Perdona e dimentica (2009)
Con Shirley Henderson, Ciaran Hinds, Ally Sheedy, Allison Janney, Paul Reubens, Chris Marquette, Charlotte Rampling, Michael K. Williams, Gaby Hoffmann, Renee Taylor
La trama
Sono passati dieci anni da quando la famiglia Jordan è andata in frantumi e ancora molte cose non sono andate a posto. Joy scopre che suo marito Allen non è proprio guarito dal particolare “male” che lo affligge e se ne va, cercando consolazione e consiglio dalla propria madre e dalle sorelle Trish e Helen. La prima incontra Harvey, un divorziato solitario giunto al pensionamento, e spera che un nuovo uomo in casa possa portare stabilità alla sua fragile famiglia; Helen invece si sente immolata sia alla famiglia sia al suo successo a Hollywood. La loro madre, Mona, non riesce a liberarsi dal rancore che prova nei confronti degli uomini mentre Bill, l’ex marito di Trish, appena rilasciato dal carcere, tenta strenuamente di ristabilire il contatto con il figlio Billy.
Perdona e dimentica sta in piedi con le proprie gambe. Il registro ironico domina sul patetico e ci distacca dal dolore di personaggi intrappolati in una saga famigliare perversa, facendo emergere così una visione disincantata del mondo, più vera del vero nel suo raccontare l’inenarrabile.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 15/2010
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 2011-09-10 00:12:58 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Cast completamente diverso, ma lo spirito non è dimenticato e riaffiora immediato già nei primissimi minuti.
La famiglia Jordan è da tempo stata disgregata da una serie di problematiche, ma nel corso degli anni ancora parecchie cose non si sono sistemate.
Joy scopre che il marito Allen le ha mentito e non è ancora del tutto “guarito” dai suoi problemi “criminali”, così parte per andare a trovare la madre e le sorelle Trish ed Helen.
Trish ha trovato un uomo diverso con cui stare e dimenticare quanto accaduto, mentre i suoi due piccoli figli hanno già problemi da adulti.
Helen è stanca della sua vita hollywoodiana, mentre Bill (Ciaran Hinds), il marito di Trish, è appena uscito dal carcere e cerca di stabilire un contatto col figlio più grande Billy.
Solondz fotografa un’umanità in perenne difficoltà che il titolo originale “Life during wartime” testimonia alla grande, rispetto al titolo scelto per la versione italiana che invece trova una sua ragion d’essere nel richiamare i due termini più utilizzati nei diversi dialoghi.
Il marchio di fabbrica rimangono sempre i dialoghi, spesso caustici (mediamente belli con alcuni picchi), a volte talmente tanto da avanzare nel grottesco andante (vedi le scene dei due figli di Trish con la bimba che cerca i suoi psicofarmaci, il figlio che vuole sapere cosa fa un pedofilo ad un bambino maschio e la donna che candidamente ammette di essersi tutta bagnata quando il suo uomo le ha toccato il gomito), ma anche a livello puramente registico, pur non essendoci certo un grande dinamismo, di tanto in tanto si registrano scelte di un certo peso nella visualizzazione dei dettali di contorno.
Altra nota positiva è la fotografia di Ed Lachman che valorizza i colori vivi delle abitazioni e dei quartieri, così fintamente vivaci rispetto alla realtà che ci aleggia all’interno.
Insomma il film ha il suo filo conduttore (sospeso sui concetti di perdono e memoria), sa essere sprezzante, è ben scritto, è orgogliosamente lontano dal mondo finto dove tutto deve andare sempre bene per forza, ma con me non è scattata la scintilla.
Sarà forse perché il paragone con lo stupendo “Happiness” viene spontaneo, e non è certo positivissimo per questo lavoro, sarà forse per un finale che arriva così improvviso da sembrare quasi una pietra tombale (ma questo potrebbe anche essere un pregio), sarà perché un paio di ruoli della famiglia Jordan sono proprio solo abbozzati.
Sarà probabilmente un semplice mix di queste sensazioni, aspettative, richieste, in ogni caso rimane un prodotto personale, assolutamente interessante anche se non del tutto andato a bersaglio.
