Opinione di bradipo68 su Io sono l'amore
Con Tilda Swinton, Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher, Pippo Delbono, Diane Fleri, Maria Paiato, Marisa Berenson, Waris Ahluwalia
- negative [7]
- sufficienti [8]
- positive [23]
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Sul film
Io sono l'amore è un film importante per un panorama cinematografico asfittico come quello italiano sempre alla ricerca di new sensations e soprattutto di autori che riescano a essere equidistanti dalla critica e dal pubblico ,cioè che piacciano alla prima e non vengano disdegnati dallo spettatore.E la pellicola di Guadagnino cerca di muoversi esattamente in questo senso,anche se il pubblico italiano lo ha praticamente ignorato(mentre negli USA è andato bene).Io sono l'amore porta avanti un'idea di cinema meno provinciale rispetto a quanto noi siamo abituati,un'elaborazione formale aliena alla maggior parte del nostro cinema low budget(per non parlare dei numerosissimi film no budget che da noi vengono prodotti),un cast che vada oltre la solita passerella di volti televisivi prestati per una volta al cinema.E tutto questo è indubbiamente meritorio.Ma da qui a lasciarsi andare ad eccessivo entusiasmo ce ne passa.Secondo me il film di Guadagnino è spiegato per filo e per segno nella prime sequenze,quelle bellissime di palazzi e giardini innevati che fanno da sfondo ai titoli di testa.E'un cinema gelido in cui l'emozione è raffreddata oltre ogni limite.Ecco perchè pur affascinato dalla bellezza indubbia delle immagini proposte,dalla loro elaborazione grazie a una fotografia di pregio,dalla recitazione su buoni livelli di quasi tutto il cast, mi è stato difficile,se non impossibile abbandonarmi all' emozione davanti a una materia narrativa di quelle che vorrebbero cavarti il cuore dal petto.In un universo cristallizzato in cui ognuno ha il suo ruolo stabilito da regole ataviche non scritte emerge la variabile impazzita della storia d'amore tra la donna che è esponente tipico dell'universo di cui sopra e un uomo al di fuori del suo mondo.E per giunta della stessa età di suo figlio.E quando questo sentimento ribelle sarà scoperto da altri esponenti della famiglia la tragedia sarà in agguato.In questi snodi Guadagnino sembra piuttosto meccanico e impersonale,cita Visconti(addirittura acconcia Delbono da clone improprio di Dirk Bogarde e lui aderisce fisicamente al modello in modo impressionante) e i suoi dei caduti dal cielo con una spruzzata di Fassbinder.Cita correttamente ma questo non vuol dire fare del grande cinema.E quelle sequenze in primissimo piano di insetti svolazzanti in formato panoramico stile National Geographic che anticipano quelle degli amanti in sess(i)o(ne) campestre potevano essere anche risparmiate,totalmente inutili nell'economia del racconto e dello spettacolo.Probabilmente l'equivoco in cui è incorsa molta critica italiana(mentre quella internazionale è stata più cauta) è dovuto alla rarità assoluta di un film come questo nel nostro cinema:elegante ma che rischia spesso di collassare sotto il peso delle proprie immagini.In fondo Io sono l'amore narra una vicenda che farebbe la fortuna di molte soap operas con una bellezza formale che non c'entra nulla con l'estetica raccogliticcia della fiction televisiva.La divina Tilda Swinton col suo fisico squisitamente androgino,il suo volto senza tempo e il suo collo da cigno(bianco) è anima e corpo di questo film.Io sono l'amore senza di lei sarebbe ben poca cosa.
