I'm a Cyborg, But That's Ok (2006)
Con Su-jeong Lim, Rain, Hie-jin Choi, Byeong-ok Kim, Yong-nyeo Lee, Dal-su Oh, Ho-jeong Yu
La trama
Cha Young-goon lavora alla catena di montaggio, finché non si convince fermamente di essere un cyborg; al suo interno non ci sono organi, ma solo batterie e circuiti. Ricoverata in un ospedale psichiatrico, conosce Park Il-soon, campione in carica di ping pong e convinto di poter rubare i tratti della personalità dagli altri pazienti. Tra i due nasce un tenero sentimento, più forte della malattia.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 2009-09-17 13:41:01 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Park ci porta con atmosfere giocose e surreal-grottesche all'interno di universi paralleli, messi da parte, non compresi, ma ricchi di umanità e vitalità. Crea una sorta di commedia agrodolce, dove "i diversi" sembrano essere coloro i quali non comprendono le molteplici sensibilità della natura umana. L'ospedale psichiatrico non è un luogo di tortura (ma neppure un luogo di cura!), semmai un universo parallelo sospeso in una dimensione tra il suo essere prigione e isola/rifugio. "I camici bianchi" non sono tiranni dispotici come in "Qualcuno volò sul nido del cuculo". Semmai sono individui imprigionati nella loro "normale umanità". I cattivi stanno fuori; sono i famigliari miopi ed egosti. La famiglia genera ferite indelebili nella psiche dei propri cari.
Il giovane regista coreano mette da parte la furente violenza della sua trilogia della vendetta. O meglio, qui la violenza è soltanto immaginata e contornata da una cornice leggera. Nel reale, invece, il dramma si consuma tra le mura domestiche, insinuandosi nei meandri della psiche; anche un terribile elettroshock può diventare un modo per ricaricare le pile, più che un mezzo di tortura.
Park si conferma anche stavolta un grande regista e ci consegna una favola giocosa e anarcoide sospesa tra tinte ora sgargianti ora più neutre, ma mai fredde e tetre. La mdp si muove con eleganza concentrandosi su figure immerse in spazi dai contorni onirici. Spazi che non sono mai opprimenti, ma ampi e liberi, come ampi e liberi sono gli animi dei due protagonisti; tutt'altro che semplici sagome piatte bidimensionali.
Imperdibili i titoli di testa...."meccanici".
Inedito in Italia.
2011-10-09 22:16:38 Opinione di alan smithee su "I'm a Cyborg, But That's Ok"
Era da un po' che cercavo di recuperare una versione almeno doppiata in italiano di questa curiosa incursione, da parte del terrorizzante autore della trilogia sulla vendetta Park Chan Wook, nella commedia sofisticata. Ed infatti questo bizzarro ma interessante lungometraggio e' una sorta di commedia scatenata alla Susanna di Hawks, riletta ovviamente in salsa sanguigna e cyber-punk, condita di effetti speciali come sempre poco appariscenti ma del tutto efficaci e straordinari, scene...
voto al film: 
2009-09-17 13:41:01 Opinione di carlos brigante su "I'm a Cyborg, But That's Ok"
"I'm a cyborg but that's ok" non è un film di fantascienza. Park Chan-wook ci porta con atmosfere lievi, attraverso le vicende della giovane Young Goon e del giovane Il-Soon, all'interno di un ospedale psichiatrico. Lei crede di essere un cyborg e per questo non mangia, ma lecca batterie per ricaricarsi. Parla con le luci al neon e con la macchinetta del caffè. Lui, è un ladruncolo quasi sempre coperto da una maschera che "ruba" le capacità altrui. Park ci porta...
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