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Opinione di kaisershow su Qualcosa di speciale





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23/08/2010 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Fra le materie cinematografiche, la commedia sentimentale è la più complicata da trattare: la complessita sta nel costruire un prodotto godibile, originale, elegante senza scadere di tono, senza scendere a facili compromessi e senza cercare furbe scorciatoie narrative. Brandon Camp, scrittore al suo esordio dietro la cinepresa, cerca di perseguire l'obiettivo partendo da un contesto insolito: uno scrittore raggiunge l'apice della sua carriera pubblicando un libro il cui scopo è quello di aiutare gli altri e se stesso ad eleborare il lutto per una persona cara scomparsa. E qui arrivano i guai: la faccenda sentimentale è solo di contorno (il vero protagonista è Eckart, la Aniston è di passaggio), la macchina è concentrata sul percorso contraddittorio del protagonista verso al pace interiore che giunge principalmente attraverso la condivisione e la "mercificazione" dei suoi sentimenti (e solo in maniera secondaria attraverso l'apertura ad un nuovo amore). Se pensate però ad una condanna di questo atteggiamento siete sulla strada sbagliata: la scrittura è costruita in modo tale da rendere plaubile, giustificabile e perfettamente digeribile questo atteggiamento. Per Eckhart una prova agli antipodi rispetto a quella decisamente più convincente di Thank you for smoking.


SI

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