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Opinione di Mathiasparrow su Videocracy. Basta apparire





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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15/11/2009 voto al film: voto buono

Sul film

E’ il caso che la gente comici a dare un netto taglio alle proprie pretese. Verità assolute, novità sconvolgenti, rivelazioni storiche… se il Michael Moore di turno non offre nulla di simile scatta subito l’indignazione: “niente di nuovo, tutte cose già viste, non ne se sentiva il bisogno” eccetera eccetera. Misurare il valore di un documentario è ormai sinonimo di quantificarne le verità raccontate. Sono tutti diventati dei geni dell’attualità? Domanda retorica. Un veloce esame di coscienza chiarirà che non conosciamo così a fondo gli argomenti di cui cianciamo quotidianamente, ammettiamolo pure. Ben venga quindi un Gandini qualunque, se è in grado di scuotere i residui di coscienza nazionale ricordando il paese e l’epoca a cui siamo stati destinati, anche ripetendo cose che (in teoria) dovremmo aver metabolizzato da anni. Videocracy non è il tipico documentario che vuol andare a fondo della faccenda; viceversa, fa un passo indietro per allargare il proprio raggio d’azione e inquadrare meglio il soggetto a cui mira. Non Berlusconi, non gli altri delinquenti a piede libero divenuti star per volere dei media, ma i colpevoli della loro ascesa; coloro che hanno permesso che si arrivasse ad oggi, in queste condizioni: semplicemente, noi. Terribilmente imbarazzante, perchè si tratta di una non-rivelazione che palesa un mondo sotto gli occhi di tutti e ne spiattella a chiare immagini la deprimente raffigurazione. Gandini non spara mitragliate a casaccio ma colpi di precisione nei punti deboli. Non deve neppure sforzarsi di fare dell’ironia, perchè gli viene servita su un piatto d’argento dai suoi intervistati: Corona che espone la propria filosofia di vita contraddicendosi di continuo, Mora intento a fissare la telecamera con orgogliosa espressione da sorcio impagliato mentre il suo apparecchio emana suonerie mussoliniane a tutto volume. Probabilmente saranno queste le scene attraverso cui Videocracy verrà ricordato. Quando opere simili trasmetteranno pura indifferenza sarà il caso di cominciare a preoccuparsi, a meno che per allora la penisola si sia svuotata di aspiranti veline e arrivisti pronti alla propria liquidazione. Fino ad allora, meglio tenere alta la guardia.

Sulla trama

da memorizzare e tener presente, senza lasciare che tutto ciò cada in qualche angolino di memoria per essere recuperato solo occasionalmente, al momento di indignarsi.

Sulla regia di Erik Gandini

bisogna essergli grati. Un ottimo lavoro.


SI

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