Opinione di Ewan su Io sono l'amore
Con Tilda Swinton, Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher, Pippo Delbono, Diane Fleri, Maria Paiato, Marisa Berenson, Waris Ahluwalia
- negative [7]
- sufficienti [8]
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Sul film
Innanzitutto voglio rispondere subito alla domanda che vi starete ponendo: che ci fa il premio Oscar Tilda Swinton, una delle più brave e richieste attrici americane del momento, in un film italiano diretto da un regista noto giusto per aver portato sul grande schermo quello scempio di Melissa P.? In realtà tra lei e il regista Luca Guadagnino c'è davvero una forte amicizia e stima, nata fin dal 1999 quando lei era ancora pressoché sconosciuta e fu la protagonista del suo documentario The Protagonists. Da allora la collaborazione è continuata fino a questo Io sono l'amore, di cui la Swinton è anche produttrice. La storia è ambientata nel mondo dell'alta borghesia milanese, dove Emma (Swinton) è la moglie russa del magnate Tancredi Recchi. Insieme portano avanti un rapporto non più tanto appassionato, vivendo nel loro immenso ma freddo palazzo con i tre figli Elisabetta (Alba Rohrwacher), lesbica insicura, Gianluca, cinico e ansioso di seguire le orme del padre, ed Edoardo (Flavio Parenti), giovane idealista che sogna di aprire un ristorante sui colli con l'amico chef poveraccio Antonio (Gabbriellini). Proprio quest'ultimo scombussolerà la silenziosa vita di villa Recchi, iniziando con Emma una passionale ma pericolosa relazione. Il film vorrebbe dire: non crediate che i borghesotti arricchiti non abbiano i loro problemi. Non vedo come tutto ciò potrebbe interessare al pubblico, ma ci starei anche se il film, che vuole muoversi in ambienti sfarzosi ed incantevoli, riuscisse a farlo con la dovuta eleganza. Perchè proprio chi questo è riuscito a farlo egregiamente, Luchino Visconti, è stato tirato in ballo indegnamente come pietra di paragone per questa immane porcata. Guadagnino riprende come farebbe vostro nipote al matrimonio di zia Concetta, senza una buona idea, e con accostamenti metaforici arditi (scult una sequenza di sesso all'aperto intervallata dalle api che impollinano i fiori... da brividi!) La Swinton dal canto suo avrà anche creduto fermamente nel progetto (concedendosi anche completamente nuda con le sue non proprio godibili forme all'occhio clinico della macchina da presa) ma fa il minimo sindacale e recita alla meno peggio, contorniata da un mucchio di cani, chi più chi meno. E se la forma non è un granchè, ci pensa il plot a peggiorare la situazione, l'ennesimo in cui è il cibo a fare da viatico per l'amore e la passione, facendo finire insieme la Swinton e Gabbriellini (oddio!!), una coppia paragonabile per bellezza e credibilità a quella formata da Cristiano Malgioglio e Michelle Pfeiffer. Tra l'altro se bastasse un dolce fatto bene per essere pieni di donne, Vissani non riuscirebbe più a scollarsele di dosso! Un film falso e ipocrita, un'opera poco più che indegna sottolineata dalle inascoltabili musiche (vagamente hitchcockiane) del debuttante John Adams, nome che mi sa tanto da pseudonimo.
Commenti
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10 marzo 2010, 13:47 di parsec
Grazie della recensione molto divertente, alcune considerazioni mi hanno stimolato grasse risate. A questo punto non vedo l'ora di vederlo, magari ripensando al matrimonio di zia concetta, a malgioglio/pfeiffer e a vissani... :-))
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12 marzo 2010, 12:39 di Mr.Klein
Se avevo qualche mezzo dubbio,me l'hai definitivamente tolto.