- negative [6]
- sufficienti [9]
- positive [12]
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2011-10-29 13:58:08 Opinione di Makp su "Perdona e dimentica"
Dov'è finito l'agghiacciante discorso del padre pedofilo al figlio undicenne sconcertato? E dov'è Philip Seymour Hoffman che balla dolcemente con un'assassina obesa sulle note di All out of love degli Air Supply? E' scorretto dire che Perdona e dimentica "sta in piedi con le proprie gambe", perché se è vero che lo si capisce anche senza aver visto l'ottimo Happiness, è altrettanto vero che questo secondo capitolo è un riferimento continuo al primo, dal quale prende ogni spunto e dal...
voto al film: 
2011-09-18 10:34:07 Opinione di ico su "Perdona e dimentica"
Eccone un altro! Ormai sta diventando una caccia e i frutti non tardano a venire, così dopo AMERICAN LIFE, in cascina mettiamo anche questo PERDONA E DIMENTICA, per la serie "questo lo sapevo girare anch'io". Il film rientra perfettamente nella categoria, che ha le sue radici nella presunzione degli autori di voler raccontare "stronzate" facendo credere di essere di fronte a verità assolute da mostrare sempre con stile personale per adepti a bocca aperta. Il gioco purtroppo ha il fiato...
voto al film: 
2011-09-10 00:12:58 Opinione di supadany su "Perdona e dimentica"
VOTO : 6,5. Todd Solondz è un regista integro che, nel bene e nel male, segue la sua strada e che con questo film torna ad incrociare la strada con i personaggi del suo lavoro probabilmente più bello, senza dubbio quello che è maggiormente riconosciuto a livello internazionale, ovvero “Happiness”. Cast completamente diverso, ma lo spirito non è dimenticato e riaffiora immediato già nei primissimi minuti. La famiglia Jordan è da...
voto al film: 
2011-08-26 14:17:37 Opinione di gene55 su "Perdona e dimentica"
'...Ti frequenti con qualcuno in questo momento..?' 'No,no...sono impegnato sulla Cina,adesso!' Come giustamente anche l'annuario di Film Tv celebra questa -la migliore battuta del 2010- cinematografico,anche a me ha fatto scompisciare e mi ha visto farlo di vero gusto. Non è l'unica a dir la verità,il film infatti registra al suo attivo diverse situazioni divertenti (tipo lo xanax per la ragazzina,l'arrapata mamma che parla di cose tipo 'punto G' o 'bagnarsi' al...
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2011-02-03 16:16:22 Opinione di emmepi8 su "Perdona e dimentica"
Le storie di Solondz partono da un rapporto malato della famiglia, con questo film raggiunge un leggerezza estrema, pur toccando sempre temi scabroso: Il gioco fra realtà e sogno, cerca di pareggiare i conti, Il titolo italiano, una volta tanto, non è fuori luogo: se si dimentica non si perdona e se si perdona non si dimentica, ma certamente quello originale è più incisivo. La linea di partenza è quella di Happiness, ma qui ci si aggrappa ai...
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2010-08-18 16:39:06 Opinione di Winnie dei pooh su "Perdona e dimentica"
Quando non si ha (più) nulla da dire, in particolare per quanto riguarda temi tanto ineccepibilmente sviscerati in precedenza, sarebbe molto meglio starsene zitti, in modo tale da evitare figuracce e, soprattutto, di ammorbare le persone che ti prestano attenzione.
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2010-07-29 23:32:09 Opinione di BobtheHeat su "Perdona e dimentica"
Con grande amarezza e sincera lucidità devo ammettere che l'ultimo film di Solondz è , senza giri di parole, distante anni luce da "Happiness", vetta (mai più raggiungibile ?) del suo Cinema e al quale non è possibile, per ovvi motivi non fare un accostamento. "Perdona e dimentica" è anche l'ultima (ma non ultima ?) delle delusioni cocenti provate dal sottoscritto quest'anno in sala e/o in dvd (come in questo caso) con i film di alcuni dei registi...
voto al film: 
2010-07-19 23:15:37 Opinione di Mulligan71 su "Perdona e dimentica"
Solontz è una specie di scheggia impazzita nel cinema americano: pochi film ma fragorosi. Qui descrive grottescamente una specie di saga familiare (ebraica) fra i bassifondi dell'animo umano e le ali degli angeli. Come se Von Trier e Wenders si trovassero a giocare a carte. Disturbante, straziante, colorato, unico. La vita ai tempi della guerra
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2010-06-15 23:44:53 Opinione di carlos brigante su "Perdona e dimentica"
Dieci anni dopo il magnifico “Happiness” Solondz riporta in scena gli stessi personaggi di quel primo “episodio” cambiando, però, gli interpreti. Scelta questa che non scompone minimamente il regista americano visto che già in precedenza aveva cambiato faccia svariate volte al(la) protagonista all'interno di uno stesso film (“Palindromes”). “Life during wartime” è un “cinema di parole” che (duole dirlo) non...
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