The Box (2009)
Con Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, Deborah Rush, Gillian Jacobs, Michael Zegen, James Rebhorn, Andrew Levitas, Holmes Osborne, Celia Weston
La trama
Norma (Cameron Diaz) e Arthur Lewis (James Marsden), giovani sposi con un figlio piccolo, ricevono in regalo una misteriosa scatola. Un uomo rivela loro che, premendo il pulsante posto sulla stessa, otterranno un milione di dollari. Ma in cambio qualcun altro, da qualche parte nel mondo, verrà ucciso. Dopo aver discusso a lungo, combattuti tra l'avidità e lo scrupolo morale, è Norma a decidere di premere il bottone. E dopo averlo fatto, si metterà alla ricerca dell'assassino.
Ispirato a un racconto di Richard Matheson (Button Button. La pulsantiera), scritto per la seconda serie di Ai confini della realtà, The Box è il primo titolo bello, pieno, tondo di Richard Kelly, regista di Donnie Darko e del tremendo Southland Tales. A parte dimostrare come le idee geniali di Matheson siano senza tempo, il film riconduce il tema del libero arbitrio a un contesto tutt’altro che metafisico, nonostante i rimandi spaziali, bensì quotidiano.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 29/2010
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 2011-08-22 00:52:01 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Una giovane coppia riceve un dono da uno sconosciuto. Qualcuno bussa alla porta, Norma Lewis (Cameron Diaz) non fa in tempo a scorgere chi è l’uomo che ha depositato sulla soglia un pacchetto di forma quadrata: il benefattore, infatti, si è involato in una macchina nera.
A chiunque capitasse qualcosa del genere, sorgerebbero dei dubbi circa il dono e
la consistenza del dono: cosa conterrà?
Eppure siamo in America, - Richmond, Virginia - e la paura delle bombe e dei complotti che da sempre alligna nella testa degli americani dovrebbe almeno indurre gli avidi coniugi a riflettere se aprire il pacco o chiamare la polizia.
Niente di tutto ciò.
Norma esulta, chiama il coniuge, Arthur (James Marsden), un pacioccone che lavora alla Nasa, squittendo nemmeno fosse arrivato Babbo Natale, e insieme aprono il pacco: dentro uno strano congegno, poi una lettera che recita più o meno: “Premendo il pulsante rosso, qualcuno morirà, ma voi diventerete miliardari.”
La cosa sa di fantascienza, e di fantascienza si tratta. La storia si svolge nella metà degli anni Settanta. Gli americani hanno perlustrato Marte e quando si perlustra questo pianeta, state sicuri che ‘sono arrivati i marziani sulla Terra’.
Nella lettera è scritto che il giorno dopo alle 17.00 qualcuno tornerà per sapere che cosa hanno deciso i coniugi Lewis: diventare ricchi, uccidendo qualcuno o restare a secco di soldi?
Arthur ha un lavoro precario, Norma insegna letteratura a dei deficienti che non hanno mai letto I sequestrati di Altona di Sartre, e non è finita, hanno un figlio, Walter, da mantenere. E non è finita ancora: Norma ha un piede mozzo, le sono state amputate le dita in seguito a un incidente, zoppica, non ci fa proprio una bella figura, lei così avvenente, ex atleta podista, con quei soldi potrebbe operarsi al piede invece di indossare un plantare che Arthur amorevolmente ha progettato per lei.
Insomma, tutto congiura perché quel maledetto pulsante subisca la pressione portatrice di iella (qualcuno morirà) o fortuna (diventare ricchi).
Il plot non è molto originale, è tratto (e maltrattato) da un bellissimo racconto di Richard Matheson, Button Button che magistralmente pone il problema della responsabilità delle scelte.
Richard Kelly, dopo il folgorante Donnie Darko e il noioso new age Southland Tales, approda alla fantascienza tout court, immettendo nel corpo vile di un finto b-movie costoso (quanti ossimori!) spezzoni di filosofia morale, citazioni di Arthur Clarke, le porte da scegliere di Kafka, le vie senza uscita di Sartre.
Ecco, Byron Haskin o Don Siegel non facevano lezioni di escatologia, loro proiettavano geniali metafore sugli schermi.
Per finire: se il giorno dopo avere ricevuto uno scatolo-dono, si presenta, puntuale come la morte (è il caso di dire) uno con la taglia, la faccia deturpata, una bombetta alla Magritte sul capo, e si chiama Arlington Steward (l’immenso Frank Langella), il minimo che devi fare è dire: “Scusi, ha sbagliato indirizzo!”
Invece Norma accoglie il visitatore-vespillone nemmeno fosse l’uomo delle tubature intasate.
Norma apre la porta ed io non dico altro per non rovinare la visione di questo, tutto sommato, piacevole film.
Dico soltanto, memore di un romanzo di Patricia Highsmith: “Non aprite la porta agli sconosciuti”, e pensate solo che dalla nascita alla morte viviamo dentro gli scatoli (ventre materno, scuola, casa, auto, bara), vediamo scatoli (televisione, cinema). E non lo dico io, parola di Arlington Steward!
