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La doppia ora - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Steve Della Casa

Due cuori solitari si incontrano. Lui era un poliziotto, lei viene dall’Est e fa la cameriera. A lui è affidata una villa contenente molti oggetti d’arte. Lei lo va a trovare. Poi c’è una rapina, una sparatoria, un’indagine, forse una morte. E una vicenda che si dipana tra colpi di scena duri ma ovattati. La vicenda gialla è sullo sfondo, i protagonisti restano i due solitari che si erano conosciuti in un’agen­zia di speed dating. A Venezia, dove era in concorso, l’opera prima di Giuseppe Capotondi (al suo attivo in precedenza clip e pubblicità) è piaciuta molto. Tant’è vero che Ksenia Rappoport ha portato a casa la Coppa Volpi come migliore attrice, sovvertendo le previsioni della vigilia. Si tratta di un film sorprendente, strano, mai banale, mai scontato. Un film dove la suspense è soprattutto una suspense dell’anima, i colpi di scena ci sono ma sono sempre coniugati con le conseguenze che porteranno nelle vite e negli affetti dei due protagonisti. Compreso lo strano rumore che ogni tanto la protagonista avverte (ma solo lei) nella prima parte del film. Cinismo e amore, legati in modo quasi indissolubile. Alla fine gli elementi gialli tornano tutti, quelli affettivi un po’ meno. Per proporre un’opera prima così insolita e graffiante ci voleva la coppia Nicola Giuliano & Francesca Cima, i due che hanno arricchito il cinema italiano con il talento di Sorrentino e la suspense di La ragazza del lago. Per interpretare i due protagonisti era indispensabile il talento di Filippo Timi e di Ksenia Rappoport, bravissimi ed efficaci. Per legare insieme giallo e amore, sogno e realtà ci voleva una mano sicura anche se di esordiente. Gli elementi si combinano bene, il film è riuscito. Ma soprattutto è riuscita l’operazione più difficile: fare un film di dimensioni e ambizioni internazionali mantenendo salda l’iden­tità italiana. Ed è riuscito anche l’inserimento in concorso a Venezia di un’opera prima che non è stata mandata al massacro. Era da tempo che questo non accadeva.


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