Bronson (2009)
Con Tom Hardy, Matt King, Kelly Adams, Katy Barker, Edward Bennett-Coles, June Bladon, Amanda Burton, William Darke, Andrew Forbes, Helen Grayson
04/07/2011
I migliori film dell'anno, stagione 2010-2011 ("Biutiful", "Bronson"), e note alla Refn
Bene, continua il nostro viaggio "lucertola" fra le grandi pellicole dell'anno appena trascorso. Quasi "chiose" per abbagliarcene ancora, d'una Bellezza che si rifomenti in se stessa, si...
di Travis Bickle 1979
La trama
Nel 1974 Michael Peterson ha 19 anni e un sogno: diventare una celebrità. In cerca di fama, si fabbrica una pistola e rapina un ufficio postale. Inizialmente condannato a sette anni di reclusione, in prigione si scopre incapace di controllare la propria indole violenta e finisce per passare dietro le sbarre ben 34 anni, durante i quali si crea un alter ego ispirato al noto attore Charles Bronson...
Una rappresentazione cinematografica che non lascia scampo, violenta e solenne. Chi scambia questo e gli altri titoli di Refn (dal capolavoro Valhalla Rising all’ultimo Drive) per esercizi di stile o film di solo genere, non ha davvero capito niente.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 25/2011
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 22/07/2011 - utile per 26 utenti
Voto al film: 
Nato in Danimarca nel 1970, si è poi trasferito in America (a New York) all’età di 6 anni. Tornerà di nuovo a Copenaghen all’età di 17 anni, per ripartire nuovamente a brevissima distanza per iscriversi alla American Academy of Dramatic Art, dalla quale però viene prontamente espulso per un atto rabbioso di violenza, ed è così costretto a ripiegare sulla Danish Film School.
Ha 26 anni quando scrive e dirige Pusher, ed è subito un incondizionato successo di critica e di pubblico, un’opera che sembra intrecciare le tematiche dello Scorsese di Mean Street con l’ineluttabilità disperata dell’Ultima fermata a Brooklyn di Hubert Selby jr.. E’ sullo sfondo di una Copenaghen un po’ malsana che si muove infatti un analogo universo di prostitute, piccoli criminali, spacciatori, tutti corrosi dall’impossibilità di sopravvivere alla sconfitta e agli affetti.
L’arte, il sesso e la violenza sono tutti sfoghi emotivi. Il mio timore principale è quello di ripetermi e di venire etichettato: voglio sempre scioccare e spiazzare il pubblico. Sono dichiarazioni programmatiche rilasciate dal regista nel corso di un’intervista, che trovano una totale conferma nel suo percorso artistico. Nelle sue opere infatti è sempre l’autodistruzione l’elemento privilegiato messo in campo ed esplorato con spudorato senso della provocazione, un sentimento disgregante che non è solo dei loser, si badi bene, ma rappresenta una vocazione e una “condizione” che riguarda tutti noi, nessuno escluso (ed è anche per questo che il suo cinema riesce ad appassionarci così tanto).
Seguono Blender, e il clamoroso insuccesso del lynchano Fear X , che col suo totale disastro al botteghino, induce Refn a ritornare sui suoi passi per cercare di riprendere lentamente quota. Nascono così Pusher II e Pusher III, due spin-off ancora più vibranti, forsennati e cupi dell’originale che, senza rinunciare allo humour un pò dark, elemento portante di ogni sua pellicola, lo riportano meritatamente sulla cresta dell’onda.
E’ così pronto per riprendere il suo autonomo percorso di autore (e anche la sua sfida), ed è proprio a questo punto che prende forma e nasce Bronson che lo stresso Refn ci tiene a considerare assolutamente indipendente da tutto quello che aveva realizzato prima, una pellicola ugualmente “anomala” rispetto al generale panorama dell’offerta, che in ogni caso eleva all’ennesima potenza proprio le peculiarità evidenziate dalle sue dichiarazioni programmatiche (scioccare e spiazzare il pubblico) che ben si estrinsecano nel risultato complessivo a cui approda l’opera, che è davvero “nuova” e vitale come poche altre. ESPANDI +
- negative [5]
- sufficienti [5]
- positive [19]
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27 maggio 2012 Opinione di ethan su "Bronson"
Partendo da un fatto di cronaca, il regista danese Nicolas Winding Refn costruisce un film stilizzato, straniante e iperviolento, utilizzando al meglio l'attore Tom Hardy, sensazionale nella parte di Michael Peterson/Charles Bronson, criminale britannico, entrato in prigione nel 1974 per rapina e, a parte un brevissimo periodo, mai più uscito. Inoltre, la maggior parte di questi anni Bronson - come il detenuto si è autonominato - li ha passati in isolamento a causa di risse e scazzottate...