- negative [22]
- sufficienti [15]
- positive [9]
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2012-02-05 15:46:31 Opinione di pdvcld su "The Box"
Non ho letto il romanzo dal quale è stato tratto il film ma direi che non ne è uscita una gran cosa, trama contorta, difficile da seguire e sinceramente abbastanza banalizzata. Mi è parsa un'accozzaglia di tanti generi e film diversi messi forzatamente assieme..
voto al film: 
2012-01-14 19:21:18 Opinione di gigilapeste40 su "The Box"
C'è una ditta gestita forse dagli alieni o forse dal padre eterno in persona che si diletta a fare esperimenti sugli umani e così dopo aver mandato sul lastrico i prescelti offre loro un milione di dollari se acconsentiranno a fare ammazzare una persona a caso. L'aspetto più fastidioso è però l'insistenza con cui ci viene propinata la tesi che quello che in un'epoca è considerato magia o superstizione può trovare una spiegazione scientifica in seguito. Una teoria alquanto ambigua e...
voto al film: 
2012-01-12 12:06:27 Opinione di Paul Hackett su "The Box"
Negli ultimi tempi sono solito introdurre le mie brevi recensioni con un succinto riassunto della trama del film in esame... questa volta ve lo risparmio: "The Box" è un casino bestiale, una pellicola contorta, confusa e per di più lenta e pesante come un macigno, un'esperienza equiparabile alla lettura integrale di qualche pagina a caso della Gazzetta Ufficiale. Che il celebratissimo Richard Kelly dell'interessante (e terribilmente sopravvalutato) "Donnie Darko" fosse un mezzo bluff ne...
voto al film: 
2012-01-12 09:59:56 Opinione di Zardoz su "The Box"
The box parte da un'idea curiosa quanto improbabile di Matheson e si sviluppa in un film claustrofobico, macchinoso e pieno di indizi che portano a un finale così così. Lo spunto poteva essere ottimo per un episodio in bianco e nero di "Ai confini della realtà", ma non regge la prova del lungometraggio. Nonostante la bravura di Cameron Diaz, che come interprete mi ha decisamente sorpreso, ho sbadigliato come un ippopotamo ogni dieci minuti. Dopo aver visto il finale ho fatto un ultimo...
voto al film: 
2012-01-10 17:24:43 Opinione di emmepi8 su "The Box"
Non convince per niente questo prodotto che ha contro una storia che sa di stantio ed una regia che lo avvalora. Un film che sembra essere fatto negli '70, con il tutto il peso degli anni trascorsi per un argomento alla moda, la firma del racconto è legata a Matheson, ma colpevole sono sceneggiatura e regia, che non hanno dato lo sprint giusto a tutta l'operazione. Argomento pensoso che ha dalla sua un'ottima prova della Diaz, che sta crescendo anche drammaticamente in maniera...
voto al film: 
2011-12-06 13:55:40 Opinione di negro su "The Box"
Il trailer appariva interessante perchè poneva subito la questione "schiaccia un pulsante, muore una persona che non conosci e diventi ricca". Ma è solo l'inizio perchè tutto diventa ancora più complesso. Forse fin troppo complesso dal punto di vista della trama (ma ok così vista la linearità di troppi prodotti) ma risulta vera delizia per gli occhi la miriade di generi non solo sfiorati: commedia anni 60, alieni, servizi segreti, pericolo bomba nucleare, spazio, fantascienza,...
voto al film: 
2011-08-23 17:34:39 Opinione di giorgiobarbarotta su "The Box"
Come per Segnali Dal Futuro di Proyas, anche questo The Box di Kelly è un episodio di cinema fuori tempo massimo. L'estemporaneità e il retrò voluto da entrambe le promesse (non mantenute) del fantastico non hanno nè sostanza stilistica né particolare fascino o originalità. Episodi di Ai Confini Della Realtà gonfiati a lungometraggio e poco più. Visioni non particolarmente sgradevoli, non clamorosamente noiose, nemmeno curiosamente...
voto al film: 
2011-08-22 00:52:01 Opinione di Marcello del Campo su "The Box"
Timeo Danaos et dona ferentes. Una giovane coppia riceve un dono da uno sconosciuto. Qualcuno bussa alla porta, Norma Lewis (Cameron Diaz) non fa in tempo a scorgere chi è l’uomo che ha depositato sulla soglia un pacchetto di forma quadrata: il benefattore, infatti, si è involato in una macchina nera. A chiunque capitasse qualcosa del genere, sorgerebbero dei dubbi circa il dono e la consistenza del dono: cosa conterrà? Eppure siamo in America, -...
voto al film: 
2011-08-14 22:13:21 Opinione di sigourneyrules su "The Box"
Sicuramente la prima parte e ottimamente realizzata, si crea una suspence ed una tensione notevole, poi il film si perde nei riferimenti fantascentifici.Come al solito mostruoso Frank Langella.
voto al film: 
2011-06-13 16:24:09 Opinione di supadany su "The Box"
VOTO : 6/7. Richard Kelly torna sulla terra, si fa per dire, dopo il cult “Donnie Darko” e il controverso “Southland tales”, con questo film tratto dal racconto breve “Button, button” firmato da Richard Matheson. Il risultato è buono, non entusiasmante, ma Kelly dimostra di poter fare anche altro e la cosa non era poi così scontata. Norma (Cameron Diaz) e Arthur (James Marsden) vivono col loro figlio una vita normale, fino a quando un...
voto al film: 
- negative [22]
- sufficienti [15]
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