Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi (2007)
Con Michelle Morgan, Joshua Close, Shawn Roberts, Amy Ciupak Lalonde, Joe Dinicol, Scott Wentworth, Philip Riccio, Chris Violette, Tatiana Maslany, Todd Schroeder
La trama
Jason, un aspirante cineasta, vuole realizzare un horror indipendente in un bosco con alcuni amici. Durante la prima notte i ragazzi sentono alla radio delle notizie incredibili su cadaveri che tornano in vita e attaccano gli esseri umani. Malgrado le violenze e la paura, Jason tiene sempre con sé la videocamera, con cui documenta l’orrore che incombe. Le sue riprese diventeranno il documentario intitolato The Death of Death, ovvero il film che stiamo vedendo.
Con un utilizzo sapientissimo dei mezzi di comunicazione orizzontali, ovvero accessibili a tutti, tra i quali Internet e appunto il digitale, il regista di Pittsburgh dimostra come si possa fare cinema indipendente e sperimentale con il fiato lungo di una storia bellissima. Se neppure la morte è certa in un contesto da reality o di fronte alle telecamere di un Tg, cosa resta della “verità”?
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 43/2009
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 2011-09-21 01:04:45 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
Agli albori del Novecento la psicanalisi interrogava l’Arkè. Totem e Tabù di Freud attinge, come già avevano fatto Lévy-Bruhl e James Frazer, al ramo d’oro delle Origini. Al Mito ricorre il dottor S. per catalogare e denominare le patologie della psiche. Alla Mitologia: Edipo, Elettra, dalla tragedia greca alle tragedie del secolo della Nevrosi.
Non meraviglierà nessuno, se nell’era del Disastro, non c’è sociologia che inventi o scopra nulla che il cinema non abbia già indicato nello spazio invisibile in cui si annidano i fantasmi dell’orrore. Né che un filosofo lacaniano, Slavoj Zizek, beffardamente intitoli un suo saggio Benvenuti nel deserto del reale, prendendo a prestito l’alea da Matrix, corredando la sua indagine con altri innumerevoli visioni filmiche [The Pervert’s Guide to Cinema, 2006].
Il cinema offre, dunque, materia alla scrittura di saggi e studi sulla moderna, schizofrenica civiltà all’apice della paura. I pensatori non hanno l’occhio lungo di Swift che prefigurò, diventando pazzo, il Secolo dei Lumi, né la razionalità visionaria (l’ossimoro è d’obbligo) di Orwell che anticipò con un eccesso di ottimismo la società del Grande Fratello.
Il mondo ha preso una piega più amara di quanto la mente di scienziati, filosofi e matematici potesse presagire. Uno dei più grandi pensatori del nostro Nuovo Millennio, David Cronenberg, aveva vaticinato con terrificante anticipo, nel secolo scorso (il Tempo è diventato liquido, vedi Zygmunt Bauman) la potenza divorante dei nuovi mezzi di comunicazione, segnatamente il Totem-Televisione.
John Carpenter non era stato preso sul serio quando aveva accresciuto l’incubo orwelliano, popolandolo di mostri ed ectoplasmi: un regista di b-movie chi lo prende sul serio!, roba da drive in. Ma George Romero ha più di ogni altro descritto la mappa dei disastri contemporanei che tutti avevano sotto gli occhi e non vedevano. Se ne fece cantore l’indimenticato Enzo Ungari nel suo Immagine del disastro: cinema , shock, tabù (saggio del 1975 e Mostra di Venezia, 1979).
Della mitologia del disastro, Romero è stato l’Omero del XX secolo.
Il bellissimo Diary of the Dead aggiunge nuovi tasselli al mosaico-puzzle della crittografia dell’orrore, moltiplica i punti di vista dei mille aggeggi che imperversano nello scrutare tutti gli anfratti nei quali si cela l’orrore: cellulari di nuova generazione moltiplicatori di immagini, sofisticate camere che ci spiano negli spazi pubblici, una tecnologia raffinata cui sfugge un’informazione esiziale, LA MORTE DELLA MORTE, scritta a lettere cubitali nell’incipit del film.
Non è più questione di sapere, meglio, è in ballo la certezza di sapere se sappiamo, se conosciamo la verità, se ciò che ci viene fatto vedere è ciò che realmente sta avvenendo.
Romero infittisce il dilemma: il caos informativo genera disinformazione, come aveva intuito oltre mezzo secolo fa Umberto Eco in molteplici articoli divulgativi). Da questa incertezza, nasce un’altra incertezza, quella dello spettatore: qual è la verità che Romero vuole raccontarci? Quella di Jason Creed che si sacrifica per filmare fino alla fine (come la scimmia di Cameraman) o le infinite verità che vengono propalate dai rassicuranti mass media?
Ma se Giasone ha individuato gli Argonauti nei neri che si impadroniscono il potere, ci sentiamo rassicurati; se gli Argonauti sono i poliziotti sadici (che hanno il loro pendant nei brutti ceffi di Tokyo Gore Police di Nishimura), bene!, non c’è da stare allegri, è anche aria di casa nostra. Romero ci racconta la verità.
