Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di joseba su Cortex





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
02/09/2009 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Polar senile con sfumature da detective story anglosassone, Cortex è il quarto lungometraggio di Nicolas Boukhrief, cofondatore nel 1982 della rivista di cinema fantastico e horror Starfix, caporedattore del programma televisivo Le Journal du cinéma per l'emittente Canal+ nonché sceneggiatore di Jean-Jacques Zilbermann (Tout le monde n'a pas eu la chance d'avoir des parents communistes, 1993) e Mathieu Kassovitz (Assassin(s), 1997). Scritto a quattro mani con l'apprezzata sceneggiatrice Frédérique Moreau, Cortex tratta il tema dell'Alzheimer nel quadro del genere noir, raccontando la vicenda di un flic dal passato brillante (tanto da guadagnarsi il soprannome del titolo) che, in pensione da ormai tre anni, decide di ricoverarsi in una clinica per tenere sotto controllo l'evoluzione della malattia.

L'intreccio si sviluppa secondo un percorso tanto lineare quanto convenzionale: arrivo di Charles alla Résidence, primo impatto col personale medico e con gli stravaganti ospiti della struttura, nascita del sospetto a causa di morti ravvicinate che colpiscono pazienti non gravi e inizio dell'indagine ostacolata da infermieri e familiari (il figlio Thomas), che interpretano le supposizioni del vecchio poliziotto come deliri provocati dalla demenza incipiente. Alla diffidenza generale si aggiungono naturalmente i vuoti di memoria dell'Alzheimer, che obbligano Charles ad annotare confusamente su un quaderno le ipotesi e gli indizi accumulati giorno dopo giorno. Il conflitto è duplice: contro la minimizzante ottusità degli altri e contro la progressione interna del morbo che mina la lucidità mentale dell'ex flic.

Ancorato al punto di vista di Charles (un André Dussollier smagrito e intraprendente al tempo stesso), il film asseconda fermamente i suoi sospetti e, grazie all'aiuto della più imperscrutabile delle pazienti, i nodi, amnesie permettendo, finiscono per venire al pettine. Siamo insomma di fronte a una variazione sul tema del whodunit britannico (non a caso Charles è un accanito lettore di Sherlock Holmes) con complicazioni blandamente neuropatologiche: di fatto i sintomi dell'Alzheimer si manifestano troppo sporadicamente perché si possa davvero dubitare della perspicacia del protagonista. Inoltre Dussollier dà vita a un personaggio così simpatico e fragile che prenderne le distanze risulta umanamente impossibile.

La regia di Nicolas Boukhrief è definibile come "fiction televisiva nobilitata": il quarantacinquenne cineasta francese (classe 1963) imposta luci e punti macchina nel modo più semplice e leggibile che si possa concepire, piazzando la cinepresa nei luoghi che garantiscono maggiore unità alla scena e assegnando le rarissime soggettive del film quasi esclusivamente al protagonista, in ottemperanza al principio della focalizzazione interna. Ma (e questo è l'espediente registico nobilitante), anziché frammentare lo spazio secondo le regole del découpage classico, predilige al contrario riprese lunghe tendenti al piano sequenza, conferendo al film un'andatura posata che si accordi delicatamente alla tematica senile. Unica infrazione stilistica: la fuga notturna dalla clinica, in cui Boukhrief utilizza il digitale per rendere visivamente lo spaesamento di Charles nel dedalo della metropolitana parigina. Cionondimeno, stanti le smaccate premesse convenzionali, il film non va oltre la soglia della mera professionalità (che nel caso di Dussollier, inutile sottolinearlo, fa rima con eccellenza). Commestibile.


SI

Commenti

  • 2 settembre 2009, 17:00 di bradipo68

    mannaggia a me che non so cavalcare il ciuchino e mannaggia pure a te che ogni volta che ti leggo mi fai sempre venire l'acquolina in bocca...c'è qualche altro modo per reperirlo?come al solito un inchino e un saluto afffettuoso...

    cancella commento cancella commento e blacklista bradipo68
  • 2 settembre 2009, 17:25 di joseba

    Ciao caro Bra, che io sappia, il film di Boukhrief o si emula o si ordina in dvd da amazon.fr (sottotitoli soltanto in francese). Magari rovistando su google si trova qualcos'altro. In ogni modo il polar recente davvero imperdibile, ribadisco, è "Truands" di Schoendoerffer (ma devo ancora vedere alcuni titoli parecchio promettenti...). Un abbraccio!

    cancella commento

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?