Sulla regia di Luca Guadagnino
regia sontuosa nei movimenti di macchina ma a tratti l'emozione latita
Sull'interpretazione di Tilda Swinton
l'unica ragione di essere del film
Sull'interpretazione di Flavio Parenti
non male
Sull'interpretazione di Edoardo Gabbriellini
piuttosto bravo
Sull'interpretazione di Alba Rohrwacher
parte in secondo piano
Sull'interpretazione di Pippo Delbono
bogardeggia
Sull'interpretazione di Diane Fleri
bellezza di stampo antico che qui è lasciata in secondo piano
Sull'interpretazione di Maria Paiato
notevole
Sull'interpretazione di Marisa Berenson
cameo di lusso
Commenti
-
7 aprile 2011, 14:49 di steno79
Oltre a Visconti e alla Caduta degli dei, riferimento innegabile col tema del disfacimento familiare in una famiglia di ricchi industriali, direi che c'è anche molto Teorema di Pasolini, e Guadagnino tende un pò troppo a strafare guardando a questi modelli alti, riuscendo ad avvicinarsi a loro soprattutto nella cura dell'immagine, come giustamente sostieni, ma per il resto è tutto un pò troppo freddo e anche "deja vu" a mio parere, e la direzione degli attori non eguaglia certo Visconti o Pasolini
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7 aprile 2011, 14:52 di steno79
Aggiungo che, oltre alla veste formale, anche la colonna sonora è molto bella, e ricordo che Spopola ne aveva scritto un eccellente post su Cinerepublic: io non ho le sue competenze tecniche per valutarla, ma mi è sembrata comunque di buon impatto e adatta a questo tipo di storia
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7 aprile 2011, 17:17 di bradipo68
è vero ora che mi ci fai pensare l'accostamento a Teorema di Pasolini è assolutamente pertinente.Anche la colonna sonora è molto suggestiva,ho omesso colpevolmente di dirlo nella mia opinione.Un saluto.
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7 aprile 2011, 21:26 di Stuntman Miglio
Grazie bradipo, aspettavo questa tua opinione da qualche giorno e devo dire che mi ha aperto gli occhi su alcuni aspetti. A me il film di Guadagnino è piaciuto molto nonostante la componente emotiva "ibernata" ma il mio è un giudizio dettato anche da un certo tipo d'ignoranza. Mi spiego meglio, ho letto sia sul sito che sulla rivista dei rimandi del regista al cinema di alcuni grandi maestri ed io stesso, durante la visione, ho costantemente respirato un'aria diversa rispetto a quella che ci viene propinata dal prodotto medio italiano. Un' aria più classica, aria d'autore, se mi passi il termine. Rimane però il fatto che io conosca poco e male il cinema di Visconti, Pasolini e Fassbinder per cui non posso determinare obiettivamente se "Io sono l'amore" sia un film che omaggia con eleganza o un semplice esercizio di stile fine a se stesso. Devo pensarci ancora un pò, nel frattempo credo che dovrei recuperare quante più pellicole possibile dei suddetti registi ma il tempo è sempre tiranno e Sky, come è noto, non aiuta. A presto.
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8 aprile 2011, 09:07 di bradipo68
grazie a te per la fiducia accordatami:è tutta una questione di anagrafe.Il cinema di Fassbinder l'ho conosciuto grazie a Rai 3(si,c'era un tempo in cui Rai 3 trasmetteva soprattutto d'estate film di Fassbinder,di Wenders e di Kurosawa),Visconti lo puoi pure recuperare su SKY(il flm a cui questo di Guadagnino sembra più vicino secondo me è La caduta degli dei).Teorema di Pasolini è un oggetto assolutamente unico nella sua filmografia.La freddezza è programmatica e con essa anche la mia emozione si è raffreddata.Ciò non toglie che è meglio un cinema come questo di Guadagnino,derivativo finchè si vuole,che la solita paccottiglia che troppi registi italiani ci propongono.Un saluto.
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18 aprile 2011, 13:43 di GIANNISV66
Condivido molto di quello che hai scritto, è un film "gelido" in maniera eccessiva, come eccessiva mi pare sia stata per il regista la ricerca della bella inquadratura, della suggestione fotografica, a scapito di una maggior attenzione nei confronti della struttura narrativa. In parole povere qua si è guardato al peculiare senza curare il quadro d'insieme, e il risultato è tremendamente noioso. Io non gli avrei dato più di due stelle. Un saluto
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