The Captain Intangible: Any Other Way
So I'm fucking off/don't miss me/don't
So you gave it your all/still fell apart/don't cry/don't
It won't change a thing to want it any other way.
It won't change a thing
Don't It won't change a thing to want it any other way.
[http://www.youtube.com/watch?v=Gobe8XBya60]
- negative [8]
- sufficienti [1]
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2011-11-01 21:50:48 Opinione di mmciak su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
"Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi" diretto nel 2007 da George A.Romero,devo dire che è strepitoso. La storia racconta che Jason,aspirante regista,vuole realizzare un Horror indipendente ispirato a "La Mummia" ambientato in un bosco con alcuni amici. Durante la prima notte i ragazzi sentono alla radio delle notizie incredibili su cadaveri che tornano in vita e attaccano gli esseri umani. Malgrado le violenze,la paura e il caos immergono un mondo di terrore,Jason tiene...
voto al film: 
2011-09-23 12:22:03 Opinione di Stefano L su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
Finalmente uno Zombie-Movie vecchio stile, senza quegli atletici e poco ispirati morti viventi di pellicole dello stesso genere come "28 giorni dopo" (discreto ma un pò insipido) e il nuovo "Dawn of the Dead" (ben realizzato ma senza tocchi di classe). Romero, come faceva ai vecchi tempi, sceglie un gruppo di attori emergenti e sconosciuti per un horror solido, interessante e ben recitato. Questa volta la tematica politica impiegata (dopo i riferimenti al...
voto al film: 
2011-09-21 01:04:45 Opinione di Marcello del Campo su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
Agli albori del Novecento la psicanalisi interrogava l’Arkè. Totem e Tabù di Freud attinge, come già avevano fatto Lévy-Bruhl e James Frazer, al ramo d’oro delle Origini. Al Mito ricorre il dottor S. per catalogare e denominare le patologie della psiche. Alla Mitologia: Edipo, Elettra, dalla tragedia greca alle tragedie del secolo della Nevrosi. Non meraviglierà nessuno, se nell’era del Disastro, non c’è sociologia che inventi o scopra nulla che il cinema non...
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2011-05-23 18:24:22 Opinione di danandre67 su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
Come si fa' ad apprezzare un filmaccio del genere sugli zombie?
voto al film: 
2011-04-26 15:49:22 Opinione di tobanis su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
Male avvisato dalla critica, che è rimasta fulminata alla visione di sta roba, mi sono messo a guardarlo e….è la solita minestra. Zombie che cercano di mangiarsi gli umani. Umani che scappano e sparano. Umani infettati che diventano zombie. Riprese fatte (in parte) con pseudo camera a mano a livello pseudo amatoriale, che va tanto di moda (ma fa cacare). Attori senza arte né parte. Sceneggiatura ai minimi. Il pubblico è meno boccalone della critica e...
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2011-01-19 08:41:53 Opinione di Immorale su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
Un eterogeneo gruppo di studenti universitari di Pittsburgh, in Pennsylvania, si riunisce in un bosco per girare un film horror a bassissimo budget, quando li raggiungono inquietanti notizie via radio di morti che si rianimano ed attaccano le persone, divorandole. Inizieranno un lungo e vano viaggio nell’orrore e nel caos. Il grande Romero torna ad abbeverarsi alla fonte primigenia della sua ispirazione, tornando alle produzioni low budget degli inizi di carriera e risalendo fino...
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2010-12-31 13:43:11 Opinione di supadany su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
VOTO : 7+. Ritorno in grande stile per Romero ed I suoi zombies, al servizio più che mai, di una storia che prende di mira i network di informazione, i film fatti in casa (e spesso davvero male come “The blair witch project”, “Paranormal activity, etc.), ma anche tutta la società moderna. La storia … dei ragazzi stanno realizzando un horror indipendente in un bosco (anche in maniera maldestra, un caso?), quando confuse notizie su dei morti che...
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2010-11-04 15:34:18 Opinione di bellahenry su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
"il problema non è che la gente si risveglia morta ma che i morti si risvegliano!. siamo al 50 capitolo zombie del maestro Romero ma in realtà è il primo della nuova serie e non ci mettiamo molto a capire dove il genio di pittsburg vuole andare a parare..i media! la storia è convincente come sempre,il messaggio del film non celato come nei precedenti film ma espresso chiaramente dai protagonisti e dalla voce narrante. romero si cimenta con uno stile orami noto...
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2010-11-02 00:55:50 Opinione di ethan su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
Tra tutti i film della saga questo è sicuramente il più teorico: oltre ad essere un saggio metacinematografico molto ben costruito e, come i capitoli migliori, con una dose di splatter che non guasta mai, il film affronta un discorso importante sul ruolo dei mezzi di comunicazione di massa. In pratica, il cineasta, tramite la vicenda narrata, ci fa vedere il limite della messa in scena e fino a dove essa, sia di finzione sia documentaria, può arrivare...
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2010-10-20 00:24:25 Opinione di coby su "Diary of the Dead. Le cronache dei morti viventi"
non mi è piaciuto. i personaggi sono caratterizzati male. per alcuni fa quasi piacere che gli zombi se li mangino... poco coinvolgente.
voto al film: 
- negative [8]
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