Il colore delle parole (2009)
La trama
Quattro amici, musicisti, mediatori e scrittori africani, tutti in Italia da oltre trent’anni, si battono per i diritti degli immigrati nel paese, ma anche per far conoscere la loro cultura agli italiani. Sono i primi anni settanta quando arrivano a Roma Teodoro, Steve, Martin e Justin, inviati dalle famiglie o dai governi per studiare in Italia e prepararsi a divenire la classe dirigente dei loro paesi. In Italia vivono l’amicizia, gli amori, le lotte politiche e decidono di restare. Giocano a calcio, mettono in piedi un gruppo musicale poi ognuno prende la sua strada, si sposano, alcuni con donne italiane, comprano casa, hanno dei figli, ma ancora non hanno la cittadinanza italiana. Nel corso degli anni vedono cambiare il loro nome: da studenti a vu cumprà, da extracomunitari a immigrati. Le leggi cambiano in senso repressivo e dalla legge Martelli si arriva all’attuale pacchetto di sicurezza che allarga la distanza tra cittadini italiani e immigrati.
Il colore delle parole è un viaggio nella cultura africana che, messa a confronto con la nostra, non può che farci sentire dentro un degrado sociale, culturale e umano che lascia senza fiato. Sensazione che durerebbe come al solito un attimo. Se, sfruttando i codici più ordinari del cinema del reale, a Puccioni non riuscisse un piccolo miracolo. Arrivare, oltre lo sguardo, alla testa e al cuore.
La recensione di FilmTv
Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 12/2010
L'opinione più recente
Di Ewan scritta il 10/09/2009
Voto al film: 
10 settembre 2009 Opinione di Ewan su "Il colore delle parole"
Spiegatemi il senso: fare un documentario sull'integrazione degli africani in Italia dando la parola solamente a 3 o 4 di loro tutti qui da decenni, plurilaureati, poeti, eminenze della cultura. Che senso ha? E' questa la realtà in cui viviamo? Magari...
voto al film: 

















