Manhunter - Frammenti di un omicidio (1986)
Con William L. Petersen, Tom Noonan, Brian Cox, Kim Greist, Dennis Farina, Joan Allen
02/05/2012
All'angolo della sua violenza, c'era un orrendo serial killer "intellettuale"
Con scaltrezza ponderatissima, di calme psicologiche, lo "accartocciai", e or sbava "illagrimato" nella sua colpa fraudolenta La psichiatria, c'ha insegnato che, per imparare a incastrare un...
di Travis Bickle 1979
La trama
Per catturare un folle assassino, un poliziotto chiede aiuto a un maniaco.
Will Graham, ex agente dell'Fbi, si è ritirato a vita privata a causa delle ossessioni mentali che gli ha procurato la caccia ad Hannibal Lecter, maniaco cannibale. Su invito di un collega decide però di tornare al lavoro. Un nuovo maniaco agisce in città, e per catturarlo Will non esita a rivolgersi allo stesso dottor Lecter, rinchiuso in prigione.
Un superbo thriller diretto dal regista di "Insider", superiore al romanzo da cui è tratto, "Drago rosso" di Thomas Harris, anche nel suo aspetto più squisitamente "letterario". Brian Cox, primo Hannibal Lecter del grande schermo, è già convincente e diabolico.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 23/11/2010 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
“Siamo della stessa razza io e te…Vuoi ritrovare il tuo fiuto? Odora te stesso!”
Manhunter è uno di quei film che hanno accelerato la trasformazione in senso post moderno della figura del serial killer, sia dal punto di vista della rappresentazione figurativa, sia dal punto di vista delle sfumature psicologiche. Possiamo definirlo un film seminale perché darà origine a tutto il filone di Hannibal (dal fortunato Il Silenzio degli Innocenti di Demme del 1993 fino al recente rifacimento Red Dragon, alquanto maldestro) e in più introduce una serie impressionante di elementi innovativi che verranno ripresi da altri autori in maniera più o meno riuscita (Lynch e Fincher su tutti).
Il primo elemento di novità sta proprio nella messa in scena: Mann predilige un’atmosfera cupa, luci notturne fotografate in maniera magistrale da Dante Spinotti (un blu elettrico nella camera da letto sul mare), macchina da presa molto mobile che a volte parte rapidamente in soggettiva (come nelle scene nel bosco o come quando ci precipitiamo contro una porta a velocità lynchiana), a volte si placa in scene al rallentatore (l’inizio alla luce della torcia elettrica, la scena del bacio traditore, il duello finale) che ben sottolineano l’importanza del particolare. Mann è talmente vicino accanto ai suoi personaggi che a volte li inquadra di sbieco, solo in parte, un pezzo del corpo. A volte sembra che la soggettiva del regista prevalga sull’azione e Mann in maniera geniale ci (si) distrae seguendo le onde del mare (uno dei soggetti paesaggistici sempre presente nei suoi film), o le nuvole nell’azzurro del cielo,o i riflessi della luce sull’acqua. Ci si accorge subito che è un film di Michael Mann proprio da questa apparente prevalenza del particolare collaterale (apparentemente insignificante, The Collateral) come quando nella scena d’amore tra il serial killer “Dente di Fata” e la ragazza cieca, la macchina da presa si sofferma su un poster astronomico appeso alla parete, lasciandosi sfuggire i due protagonisti (un modo elegante di suggerire senza mostrare). Questa maniacale tendenza al collaterale e alla distrazione in realtà sottende una ben più profonda presa di coscienza sul materiale trattato e un tentativo di spostare la narrazione in via indiretta, per analogie e traslocazioni. Quando Mann si mette a riprendere i protagonisti di spalle, entrambi fissanti punti in direzioni opposte, mentre sullo sfondo la distesa d’acqua sembra placare ogni esagerazione stilistica, vuole proprio evidenziare la totale lontananza tra due punti di vista differenti. Che ci siano il detective Will Graham o la moglie o il collega della polizia questo non importa, Mann non fa che porre un segmento non comprimibile tra i due soggetti. ESPANDI +
- negative [2]
- sufficienti [8]
- positive [62]
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28 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Un thriller di eccelsa fattura che ti tiene sulle spine dal primo all'ultimo minuto. Michael Mann è un maestro nel creare un crescendo di supense attraverso l'accurata costruzione delle singole scene. Bella anche la colonna sonora. Il personaggio di Hannibal Lecter verrà ripreso qualche anno dopo da Jonathan Demme per il suo capolavoro “Il silenzio degli innocenti”.