voto al film: 
29 febbraio 2012 Opinione di sasso67 su "Bronson"
Un film su un uomo che avrebbe voluto essere qualcuno, forse anche qualcun altro. Il protagonista è un giovane avvezzo alla violenza, che vorrebbe diventare famoso e, non riuscendoci con metodi «regolari», spaccando di botte chi gli si para davanti. Michael, il protagonista, che ha già passato in carcere più o meno i 5/6 della propria vita pur non avendo commesso omicidi, riesce comunque a vendersi ed a fare marketing di sé stesso, come testimonia lo pseudonimo scelto nel mondo dello...
voto al film: 
25 febbraio 2012 Opinione di movieman su "Bronson"
Inebrianti profumi kubrickiani. Oh yes!
voto al film: 
15 gennaio 2012 Opinione di neccolo su "Bronson"
Non avevo visto alcun film di Nicolas Winding Refn, ma ne avevo sentito parlare favorevolmente, per cui mi sono messo a vedere questo film con grande entusiasmo. Vuoi vedere che è lui il "Regista Nuovo" che aspetto da tanto tempo? Be', no. Non è lui. In 'Bronson' non c'è una idea di cinema decente che sia una. C'è, sì, qualche strizzatina d'occhio a voler far credere che si stia assistendo ad un film colto e progressista, tipo lo scherzetto dell'attore protagonista (truccato da...
voto al film: 
21 novembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Bronson"
Eccomi! Io sono tra quelli che non hanno davvero capito niente. Tapino! Trovo che questo sia l'ennesimo film da segnalare assolutamente per la propria disarmante inutilità - diamine, sta diventando un elenco infinito e, da insaziabile cinefilo, la cosa comincia a preoccuparmi seriamente -. Di solito, quando non sono troppo convinto di un film, per farmi un'idea più precisa, mi domando se, eventualmente, lo rivedrei. Be', non è propriamente questo il caso dato che sono più che persuaso...
voto al film: 
17 novembre 2011 Opinione di hank su "Bronson"
noioso e artefatto esercizio di stile di uno dei tanti e troppi registi presuntuosi in circolazione.rappresentare una storia vera o falsa che sia con questa spocchia, equivale a ridicolizzre il cinema che necessita sempre di passione e di una capacità di messa in scena che manca totalmente in questo orrendo film.attori che si dimenticano in fretta.solita recensione marchettara di film tv.
voto al film: 
14 novembre 2011 Opinione di solerosso82 su "Bronson"
Refn torna a racontarci le epopee di poveri falliti che aspirano a essere eroi. Lo Scorsese di Re per una notte (il teatrino immaginario di Pumpkin/De Niro) e il Kubrick di Arancia Meccanica (le risse al rallenty) sono dietro l'angolo, ma sarebbe troppo riduttivo e banale limitarsi a questo accostamento. Charlie, interpretato in modo viscerale da Tom Hardy, desidera entrare nella storia con la sola dote di cui dispone: la forze bruta e folle, che il carcere non fa altro che alimentare...
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31 ottobre 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "Bronson"
La voce baritonale di Scott Walker ci introduce solennemente al Mito. Bronson è un pericoloso leone in gabbia, un indomito bronzo ricoperto di sangue pronto a battersi contro tutto e tutti. La formazione, l'attitudine-vocazione alla violenza, la sublimazione della stessa da azione ad arte, la follia sottopelle. Eccessivo e provocatorio, di gran fascino. Un terzo teatro, un terzo avanguardia, un terzo cinema puro. Affinità con Kubrick nell'enigmatica fissità di certe immagini, nella...
voto al film: 
23 ottobre 2011 Opinione di zombi su "Bronson"
così come l'ultimo von trier che ci propone per certi versi il suo film come se lo vedessimo a teatro, anche refn ci offre le gesta del criminale più pericoloso d'inghilterra, raccontate da se medesimo dal palco di un teatro, applaudito da un fantomatico pubblico che lo esalta come la star che ha sempre voluto essere. e così come la DIVINE di female trouble che ambiva alla sedia elettrica come ad un oscar per i crimini commessi nella sua vita, peterson in arte charles bronson ha ricevuto...
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12 ottobre 2011 Opinione di GoonieAle su "Bronson"
Bel film, ma preferisco Drive. E' certo, ottimi attori, gran regia, bella foto, ma non lo accosterei mai ne ad Arancia Meccanica ne a Fight Club, anche perchè di altri livelli per me. Questo cos'è? Una riflessione sulla violenza? Non credo, non ha niente per far pensare questo... Sull'essere umano? Neanche...Sulla società di oggi? No. O magari sullo stato e chi vuol tenere schiacciato l'uomo su leggi e regole per tenere a bada i ribelli....mmmhhh.... Credo sia semplicemente la...
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