Opinione di Mathiasparrow su South of the Border
Con Tariq Ali, Raúl Castro, Hugo Chávez, Rafael Correa, Cristina Kirchner, Néstor Kirchner, Fernando Lugo, Lula, Evo Morales
- negative [1]
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Sul film
Stone non è nuovo a questo genere di ingenuità, almeno stando alle affermazioni di chi ha visto Comandante. Il cineasta tenta ancora di improvvisarsi documentarista, ma il confronto con Chavez gli procura solamente un’imbarazzante figuraccia. Così come aveva fatto Castro a suo tempo, anche il leader venezuelano si lavora il vecchio Oliver a piacimento raccontando ciò che gli pare e realizzando gratuitamente uno slogan propagandistico del suo regime. Sicuramente non un film inutile: ribadisce gli evidenti limiti dello Stone documentarista, mostra vari aspetti politico-sociali dell’America Latina e raccoglie un discreto numero di pareri illustri. Tutte cose molto interessanti se prese singolarmente, ma guai a tentare di ricavarne un messaggio complessivo: a livello di obiettivi, il film fallisce su tutta la linea. E non basta certo qualche spezzone anti-Bush rubato dai telegiornali per mettere d'accordo tutti.
Sulla trama
Stone fa visita a Chavez convinto di tornare a casa con chissà quale grande novità, ma durante le inteviste abbandona il ruolo di regista per fare da spettatore passivo. Un fallimento pressochè totale.
Sulla regia di Oliver Stone
viene abilmente ridicolizzato, ma il bello è che non se ne accorge neppure. Da dimenticare.
Sull'interpretazione di Hugo Chávez
Per lui Stone è manna dal cielo: l'uomo giusto nel posto giusto, pronto a diffondere nel mondo l'immagine felice del suo paese e urlare ai quattro venti i meriti del suo regime. Un'occasione d'oro, e la sfrutta nel migliore dei modi.
Sull'interpretazione di Cristina Kirchner
gran bel caratterino...
Commenti
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12 maggio 2010, 16:31 di marx79
Mi piacerebbe poter giudicare il film ma purtroppo non l'ho visto. Penso però di potermi permettere un giudizio sulla situazione sudamericana e sull'immagine che i media occidentali danno della situazione socio-politica di quegli stati lì. Partiamo da una premessa, giusto per evitare fraintendimenti: il mio giudizio è basato oltre che sulle mie letture e studi, anche sull'esperienza diretta di alcuni viaggi in Sud America. Il Sud America è terra di conquista da parecchi secoli, le nazioni europee prima e gli Stati Uniti poi hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo in quelle regioni lì, hanno violentemente sottratto le terre ad antiche popolazioni distruggendole fisicamente fino all'estinzione (Diego Rivera in Uruguay, i conquistadores spagnoli in Messico), hanno destituito presidenti eletti democraticamente (Allende in Cile), hanno attuato campagne terroristiche a Cuba e addestrato squadroni della morte da inviare nei villaggi nicaraguensi durante il periodo dei Sandinisti al potere. Tutto ciò ovviamente con l'obiettivo di mantenere un controllo sulle risorse e le ricchezze dei paesi latino-americani. Non starò qui a dibattere sulle lotte di liberazione dello scorso secolo, resta il fatto che negli ultimi anni alcuni movimenti sociali e politici hanno espresso dei leader che hanno affermato il principio base di poter vivere nella propria terra evitando che le multinazionali occidentali si impiantassero lì per sfruttare uomini e risorse delle varie nazioni. Gli uomini a cui faccio riferimento sono: Chavez, Morales, Kirchner, Correa, Lula ecc...e ritengo che esprimano dei fenomeni positivi.Con questo non voglio dire che in Venezuela, Bolivia, Brasile, Argentina ecc... la gente vada in giro a fare i girotondi felicemente, affermo però che tra i governi neo-socialisti, bolivariani e bla bla bla e i governi fantocci messi lì dagli Stati Uniti, io sto dalla parte dei primi e mi dispiace osservare che i giudizi dati da quasi tutti i media italiani siano sempre faziosi oltre che falsi. Non si capisce perchè le nostre sono democrazie in affanno, le loro dittature.
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12 maggio 2010, 23:41 di Mathiasparrow
il tuo commento vale molto più del film. Preciso, a scanso di equivoci, che il giudizio negativo non deriva dalla mia posizione riguardo le questioni politiche affrontare da Stone, ma si riferisce al valore dell'opera in questione. La considero un puro slogan, esageratamente di parte, che sfugge completamente di mano al regista. Semplicemente fallimentare.
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20 maggio 2010, 15:18 di johnpjgozz
Non ho visto il documentario (e credo che non lo vedrò mai... uscirà in Italia?) ma sono totalmente d'accordo con l'analisi di marx79, essendo anch'io uno a cui piace informarsi dalle fonti GIUSTE sul Sudamerica... Ho letto il libro alla base del documentario, "I Pirati dei Caraibi" di Tariq Ali, e l'ho trovato molto interessante, tutt'altro che propagandistico, consiglio anche a voi di leggerlo...
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