voto al film: 
14 novembre 2011 Opinione di Kurtisonic su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Il film infonde cospicue dosi di inquietudine e di tensione appese a un filo. Dall'inizio alla fine sarà sempre più tirato ma il filo per quanto sottile non si spezzerà. Perchè il regista, Michael Mann, controlla abilmente la materia che descrive, costruisce una scena dopo l'altra con la massima cura per il dettaglio e per mostrare un insieme da ammirare come davanti a un'opera pittorica. Già dalle prime inquadrature: tagli fotografici coraggiosi, colori saturi e palpitanti, narrazione...
voto al film: 
23 settembre 2011 Opinione di Stefano L su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Will Graham, angente FBI sospeso dal suo lavoro a causa di un trauma dovuto all'aggressione del pericoloso psicopatico Hannibal Lektor, viene nuovamente ingaggiato dalla polizia per catturare uno spietato serial killer artefice dello sterminio di due famiglie: Francis Dollarhyde. Graham quindi decide di intraprendere un rischioso metodo d'indagine, in cui, con l'aiuto di Lektor, cercherà di immedesimarsi nella mente dell'assassino per capire il criterio con cui sceglie le vittime. Mann,...
voto al film: 
11 giugno 2011 Opinione di cheftony su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
"Tu lo sai perché mi hai catturato? Perché siamo della stessa razza, io e te!" Manhunter costituisce la prima apparizione cinematografica della celebre figura del criminologo cannibale (caratteristica qui andata persa) Hannibal Lecter, poi magnificamente ripresa da Anthony Hopkins nel più notato Il silenzio degli innocenti e nei film ad esso collegati. Will Graham, agente ritiratosi nella pace familiare dopo aver catturato Hannibal Lecktor (storpiatura voluta dal...
voto al film: 
30 maggio 2011 Opinione di SaintlySinner su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Tratto da Red Dragon di Thomas Harris "Manhunter" è uno dei più bei film sui serial killer mai realizzati. La violenza è più suggerita che mostrata e ciò è un punto a favore del film che riesce a creare atmosfera e suggestione. Gran bel cast, con i volti giusti. Bellissima la colonna sonora e la scena finale sulle note di "In-a-gadda-da-vida" degli Iron Butterfly.
voto al film: 
27 novembre 2010 Opinione di Davide Schiavoni su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Facendo finta d’ignorare la deriva familiarista e la fotografia oltremodo patinata di Dante Spinotti, per il resto si può seraficamente affermare che “Manhunter” racchiude alcuni dei migliori momenti della storia del cinema. Due sono i temi portanti dell’opera di Mann: alla rappresentazione della specularità fra il “buono” sano di mente e il “cattivo” dalla psiche deviata si connette la problematica del soggetto desiderante. Quel...
voto al film: 
23 novembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
LA METAMORFOSI DEL SERIAL KILLER (ovvero il regista come assassino e il critico come detective) “Siamo della stessa razza io e te…Vuoi ritrovare il tuo fiuto? Odora te stesso!” Manhunter è uno di quei film che hanno accelerato la trasformazione in senso post moderno della figura del serial killer, sia dal punto di vista della rappresentazione figurativa, sia dal punto di vista delle sfumature psicologiche. Possiamo definirlo un film seminale...
voto al film: 
13 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Il primo, vero capitolo della saga di Hannibal (non proprio dichiarata come tale), ma in realtà potrebbe anche essere visto come un film a se stante: il leggendario Dr. Lecter viene lasciato come futile figurina di contorno, senza approfondimenti sulla sua distorta personalità e sui suoi raffinati pensieri omicidi, non si parla mai in maniera veramente diretta di ciò che faceva alle sue vittime (il fatto che se le mangiasse ad esempio, viene completamente tralasciato),...
voto al film: 
7 maggio 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Thriller d'autore, solo così si può definirlo. La mano di Mann si sente tutta, atmosfere cupe ed una colonna sonora inquietante e singolare, fanno da background ad una narrazione che rispetta perfettamente i tempi e la suspence indispensabili a confezionare un buon prodotto di genere. Per apprezzare ancor più il valore del regista basta guardare il successivo remake con Hopkins, Norton, Fiennes e Keitel, una sorta di finale di coppa campioni tra Barcellona e Chievo,...
voto al film: 
31 marzo 2010 Opinione di glm su "Manhunter - Frammenti di un omicidio"
Eccellente triller,primo capolavoro di uno dei miei registi preferiti,tratto dal romanzo " Red Dragon " di Tomas Harris e intelligentemente modificato in alcune parti la pellicola è pervasa da una tensione altissima per tutta la sua durata,la forza del film sta nel suggerire l'orrore che si cela dietro la maschera del serial killer soprannominato " Dente di Fata " infatti non vediamo mai compiersi materialmente nessun delitto,tutto è suggerito e...
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