The Ramen Girl (2008)
Con Brittany Murphy, Toshiyuki Nishida, Tammy Blanchard, Sohee Park, Kimiko Yo, Renji Ishibashi, Maria Abe, Justin Berti, Daniel Evans, Masayoshi Haneda
La trama
Abby, studentessa americana fuori corso, arriva a Tokyo per stare accanto al suo fidanzato, che prontamente parte alla volta di Osaka. Lei però non lo segue, nella speranza che il ragazzo si ravveda e ritorni di sua volontà. Intanto è costretta a scontrarsi col suo pessimo giapponese e con qualche lavoretto di fortuna. Affascinata dal negozio di ramen sotto casa, Abby decide di imparare l'arte della cucina dallo chef Maezumi e da sua moglie Reiko. Purtroppo il lavoro non è quel che pensava, e il suo primo compito è fare le pulizie. Nella speranza di apprendere la preparazione dei ramen, Abby persiste, ma Maezumi non pare intenzionato a farla crescere professionalmente...
L'opinione più votata
Di Genji scritta il 30/08/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Esaurisco subito le critiche: l'incongruenza di una comunicazione protratta a quel livello per un anno dai due in due lingue distinte senza punti di contatto; l'idea di un giapponese tradizionalista che accetta di avere come proprio successore una donna occidentale, assai improbabile.
Ma i motivi per vederlo sono molti, soprattutto per chi si interessa alla vera cultura nipponica.
"Ramen girl" è sufficientemente originale per rispondere alle inevitabili osservazioni sulle analogie con "Lost in translation". Ackerman stesso ha spiegato il proprio intento di superare i limiti del film di Sofia Coppola, presentando in modo meno superficiale i Giapponesi e nel contempo costruendo una storia dove il Giappone non è un mero sfondo ma ne è l'anima. Effettivamente in "Lost in translation" il confronto, che pure appariva come poco più che un pretesto per ambientare la crisi personale dei protagonisti, era a favore degli occidentali, mentre il Giappone sembrava un Paese assurdo e invivibile.
Qui invece non solo i Giapponesi sono presentati con sfumature più articolate e umane, ma la trama, pur nella sua semplicità, ricorda un'antica storia zen, nel rapporto tra l'allievo e il maestro, e il rigore e la pazienza che quest'ultimo impone al giovane come mezzo necessario per raggiungere la meta agognata.
La figura peggiore è riservata agli americani, pur senza cattiveria e con l'eccezione della protagonista infine illuminata.
L'interpretazione di Brittany Murphy non spicca ma risulta adeguata al ruolo, e la sua fine prematura l'anno successivo rende ancor più struggenti alcuni momenti del film.
Toshiyuki Nishida è eccezionale, dalla prima scena in cui compare domina la storia: a tratti esilarante, poi crudele, infine commovente. Il suo protagonista rappresenta la vera anima del film, e forse del Sol Levante.
Anche gli altri personaggi giapponesi costituiscono uno sfondo ideale, umano e divertente per la storia, e l'atmosfera è proprio quella che si respira nei migliori di quei piccoli e umili ma ottimi ristoranti che si trovano ovunque nel territorio nipponico, ma non in Europa.
Basterebbe questo per rendere utile la visione di questo film: avere scoperto che la buona cucina nipponica è economica e soprattutto non è solo sushi!
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [1]
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20 novembre 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "The Ramen Girl"
Se digitate Ramen su Wikipedia avrete bisogno di almeno un quarto d'ora per capire cosa si cela dentro e dietro a questo tradizionale piatto cino-giapponese. In oriente forma e sostanza vanno a braccetto ed è questo uno dei motivi per cui tutto ciò che lì nasce crea spunti di partenza per racconti più o meno fascinosi di formazione e incontro-scontro tra culture. Il film comincia nel peggiore dei modi: frettoloso, approssimativo, improbabile e in balìa delle patetiche ed esasperanti...
voto al film: 
14 novembre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "The Ramen Girl"
Mia madre l'altro giorno mi ha dettato per telefono la dose per fare la pizza, mezzo chilo di 00, mezzo di grano duro, acqua, un pizzico di sale, lievito e poco altro. M'è venuta una bomba. Ma non era ramen, per fare il ramen son ca**i. Non bastano le dosi, no. Per fare il ramen devi prima automutilarti e farti del male in ogni modo possibile, poi magari passi ai fornelli ma nessuno assaggerà quel che fai perché verrà buttato inspiegabilmente nel cesso. Se ti passasse per testa di...
voto al film: 
11 settembre 2011 Opinione di sillaba su "The Ramen Girl"
Bello e divertente a tratti, ma troppo poco curato in alcune cose. Simpatica commediola, ma resta una commediola e un rame molto da distributore automatico.
voto al film: 
30 agosto 2011 Opinione di Genji su "The Ramen Girl"
Culturalmente stimolante, leggero e commovente al tempo stesso, nonostante qualche punto debole. Esaurisco subito le critiche: l'incongruenza di una comunicazione protratta a quel livello per un anno dai due in due lingue distinte senza punti di contatto; l'idea di un giapponese tradizionalista che accetta di avere come proprio successore una donna occidentale, assai improbabile. Ma i motivi per vederlo sono molti, soprattutto per chi si interessa alla vera cultura nipponica. "Ramen...
voto al film: 
22 agosto 2011 Opinione di iPl4y su "The Ramen Girl"
Commedia divertente e romantica, semplice, su una ragazza americana cuoca a Tokyo. L'idea è simpatica e interessante, e alcune situazioni funzionano piuttosto bene. Purtroppo il Giappone viene messo in secondo piano (oltre al bravo cast natio, si vede poco e nulla) e il marcato stile da film per la televisione lo rende ancor meno tangibile.
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