Opinione di bradipo68 su Lourdes
Con Gilette Barbier, Gerhard Liebmann, Léa Seydoux, Sylvie Testud, Bruno Todeschini, Irma Wagner
- negative [11]
- sufficienti [6]
- positive [20]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
I miracoli esistono. Ma il più grande è quello racchiuso dentro di noi.
A mio parere è questo il messaggio contenuto tra le righe di questo film battente bandiera francese( ma la nazionalità del film è di chi lo fa o di chi ci mette i soldi per realizzarlo?) ad opera di una regista austriaca di belle (e passate) speranze.
E qui però mi sorge il dubbio che persevera anche dopo aver fatto sedimentare adeguatamente il film: che tipo di film è questo?
Un film cattolico? ateo? agnostico? pagano? o semplicemente un film furbo che nel suo cerchiobottismo è attento a non offendere nessuno?
Sarò malfidato ma tendo a insospettirmi quando leggo che questo film per ha preso premi ed encomi sia da associazioni di atei che da importanti associazioni cattoliche( il SIGNIS, tanto per dirne una che vanta un filo diretto col Vaticano) e che c'è stato un grosso fermento parrocchiale a quanto dicono le cronache per diffonderlo.
E il sospetto si ingigantisce ancora di più quando vedo numerose copie del dvd fanno bella mostra di sè negli scaffali dei negozi religiosi dedicati all'audiovisivo.
Ben venga un film che faccia discutere ma qui siamo nell'ambiguità bella e buona.
La Hausner prima ci dipinge un santuario di Lourdes opacato dai suoi rituali,dai suoi simboli, attento più al rumore dei registatori di cassa che al silenzio della fede, un luogo buio e organizzato militarmente in cui la religione è solo il collante di un pacchetto turistico in cui ognuno aspira a quel miracolo che risollevi la propria grama esistenza.
Ed ecco quindi la sfilata di infelici, malati, malinconici freaks alla disperata ricerca di una nuova speranza per vivere.
Poi quasi fa marcia indietro:le vie del Signore sono infinite e Christine,novello Lazzaro che si alza e cammina dalla quella sedia a rotelle, è messa nel tritacarne burocratico solo per preservarla dagli sguardi curiosi ma anche invidiosi dei non miracolati.
Sembrano loro il male (relativo) di questo film ben attento a smussare tutti gli spigoli, la Chiesa assume quasi il ruolo di un genitore per guidare questi istinti non sempre cristiani, cercando di dare una risposta convincente a coloro che sono stati solo sfiorati dal miracolo e ne pretendono gli effetti benefici mettendo sul piatto della bilancia il peso della propria fede.
Come se si potesse pesare.
Lourdes sta bene attento a non fornire risposte, il suo rigore stilistico abilmente preconfezionato è merce rara di questi tempi e ha fatto urlare al miracolo ma io non starei a scomodare i vari Dreyer,Bresson e Bunuel per un film che non ha la radicalità e il travaglio emotivo/religioso dei maestri or ora elencati. La Hausner cita i suoi modelli senza rielaborarli, proprio come farebbe una brava studentessa che non ha in sè la scintilla dell'arte o del genio, si limita in realtà a fornire agli spettatori un involucro vuoto dentro a cui ognuno può mettere quello che vuole.
Lourdes sembra la versione per anime semplici di Hadewijch, di Dumont, un film che solleva davvero dubbi sull'essenza della fede e sul rapporto dell'uomo con la religione.
Lourdes in confronto è un trattato d'arte del tarocco.
Ed è un peccato che molti siano caduti in questo malinteso in cui sono entrati senza volerlo pure Al Bano e Romina Power...
Sulla regia di Jessica Hausner
citazionista
Sull'interpretazione di Gilette Barbier
ha il giusto stupore
Sull'interpretazione di Gerhard Liebmann
imbalsamato
Sull'interpretazione di Léa Seydoux
non memorabile
Sull'interpretazione di Sylvie Testud
non male
Commenti
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13 settembre 2011, 09:53 di gene55
Bhè il 'Felicità' finale ha un suo perchè...ma sui dubbi che il film solleva,sono sostanzialmente daccordo...Un saluto
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13 settembre 2011, 09:59 di spopola
... devo confessare anch'io molte perplessità "di fondo". Magari nono così radicali come le tue, ma insomma condivido molte delle tue osservazioni (sono anche 'accordo con gene sul fatto che il finale ha un suo perchè, su questo non ci sono dubbi ma da qui a rievocare tutti i grandi nomi dell'arte cinematografica ce ne vuole a mio avviso!
