Donne senza uomini (2009)
Con Pegah Ferydoni, Shabnam Tolouei, Orsi Tóth, Arita Shahrzad
La trama
Iran, 1953: sullo sfondo tumultuoso del colpo di stato, tramato dalla CIA, i destini di quattro donne convergono in un bellissimo giardino di orchidee dove troveranno indipendenza, conforto e amicizia.
Appoggiandosi a una generale tonalità seppia di fondo, con l’eccezione del tema figurativo del giardino, ogni quadro ha una fiera verità ed eleganza. Tale compostezza però fa dimenticare solo in parte una certa monotonia di ritmo e un’indiscutibile schematicità nell’alternanza dei percorsi delle protagoniste. Per essere un passaggio dalla videoinstallazione al lungometraggio, tuttavia, è già un ottimo risultato.
La recensione di FilmTv
Di Raffaella Giancristoforo - FilmTV n. 10/2010
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 20/03/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Entrambi virati al femminile, non solo come elemento centrale delle storie, ma anche per la particolarità dello sguardo della realizzazione (nel caso precipuo quello della regista Shirin Neshat - qui alla sua opera prima in ambito cinematografico, ma con un passato importante di fotografa e di videortista “testimoniale” di fama internazionale - coadiuvata per la messa a punto della complessa sceneggiatura, dal contributo “speciale” della scrittura di Shoja Azari, suo abituale collaboratore, nonché compagno di vita), a mio avviso anche questa pellicola soffre, così come era accaduto per l’opera della Llosa, per una sorta di “dislivello” (che definirei di incompatibilità fra stile e contenuto) che finisce per far apparire stridente e disomogeneo il risultato, così tanto da rendere persino più flebile la portata della denuncia di una condizione “oppressiva” che si avverte potente e necessaria, oltre che prioritaria, ma che passa quasi in secondo piano di fronte alla leccata impaginazione delle sequenze, visivamente suggestive, ma talmente stilizzate nell’accademica definizione plastica dei vari elementi, da annacquare la forte valenza drammatica della rappresentazione dei fatti e delle psicologie, oltre che dell’impatto socio-cultural-religioso.
Il lavoro è svolto con indubitabile, nobilissimo intento “accusativo”, che è poi la volontà di stigmatizzare un sistema che continua ancora oggi a “marginalizzare” la donna e suoi sacrosanti diritti emancipativi e di sopravvivenza pratica, facendola così diventare a sua volta il paradigma di una persistente “sopraffazione” più generalizzata e che riguarda in prima istanza la restrizione della libertà messa in atto da ogni dittatura radicata nell’oscurantismo di una concezione quasi medioevale dei rapporti e della vita . Intenti nobilissimi dunque, ma proprio la troppa ricercatezza “abbellente” della costruzione, la carente presenza di una empatia avvolgente che privilegi il cuore più che lo sguardo, un eccesso di “intellettualismo” poetico, rende l’operazione, proprio nell’impatto con il pubblico fruitore, meno incisiva e lacerante di quanto sarebbe stato invece necessario per l’importanza infuocata dei temi trattati.
Forse quelli che a me sembrano essere i limiti più evidenti di questo comunque importante documento su una “limitazione” fortemente emarginante tutt’altro che scongiurata, vanno principalmente ricercati nel passato formativo della Neshat, trovano proprio nel suo formalismo espanso il loro “peccato originale” che non può essere del tutto condonato. ESPANDI +
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9 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Donne senza uomini"
Certe operazioni mettono senz'altro uno scrupolo motivato nel senso che si comprendono e si apprezzano le ragioni per cui un festival o altri premi riconosciuti e visibili possono scegliere un film, ma dall'altra parte vengono fuori le ragioni artistiche che certamente determinano la lungimiranza di un giudizio critico, e le due cose stridono non poco se non raggiungono un punto di vista comune e magari compromettono anche le più buone intenzioni che nella scelta ci possono essere...
voto al film: 
18 giugno 2011 Opinione di supadany su "Donne senza uomini"
VOTO : 6. Tante istantanee anche molto belle non fanno per forza di cose un bel film, soprattutto se lo stesso si prende a cuore una situazione d’ingiustizia sociale, qual è la posizione della donna da sempre all’interno della società iraniana. Questo vale ancora di più se il racconto è gestito da una donna. Iran 1953, un paese in subbuglio con un colpo di stato pronto all’orizzonte. In un contesto politico tumultuoso, scorrono le vite di...
voto al film: 
16 febbraio 2011 Opinione di sara francesco su "Donne senza uomini"
Nell'estate del 1953, in Iran, un colpo di stato sostenuto dagli inglesi e dagli americani rovesciò il governo di Mohammad Mossadeq – che voleva stabilire una salda democrazia e nazionalizzare il commercio del petrolio, di cui il paese è un grande produttore – per instaurare il regime dello scià Reza Pahlavi. Donne senza uomini – brillante film d'esordio per la videoartista iraniana Shirin Neshat premiato con il Leone d'Argento per la migliore regia al...
voto al film: 
11 ottobre 2010 Opinione di adalberto su "Donne senza uomini"
Un film iraniano fuori da schemi drammatici, pieno di visioni e sogni, forse anche troppi, che non mi ha convinto del tutto.
voto al film: 
27 giugno 2010 Opinione di herbie su "Donne senza uomini"
E' comunque interessante questo esordio della regista perchè ci propone una sorta di viaggio ( senza ritorno ) per queste quattro donne . Notevole la scelta dei colori e certe inquadrature.
voto al film: 
8 maggio 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Donne senza uomini"
Va bene che è un film da rassegna, ma così è troppo!! L'unica cosa che intriga è l'ambientazione, in un paese lontano nel tempo e nello spazio dal modo di vita occidentale.
voto al film: 
16 aprile 2010 Opinione di cippags su "Donne senza uomini"
Interessante film, sotto certi aspetti, questo 'Donne senza uomini': sono tre donne (anzi quattro) che in una maniera o l'altra hanno un rapporto fallimentare con l'altro sesso (il milieu è l'Iran del 1953, quindi aspettatevi le solite prevaricazioni maschiliste). La storia di per sè è esigua, il film lascia molto spazio anche alla riflessione durante la visione ed è molto giocato sulle immagini. Come da trailer è vero che la ricerca dell'inquadratura...
voto al film: 
29 marzo 2010 Opinione di pensieroprofondo su "Donne senza uomini"
Film lento ma interessante questo Donne senza uomini di una regista Iraniana che vive negli Stati Uniti. Presente tutta la stupidità dell'integralismo islamico, con le sue regole assurde e la devozione totale nei confronti della religione. Un film che più che sulla storia, onirica ed incomprensibile, si regge sulle immagini di un mondo che è quello di 50 anni fa ma è identico a quello di oggi: uomini con le barbe che pregano, donne vestite di nero che gridano e...
voto al film: 
27 marzo 2010 Opinione di fefy su "Donne senza uomini"
Un’importante riflessione su un momento cruciale della storia, che ebbe, come conseguenza, la rivoluzione islamica, che portò l’Iran a essere come lo conosciamo oggi.Un film che ognuno di noi, in questo particolare momento storico, dovrebbe guardare per riflettere su quanto la storia purtroppo sotto diverse sembianze, si ripeta inesorabilmente.Un film duro ma poetico, visivamente ipnotico. Il neorealismo viene mescolato con la poesia, l’immagine evocativa con quella...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [11]
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