Lebanon (2009)
Con Oshri Cohen, Michael Moshonov, Reymond Amsalem, Itay Tiran, Yoav Donat, Dudua Tasas
La trama
Prima guerra del Libano, 1982. Un carro armato e un plotone di paracadutisti vengono inviati a perlustrare una cittadina bombardata dall’aviazione israeliana. I militari perdono il controllo della missione, che si trasforma in una trappola mortale. Una squadra di carristi, composta da Shmulik, Assi, Herzl e Yigal, è chiamata ad azionare la macchina assassina.
_Lebanon_ non solo descrive la guerra, ci entra, portandoci in quella sorta di tomba cingolata che è il carro armato, un luogo angusto, buio, sporco, viscerale. Maoz eccede forse in veemenza all’inizio della pellicola, con una sequela di immagini shock per calarci subito in un clima infernale, ma in un’opera prima, autobiografica, è un difetto da poco.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 42/2009
leva, in missione in Libano nella guerra del 1982. La stessa ricordata (a fatica) da Valzer con Bashir di Ari Folman, solo un anno fa, e congelata in uno stallo
senza fine in Beaufort di Joseph Cedar del 2007, ambientato 18 anni dopo nell’ultimo forte rimasto in territorio libanese. ESPANDI +
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 18/08/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [6]
- positive [22]
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8 settembre 2011 Opinione di tobanis su "Lebanon"
Ovvero un pezzetto di guerra in Libano di un gruppetto di israeliani, vista da dentro un carroarmato. Ho trovato questo film prima di tutto molto presuntuoso, perché alla fine è un film onesto e nulla più. Addirittura una scena che (involontariamente?) vuole richiamare il celebre monologo di Marlon Brando in Apocalypse now. Cioè, siamo al ridicolo. Perché il film è mostruosamente inferiore, gli attori, onesti mestieranti, pure, e la...
voto al film: 
6 settembre 2011 Opinione di ico su "Lebanon"
L'entusiasmo che si respirava attorno a LEBANON nei giorni del premio a Venezia, secondo me era dovuto all'idea folgorante di ridurre il campo di battaglia all'interno di un carro armato e spiare l'esterno con terrore. Idea davvero brillante, purtroppo è la sola: di tutto "l'armamentario" possibile utilizzabile, forse si è scelta la strada più semplice. Partendo dalle tensioni all'interno del carro, si poteva ampliare il discorso alle tensioni della guerra e di...
voto al film: 
31 maggio 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Lebanon"
Un campo di girasoli apre il film (cosa c'entra? E' una metafora della libertà? Comunque lo scopriremo!) dove i protagonisti sono un gruppo di soldati di leva israeliani nell'inferno della 1° Guerra del Libano nel 1982. La loro postazione è tutta all'interno di un carro armato, luogo lercio (di urina ed acqua) e puzzolente. Intorno a loro un ufficiale che per rispettare le convenzioni internazionali cambia nome alle armi proibite per utilizzarle lo stesso (sic!)....
voto al film: 
15 aprile 2011 Opinione di ethan su "Lebanon"
Il film, più che della guerra in Libano nel 1982, parla della bruttezza insita in ogni conflitto. Infatti, al neo autore interessano più le conseguenze che essa ha sulle vite dei quattro ragazzi israeliani che le componenti politiche della vicenda. Maoz, premiato con il Leone d'Oro nel 2009, supportato da un cast affiatatissimo, dirige un'opera prima tesa e claustrofobica, evita le trappole della retorica e, chiude con una sequenza finale liberatoria, nella quale,...
voto al film: 
10 marzo 2011 Opinione di sara francesco su "Lebanon"
Vincitore del Leone d'Oro a Venezia nel 2009, Lebanon è il sorprendente film d'esordio del regista israeliano Samuel Maoz, che si è ispirato alla propria esperienza personale di soldato: la pellicola racconta infatti le vicende di un carro armato israeliano all'inizio della guerra contro il Libano nel 1982. La caratteristica più eclatante del film è sicuramente l'essere girato totalmente all'interno del carro armato, mentre tutte le scene in esterna sono viste dal...
voto al film: 
5 marzo 2011 Opinione di barabbovich su "Lebanon"
Libano, 1982. Il soldato Shmulik (Donat) non vorrebbe sparare, si è esercitato soltanto su dei grossi bidoni, ma adesso è costretto a fare fuoco dal lurido carro armato che condivide con tre commilitoni e osserva gli orrori della guerra unicamente dal periscopio. Parabola antimilitarista che ricostruisce il conflitto mediorientale tra Israele, Siria e Libano, costruita attraverso la lenta prismatica del dramma esistenziale di un uomo costretto alla guerra. Per...
voto al film: 
23 gennaio 2011 Opinione di supadany su "Lebanon"
VOTO : 6/7. Non ce lo doveva certo venire a dire Samuel Maoz che la guerra è uno schifo, ma in ogni caso è riuscito nel suo obiettivo di marcare in maniera molto forte questo concetto. Giovani, in questo caso rinchiusi all’interno di un carro armato, e solamente tramite esso lo spettatore vede cosa succede al di fuori, che si trovano per la prima volta, e non c’è addestramento che tenga, obbligati ad uccidere per sopravvivere, gettati nella mischia senza...
voto al film: 
18 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "Lebanon"
Assi, Shmulik, Herzl e Ygal. Sono, rispettivamente, il capo carro, l'artigliere, l'addetto al caricamento e l'autista di un carro armato dell'esercito israeliano. Quattro ventenni lontani anni luce dallo stereotipo del soldato coraggioso e ansioso di sacrificarsi per la patria. Quattro militari di leva che si trovano nel bel mezzo della guerra contro il Libano del 1982 con il compito di perlustrare una zona già rastrellata a dovere dai bombardamenti dell'aviazione israeliana. Qualcosa...
voto al film: 
11 marzo 2010 Opinione di riverworld su "Lebanon"
Dire che Lebanon è claustrofobico è certamente non esauriente, ma è ovvio che è una delle prime sensazioni che trasmette. L'ambientazione al 99% dentro ad un carro armato poteva trasformare il film in un incubo ingestibile ed invedibile, ma invece il tutto funziona, grazie a scappatoie visive (le visioni esterne attraverso il mirino del mitragliere, alternate a fugaci viste di scorci di cielo dal portellone d'ingresso) e narrative (il focalizzare ed alternare...
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [6]
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