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13 settembre 2011, 13:02 di bradipo68
sulla "Felicità" del finale siamo d'accordo. E lo stesso ,credo, sul forte sospetto di opera studiata a tavolino per cercare di non scontentare nessuno e che Bresson, Dreyer , Bunuel e personalmente ci metto anche Dumont sono su un altro piano...Un saluto
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13 settembre 2011, 14:08 di spopola
..siamo allor atotalmente in sintonia. Buona giornata.
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13 settembre 2011, 14:18 di gene55
Sono andato a rileggere anche la mia di opinione e credo che in chiusura racchiudo bene (alla faccia della falsa modestia...!!) tutti i dubbi di cui parliamo: "....Mettiamola così: una volta finito il film potrete tranquillamente raccontare al primo che capita la famosa barzelletta,o allo stesso modo e con la stessa animosità,prendere il primo treno per Lourdes...."
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13 settembre 2011, 16:38 di bradipo68
bando alle false modestie...quanno ce vo' ce vo':da questo film Lourdes non sembra così brutta,anzi...
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13 settembre 2011, 21:21 di hallorann
Ciao Emidio sono d'accordo con la tua analisi, a me è apparso un film anemico e sostanzialmente sopravvalutato.
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13 settembre 2011, 23:33 di bradipo68
ho visto il film dopo aver subito tutto il battage pubblicitario e di critica e sinceramente l'ho trovato deludente oltre che furbetto.Sull'anemico e sul sopravvalutato sono totalmente d'accordo,un salutone!
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14 settembre 2011, 09:02 di kikisan
Da tempo ho in programma di vederlo...Ti saprò dire...Prima della tua opinione le premesse (lette) erano buone...Vedremo. Ciao!
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15 settembre 2011, 08:05 di bradipo68
può darsi anche che la penserai all'opposto di me...poi magari mi farai sapere...
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13 maggio 2012, 20:29 di julien davenne
Non credo che il film sia furbo e tantomeno un malinteso. Il film esprime dei valori umani, se questi poi appartengono più agli atei che ai cattolici, è un problema "loro". Il film è talmente chiaro che abbaglia il cuore, ha la forza di un film di Bresson, credo che citare Bunuel sia un'offesa per la Hausner, visto che la sua ironia è osservata con il distacco critico, imparziale, il suo occhio non è ideologico è più spirituale di quanto si possa pensare. Si esce dal film con una sensazione nuova, molto forte. Il tema centrale è l'accettazione e il superamento della solitudine e tutto il "peso" ad essa legata. Se da un lato il cattolico ha il difetto di avere troppa fede rifiutando spesso e volentieri a caricarsi di certe responsabilità, dall'altro l'ateo esclude ogni possibilità di trascendenza, credendo che la volontà dell'uomo sia unicamente attribuibile all'infuori di se stesso. Lourdes supera entrambe queste concenzioni, posizionandosi nella salvezza e fenomenologia della grazia, dove il caso e la predistinazione convivono, l'importante è giungere alla grazia, la salvezza interiore. Hadewijch di Dumont, credo che proprio al contrario, sia un film "povero" di contenuti, dove la protagonista è una borghese piagnucolona in lotta tra fede e carnalità, una fede che non le basta mai, che non riempie, che non è vissuta con la Grazia. Il finale è una lampante citazione a Mouchette e Ordet. E lascia non pochi dubbi sulla condizione spirituale dell'uomo, esattamente al contrario di Lourdes.
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16 maggio 2012, 08:52 di bradipo68
caro julien mi fa piacere che hai trovato tutte queste cose in Lourdes. Io semplicemente non le ho trovate in questo film che continuo a ritenere furbetto a ammiccante anche a distanza di tempo dalla visione. Se deve essere un'offesa citare Bunuel per la Hausner , beh credo che l'offesa sia al contrario, cioè accostare la Hausner a Bunuel o addirittura a Bresson, per quanto mi riguarda una vera e propria bestemmia, conoscendo e amando la filmografia di Bresson. Non condivido neanche quello che dici di Hadewijch , forse è il caso che gli dai un'altra possibilità magari stavolta senza pregiudizi. E se Hadewijch lo ritieni povero di contenuti e inutile che ti consiglio di proseguire con Hors Satan....ehm poi mi dovresti spiegare che cosa significa posizionarsi nella salvezza e fenomenologia della grazia, dove il caso e la predestinazione convivono. Io ragiono in maniera molto pragmatica e la sensazione di questa salvezza interiore in Lourdes non l'ho avvertita.
