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Opinione di neccolo su Bronson





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15/01/2012 voto al film: voto pessimo

Sul film

Non avevo visto alcun film di Nicolas Winding Refn, ma ne avevo sentito parlare favorevolmente, per cui mi sono messo a vedere questo film con grande entusiasmo. Vuoi vedere che è lui il "Regista Nuovo" che aspetto da tanto tempo? Be', no. Non è lui. In 'Bronson' non c'è una idea di cinema decente che sia una. C'è, sì, qualche strizzatina d'occhio a voler far credere che si stia assistendo ad un film colto e progressista, tipo lo scherzetto dell'attore protagonista (truccato da pagliaccio) in proscenio a raccontare la sua storia al pubblico in platea, che potrebbe/vorrebbe citare tanti film ('Lola Montes' di Ophuls su tutti), ma dopo poco il giochino stanca, e inoltre si fa veramente fatica a capirne la funzione in un film che racconta la storia di un carcerato. Mah! Il film, come ho appena detto, racconta la storia di un carcerato. Ma non di un carcerato qualunque, no, bensì del più famoso carcerato del Regno Unito. E va bene. Peccato che non si capisca perché lo sia. A parte il vizietto di sequestrare qualche guardia ogni tanto (N.B. meglio non cominciare neanche a discutere su quanto deve essere idiota una guardia carceraria che, avendo a che fare col più famoso carcerato del Regno Unito, si perde in chiacchiere nella sua cella dandogli le spalle!), non è che questo personaggio faccia tanto. Anzi, non fa un bel niente. Anche il suo nome di battaglia, Bronson, in onore a Charles Bronson, gli viene appiccicato da altri. "Ti serve un nome d'arte", gli dice un ex compagno di galera. "Uhm... A me piacerebbe Charlton Heston." "Ma, no, è un nome da frocetto. Per te andrebbe bene Bronson, come Charles Bronson." (Dialogo liberamente reinterpretato.) Davvero faccio fatica a capire quale interesse dovrebbe suscitare questo personaggio. Uniche due note positive: 1) le scene della rivolta, con i rivoltosi incappucciati che tanto mi hanno fatto sentire la mancanza di Derek Jarman. Ma sono immagini che non aggiungono nulla e sono buttate lì alle spalle del pagliaccio; 2) i baffoni di Tom Hardy, davvero notevoli.


SI

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