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Lebanon (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lebanon: assente
Ritmo ritmo in Lebanon: presente
Impegno impegno in Lebanon: molto forte
Tensione tensione in Lebanon: forte
Erotismo erotismo in Lebanon: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Lebanon

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Lebanon (voti: 72 media: 3,72) 72

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La trama

Prima guerra del Libano, 1982. Un carro armato e un plotone di paracadutisti vengono inviati a perlustrare una cittadina bombardata dall’aviazione israeliana. I militari perdono il controllo della missione, che si trasforma in una trappola mortale. Una squadra di carristi, composta da Shmulik, Assi, Herzl e Yigal, è chiamata ad azionare la macchina assassina. 

_Lebanon_ non solo descrive la guerra, ci entra, portandoci in quella sorta di tomba cingolata che è il carro armato, un luogo angusto, buio, sporco, viscerale. Maoz eccede forse in veemenza all’inizio della pellicola, con una sequela di immagini shock per calarci subito in un clima infernale, ma in un’opera prima, autobiografica, è un difetto da poco.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 42/2009

C’è ancora bisogno di film contro la guerra? Evidentemente sì, ma Lebanon non è solo una pellicola antimilitarista: non descrive la guerra, ci entra. Ci cala, per la quasi totalità del film, in quella sorta di tomba cingolata che è il carro armato, ossia un luogo angusto, buio, sporco, viscerale, insomma il ventre della bestia o la pancia del Leviatano. Vi sono rinchiusi quattro militari israeliani, di
leva, in missione in Libano nella guerra del 1982. La stessa ricordata (a fatica) da Valzer con Bashir di Ari Folman, solo un anno fa, e congelata in uno stallo
senza fine in Beaufort di Joseph Cedar del 2007, ambientato 18 anni dopo nell’ultimo forte rimasto in territorio libanese. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 18/08/2010 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

Assi, Shmulik, Herzl e Ygal. Sono, rispettivamente, il capo carro, l'artigliere, l'addetto al caricamento e l'autista di un carro armato dell'esercito israeliano. Quattro ventenni lontani anni luce dallo stereotipo del soldato coraggioso e ansioso di sacrificarsi per la patria. Quattro militari di leva che si trovano nel bel mezzo della guerra contro il Libano del 1982 con il compito di perlustrare una zona già rastrellata a dovere dai bombardamenti dell'aviazione israeliana. Qualcosa non va come dovrebbe e quella che a detta del comandante Jamal doveva essere una semplice operazione di routine che avrebbe dovuti portarli al sicuro nell'albergo Saint Tropez (esotismo quanto mai beffardo), si trasforma in una pericolosa trappola per topi. Samuel Maoz ha vissuto in prima persona l'esperienza di cui parla e "Lebanon"è un'opera convintamente condotta contro ogni guerra. L'apporto di originalità dato a questo genere filmico sta nel suo essere, più che un film sulla guerra, un film nella guerra, somigliando in questo al bellissimo "Kippur" di Amos Gitai, anch'esso ambientato "nel" conflitto mediorientale e frutto dell'esperienza diretta dell'autore. Non è un caso. Evidentemente, chi ha vissuto in prima persona certe orrende situazioni, avendone le possibilità, sente forte il bisogno di far trasparire dall'opera che produce la tragicità della propria esperienza in tutta la sua corposa carnalità, di dare assai risalto ai rumori, ai gemiti, allo sporco che disumanizza oltre misura, alla ferraglia ciondolante, si da rafforzare il grado di identificazione con i protagonisti e imparare a riflettere meglio sull'assurdità della guerra guardando l'orrore che produce coi loro stessi occhi. "Lebanon" è questo, un viaggio claustrofobico nell'allucinante faida mediorientale, tra macerie e fumi, corpi sventrati e sangue rappreso : un corollario di morte da cui non si può prescindere e dal quale si può sperare di uscire solo da sopravvissuti. La morte è vista da un mirino telescopico e ha la faccia sempre uguale dei più deboli di questa sporca vicenda : quelli a cui non viene attribuito alcun valore quando i realisti della politica disegnano sulle carte le tappe delle loro strategie guerrafondaie. I ragazzi attraversano l'orrore e non gli basta essere al chiuso di un mezzo corazzato perchè la desolazione che è fuori gli ritorna indietro sotto forma di paura e frustrazione crescenti e arriva a farsi odio per chi li ha costretti a stare lontani dalle loro mamme (per chi conosce "Kippur" noterà un'altra assonanza). Durante la premiazione a Venezia, Samuel Maoz disse di aver voluto fare questo film per togliersi un peso di dosso, lo scopo era quello di "riuscire finalmente a perdonarmi", dato che "nonostante non avessi scelta , non posso fare a meno di sentirmi responsabile". Non so se l'autore israeliano sia riuscito nel suo intento. E' una questione strettamente personale. E non voglio neanche aprire la spinosa questione su se sia lecito giustificare chi ha premuto un grilletto. Quello che posso dire è che "Lebanon" ha dato il suo contributo alla giusta causa condotta contro ogni guerra. Per aver mostrato con lucida espressività le caratteristiche di desolazione e morte che gli sono indefettibilmente proprie. 
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SI

Opinioni su Lebanon


8 settembre 2011 Opinione di tobanis su "Lebanon"
tobanis

Ovvero un pezzetto di  guerra in Libano di un gruppetto di israeliani, vista da dentro un carroarmato. Ho trovato questo film prima di tutto molto presuntuoso, perché alla fine è un film onesto e nulla più. Addirittura una scena che (involontariamente?) vuole richiamare il celebre monologo di Marlon Brando in Apocalypse now. Cioè, siamo al ridicolo. Perché il film è mostruosamente inferiore, gli attori, onesti mestieranti, pure, e la...

