come questo li va a vedere solo il malcapitato di turno, ingannato dal filmaccio e beffato dal costo del...
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2009-12-09 23:37:51 Opinione di fefy su "Good Morning, Aman"
pellicola non semplice perchè molto “autoriale”, il soggetto è trattato in modo molto personale. Si tratta di un film interessante, sospeso tra realismo e sogno caratterizzato anche stilisticamente da una regia ossessiva e visionaria. Nel film si nota una grande attenzione registica ai dettagli che diventano un elemento fondamentale. Vengono utilizzate ottiche molto strette, per essere vicino quasi addosso ai soggetti, ma tenendo allo stesso tempo la macchina da...
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- sufficienti [4]
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