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The Horde - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Boris Sollazzo

Horror o mai più. La nouvelle vague francese moderna è una giovane generazione brillante, rock (hard) e abilissima che si scatena nel genere più fondamentalista (e forse, fondamentale) che conosciamo: dagli splatter agli horror psicologici, non c’è nulla di più vario e avariato nel cinema. L’horror o lo si ama o lo si odia. Tanti sottogeneri, tante epoche, e ora il vento dell’ispirazione soffia da Oltralpe. Da Aja a Laugier c’è solo l’imbarazzo della scelta e la coppia Rocher & Dahan non fa eccezione. La horde (quel The è un’invenzione della distribuzione italiana, che non crede nel cinema parigino...) è lo zombie movie che va a completare il puzzle del cinema dell’orrore transalpino: mancavano ancora i Boyle biancorossoeblu, i discepoli francesi di sua maestà Romero. Questi due ragazzacci sanno la lezione, elementari sottotesti politici e metafore sociali compresi. Gangster e poliziotti, infami entrambi e in lotta tra loro, sono i poteri forti, la massa che risorge rabbiosa dalle banlieue, i poteri morti. Anche la non morte è una livella, ma per le vittime di questi ottusi carnefici, orda anomala della protesta delle periferie. E poi è girato bene, con gran ritmo e alcune trovate grandiose (il vecchio che trova nel mitra un Viagra è fantastico). Cosa si vuole di più da un horror?


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