voto al film: tobanis assegna il voto sufficiente a Lebanon (2009)


6 settembre 2011 Opinione di ico su "Lebanon"
ico

L'entusiasmo che si respirava attorno a LEBANON nei giorni del premio a Venezia, secondo me era dovuto all'idea folgorante di ridurre il campo di battaglia all'interno di un carro armato e spiare l'esterno con terrore. Idea davvero brillante, purtroppo è la sola: di tutto "l'armamentario" possibile utilizzabile, forse si è scelta la strada più semplice. Partendo dalle tensioni all'interno del carro, si poteva ampliare il discorso alle tensioni della guerra e di...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Lebanon (2009)

nessun commento
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31 maggio 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Lebanon"
LIBERTADIPAROLA75

Un campo di girasoli apre il film (cosa c'entra? E' una metafora della libertà? Comunque lo scopriremo!) dove i protagonisti sono un gruppo di soldati di leva israeliani nell'inferno della 1° Guerra del Libano nel 1982. La loro postazione è tutta all'interno di un carro armato, luogo lercio (di urina ed acqua) e puzzolente. Intorno a loro un ufficiale che per rispettare le convenzioni internazionali cambia nome alle armi proibite per utilizzarle lo stesso (sic!)....

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto ottimo a Lebanon (2009)

2 commenti
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15 aprile 2011 Opinione di ethan su "Lebanon"
ethan

Il film, più che della guerra in Libano nel 1982, parla della bruttezza insita in ogni conflitto. Infatti, al neo autore interessano più le conseguenze che essa ha sulle vite dei quattro ragazzi israeliani che le componenti politiche della vicenda. Maoz, premiato con il Leone d'Oro nel 2009, supportato da un cast affiatatissimo, dirige un'opera prima tesa e claustrofobica, evita le trappole della retorica e, chiude con una sequenza finale liberatoria, nella quale,...

voto al film: ethan assegna il voto buono a Lebanon (2009)

nessun commento
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10 marzo 2011 Opinione di sara francesco su "Lebanon"
sara francesco

Vincitore del Leone d'Oro a Venezia nel 2009, Lebanon è il sorprendente film d'esordio del regista israeliano Samuel Maoz, che si è ispirato alla propria esperienza personale di soldato: la pellicola racconta infatti le vicende di un carro armato israeliano all'inizio della guerra contro il Libano nel 1982. La caratteristica più eclatante del film è sicuramente l'essere girato totalmente all'interno del carro armato, mentre tutte le scene in esterna sono viste dal...

voto al film: sara francesco assegna il voto buono a Lebanon  (2009)

1 commento
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5 marzo 2011 Opinione di barabbovich su "Lebanon"
barabbovich

Libano, 1982. Il soldato Shmulik (Donat) non vorrebbe sparare, si è esercitato soltanto su dei grossi bidoni, ma adesso è costretto a fare fuoco dal lurido carro armato che condivide con tre commilitoni e osserva gli orrori della guerra unicamente dal periscopio. Parabola antimilitarista che ricostruisce il conflitto mediorientale tra Israele, Siria e Libano, costruita attraverso la lenta prismatica del dramma esistenziale di un uomo costretto alla guerra. Per...

voto al film: barabbovich assegna il voto mediocre a Lebanon  (2009)

nessun commento
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23 gennaio 2011 Opinione di supadany su "Lebanon"
supadany

VOTO : 6/7. Non ce lo doveva certo venire a dire Samuel Maoz che la guerra è uno schifo, ma in ogni caso è riuscito nel suo obiettivo di marcare in maniera molto forte questo concetto. Giovani, in questo caso rinchiusi all’interno di un carro armato, e solamente tramite esso lo spettatore vede cosa succede al di fuori, che si trovano per la prima volta, e non c’è addestramento che tenga, obbligati ad uccidere per sopravvivere, gettati nella mischia senza...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Lebanon  (2009)

1 commento
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18 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "Lebanon"
Peppe Comune

Assi, Shmulik, Herzl e Ygal. Sono, rispettivamente, il capo carro, l'artigliere, l'addetto al caricamento e l'autista di un carro armato dell'esercito israeliano. Quattro ventenni lontani anni luce dallo stereotipo del soldato coraggioso e ansioso di sacrificarsi per la patria. Quattro militari di leva che si trovano nel bel mezzo della guerra contro il Libano del 1982 con il compito di perlustrare una zona già rastrellata a dovere dai bombardamenti dell'aviazione israeliana. Qualcosa...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Lebanon  (2009)

2 commenti
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30 luglio 2010 Opinione di Ewan su "Lebanon"
Ewan

Incisivo e martellante.

voto al film: Ewan assegna il voto buono a Lebanon  (2009)


11 marzo 2010 Opinione di riverworld su "Lebanon"
riverworld

Dire che Lebanon è claustrofobico è certamente non esauriente, ma è ovvio che è una delle prime sensazioni che trasmette. L'ambientazione al 99% dentro ad un carro armato poteva trasformare il film in un incubo ingestibile ed invedibile, ma invece il tutto funziona, grazie a scappatoie visive (le visioni esterne attraverso il mirino del mitragliere, alternate a fugaci viste di scorci di cielo dal portellone d'ingresso) e narrative (il focalizzare ed alternare...

voto al film: riverworld assegna il voto buono a Lebanon  (2009)




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