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21 marzo 2010, 14:40 di godardforever
A me il film è piaciuto, finalmente un film italiano che non sembra italiano. Un film che sa osare. Con errori e cose discutibili, ma ce ne fossero! Consigliatissimo. x Ewan: prima di scrivere inesattezze grossolane, controlla... 1. la swinton è scozzese, non americana 2. nel 1999 aveva già recitato in Orlando (oltre che nei film di Derek Jarman), il film che l'ha proiettata al successo internazionale, prima del lungometraggio con guadagnino 3. il debuttante John Adams è uno dei massimi compositori americani contemporanei, le musiche usate da guadagnino sono del suo repertorio
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21 marzo 2010, 15:28 di Ewan
Che la Swinton sia scozzese o austroungarica poco importa per il giudizio sul film. Su Orlando come film che l'ha lanciata al grande pubblico avrei da ridire (chi se lo ricorda??). Su John Adams ammetto la mia ignoranza ma le musiche sono assordanti. Indi per cui il giudizio non cambia.
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24 marzo 2010, 12:38 di sbrillo
Nel 99 la Swinton aveva già recitato in una quindicina di film, aveva vinto una coppa Volpi a Venezia ed era la musa di Jarman(come ha giustamente detto godardforever). Non era una star ma sicuramemente neanche una sconosciuta. E non è stato certo the protagonists renderla nota
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24 marzo 2010, 13:49 di Ewan
Certo che no ma io non sto parlando da cinefilo, sto parlando da "pubblico medio". E per il pubblico medio non esisteva ancora, inutile girarci intorno.
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26 marzo 2010, 06:42 di mc 5
questo film sta avendo una "gestazione" promozionale su cui non riesco a vederci chiaro. E' stato disribuito in pochissime copie, eppure sta avendo un'eco promozionale enorme. Sulla stampa e in televisione non fanno che parlarne, taluni critici poi si avventurano in una serie di voli pindarici spropositati per magnificarne le lodi. Insomma ho come l'impressione che questo regista abbia nell'ambiente dei "Santi" che gli stiano dando una grossa mano (o "spinta", come preferite).
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1 aprile 2010, 17:00 di kazimir
per mc5 il regista è un paraculo di altissimoa caratura, molto bravo a non pagare i collaboratori e a chiedere 'favori'
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22 settembre 2010, 10:48 di Death By Water
Ma come chi se lo ricorda "Orlando" ?? ... che il regista sia un paraculo è un altro par di maniche, ma la Swinton sconosciuta prima del '99 è ridicolo, anzi. E la distinzione pubblico "cinefilo" vs pubblico mediatico non regge, reggerebbe quella con pubblico "cinofilo", a detrimento del primo s'intende. Arretez les conneries svp ...
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22 settembre 2010, 13:40 di Daskabinett
Quando Death inizia a inveire in francese è un brutto segno...
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22 settembre 2010, 18:42 di Ewan
Continuo a essere convinto di quello che ho scritto, francese o non francese. La distinzione tra cinefili e usufruitori di cinema commerciale esiste da quando esiste il cinema, siamo realisti. Che poi noi qui siamo pressoché una comunità fatta di soli intenditori mi sembra evidente. La Swinton era sconosciuta ai più, alla massa, trovate voi l'aggettivo più denigratorio. Ridicolo è sostenere il contrario.
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13 febbraio 2011, 17:44 di kotrab
Posso chiudere non uno, ma entrambi gli occhi davanti a questa opinione. L'ultima frase però non può passare certo indenne: John Adams, mi spiace informarti, è uno dei maggiori compositori viventi, uno che è già nei libri di storia della musica. Un debuttante, eh?! Con tanto di nome falso e stilemi hitchcockiani... - E poi, tutte le coppie che amoreggiano negli schermi devono categoricamente essere omologati ad uno standard di bellezza stereotipata?
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13 febbraio 2011, 17:56 di kotrab
Ultima precisazione sulla musica: non è stata scritta quindi per il film, ma esisteva già.
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13 febbraio 2011, 18:01 di Ewan
Ho già ammesso la mia ignoranza a riguardo nei commenti di cui sopra. Il giudizio comunque rimane lo stesso.
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24 giugno 2011, 12:38 di perunavolta
Purtroppo l'ho visto ieri sera, ma era cosi' interessante che, o gni tanto, mi abbioccavo! Molto meglio leggere l'opinione di Ewan (almeno c'è scappata qualche risata!) e i vostri commenti. Per me, questo film, fa veramente, ma veramente CACARE!
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