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20 maggio 2012, 19:15 di julien davenne
1) Non intendevo svalutare Bunuel, che tra l'altro apprezzo molto come autore. Credo semplicemente che le intenzioni della Hausner fossero completamente opposte, per questo il paragone con Bunuel mi pare azzardato. Un'offesa proprio perchè è il contrario del suo approccio, per questo ho citato Bresson. Citare non significa paragonare, mettere in una bilancia e dire chi è più bravo. Citare per me significa parlare dell'essenza della concezione poetica, soprattutto formale, se poi questa è stata sviluppata in un modo che piace o in un modo che non piace affatto, è secondario. Lourdes è un film che per gira a 360gradi per circa un'ora e mezza all'interno di un quotidiano arido, insensibile, fatto di invidia, ipocrisia, malattia e solitudine, per poi superarne tutta la sua pesantezza negli ultimi dieci minuti. Avviene una frattura, o meglio una scissione, in cui la protagonista si libera dalla pesantezza della sua solitudine, accettando di essere "presente", libera dalle prigioni della mente. Le emozioni vengono assorbite in un'ordine più ampio. La recitazione della Testud credo sia brillante nell'evidenziare proprio questa trasformazione dell'anima nell'ultimo pianosequenza. Riguardo alla bestemmia, è una tua considerazione personale, ma appunto quando si discute pubblicamente non può giovare a nessuno dei due punti di vista. 2) La salvezza e fenomenologia della grazia è proprio il genere che la critica degli anni 70 ha attribuito a Bresson. La capacità di cogliere il mistero della vita, ma soprattutto quello della salvezza. Quali forze governano la volontà dei suoi personaggi/modelli? E le coincidenze che ne determinano il loro fato sono da considerare tali, o fanno parte di un disegno più ampio? Gran parte dei suoi film galleggiano proprio su questo interrogativo (un conflitto tra caso e predestinazione), che si rolve sempre nel finale, nel momento in cui la Grazia (la salvezza) si manifesta. A quel punto non ha più importanza quell'interrogativo. 3) Dumont non mi dispiace affatto, non ritengo Hadewijch un film brutto, tutt'altro. L'idea del film è chiarissima ed è anche molto forte, ma appunto rimane un'idea bellissima che non ho trovato completamente aderente alla forma. Dumont mi interessa e guarderò Hors Satan, come ho fatto con le sue opere precedenti.
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21 maggio 2012, 22:44 di bradipo68
1) non sono io che ho accostato Bunuel alla Hausner ho solo voluto sottolineare che per un cineasta vedersi accostare il nome di Bunuel non potrà mai essere un'offesa, anzi! 2) Se per me è una bestemmia avvicinare il cinema di Bresson al film della Hausner ed è una mia considerazione personale, allo stesso modo è una tua considerazione personale dire che questo film ha la forza di un film di Bresson. Nella carriera del cineasta francese c'è un percorso progressivo di travaglio religioso che non posso rintracciare in un solo film di una giovane regista austriaca. Ma il travaglio che ho visto nel primo film di Bresson La conversa di Belfort mi pare assai più "vero" di quello che viene mostrato in Lourdes, tanto per giudicare le prime rispettive opere riguardanti l'argomento religioso. Poi se la Hausner cambierà sarò il primo a esserne felice. Sulla critica anni '70 e la fenomenologia della grazia mi astengo da ulteriori commenti, credo che Bresson avesse già tutto chiaro a quei tempi...di Hadewijch hai parlato come di un film "povero" di contenuti. Beh a me sembrava e sembra tutto il contrario e continuo a ritenere Lourdes un filmetto furbo e ammiccante. Non te ne avere a male...
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25 maggio 2012, 01:12 di julien davenne
1) Si, perchè credo che nonostante tutto, Bunuel non abbia nulla da invidiare a Bresson, per quanto mi riguarda. 2) Veramente io volevo farti capire che c'è una bella differenza tra opinoni e considerazioni personali (molto emotive)... 3) La Conversa di Belfort e Lourdes sono due film completamente diversi, sia a livello di contenuto che soprattutto formale. Io accostavo l'estetica della Hausner proprio allla sensibilità del cinematografo di Bresson, che nacque molto tempo dopo la Conversa e si sviluppò in una vera e proprio ricerca formale volta alla sottrazione dei codici del linguaggio cinematografico per potenziarne il processo di trasformazione. E la critica si è sviluppata contemporaneamente alla pubblicazione delle sue note. Io ti consiglio di dare un'altra possibilità a Lourdes, al di là di questo dibattito. Per Dumont io non ho mai smesso di avere fiducia.
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