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Good Morning, Aman - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Per qualcuno è il miglior film italiano visto a Venezia 2009 (era nel programma della Settimana della Critica). Diciamo che è l’opera prima più intensa e promettente, grazie a uno stile fermo e asciutto che evita le trappole del “politicamente corretto”. Siamo nella Roma contemporanea che ha sostituito il sottoproletariato così ben decantato da Pasolini attraverso i suoi primi romanzi e Accattone con gli extracomunitari. Aman è di seconda generazione: un italiano di origine somala e di pelle scurissima, che denuncia accenti non propriamente africani e atteggiamenti da bulletto di quartiere. Malgrado le quotidiane umiliazioni (dal datore di lavoro in su e in giù) cerca di far scivolare la mente sui suoi sogni, sugli occhi di una ragazza che incrocia ogni giorno per la strada, nel telefonino con il quale comunica con un amico trasferitosi a Londra. L’incontro con Teodoro, ex pugile quarantenne, gli cambierà almeno un paio di piani. E soprattutto, lo farà crescere. Un esordio, come detto, di gran valore, con una prima parte pressoché perfetta. Merito anche dei due interpreti principali: il 19enne Said Sabrie (che tra l’altro è nato in Texas e non è mai stato in Somalia) e il “veterano” Mastandrea, nella sua prova più matura.


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