Opinione di bradipo68 su City of Violence
Con Jae-mo Ahn, Kil-Kang Ahn, Seok-yong Jeong, Deok-hyeon Jo, Doo-hong Jung, Byeong-ok Kim, Seo-hyeong Kim, Shi-hoo Kim, Su-hyeon Kim, Beom-su Lee
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Sul film
Jiakpae( The city of violence) non è solo un film in cui la violenza drammaticamente esibita è il tratto dominante.
E'un film importante perchè viene a chiudere una sorta di circuito tra il cinema di Sergio Leone(citato a piene mani come anche Morricone), il cinema di Hong Kong.da Jackie Chan a John Woo passando per Johnnie To,il vengeance movie di Chan -wook Park(di cui Seung-wan Ryoo è stato allievo) e l'omaggio action acrobatico fatto da Tarantino con il primo Kill Bill che a sua volta citava il cinema orientale anni '70.
Una produzione di budget limitato che delle ristrettezze fa virtù( attori pagati con le percentuali degli incassi,girato in 16mm, troupe ristretta) con una storia appartenente più alla filosofia di John Woo o a quella di uno Yakuza movie che è relegata in secondo piano da una regia di tecnica abbacinante.
E' presente il classico alternarsi di violenza ultrarealistica e lirismo classico del cinema coreano,qualche sprazzo umoristico e molta malinconia.
La storia di un gruppo di amici che si ritrova dopo tanti anni per la morte di uno di loro è l'occasione per ricordare una stagione perduta della propria vita, quella in cui per i propri ideali si combatteva a testa bassa costi quel che costi.
Quella stagione è finita e con la malinconia del ricordo viene fuori la perdita dell'innocenza( relativa) di quella stagione e anche se l'amicizia come una bottiglia di liquore nascosto sotto terra è destinata a migliorare in qualità con gli anni, niente è come prima e gli amici di una volta si possono ritrovare sui versanti opposti della stessa barricata per sporche questioni di speculazione edilizia.
Ma gli amici che stanno dalla stessa parte sono disposti a combattere fino alla fine.
The city of violence è un film che ruba l'occhio con sequenze action vertiginose girate con un virtuosismo mai fine a se stesso e con un montaggio che non le soffoca,anzi conferisce loro ulteriore respiro.
La vicenda narrata appare ordinaria, è quasi maltrattata da Seung -wan Ryoo che dedica la sua attenzione alla resa scenica delle coreografie di combattimento realizzate da lui stesso e dal protagonista Doo-hong Jung, esperto di arti marziali ma a suo agio anche nella recitazione.
Gustosa la citazione de I guerrieri della notte di Walter Hill con una guerra all'ultimo colpo di mazza da baseball ed inevitabile l'effetto videogame, un quadro dietro l'altro,che conduce al duello finale che sembra una riedizione all'arma bianca dell'immortale Wild Bunch marchiato a fuoco nella memoria di ogni cinefilo.
Spicca l'assenza delle armi da fuoco in un film in cui predominano le arti marziali e i duelli all'arma bianca filmati in modo molto realistico.
Girato rigorosamente senza controfigure.
Sulla regia di Seung-wan Ryoo
regia di tecnica abbacinante
Sull'interpretazione di Doo-hong Jung
ottimo sia nelle scene action che in quelle recitate
Commenti
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25 ottobre 2011, 13:10 di kikisan
E' proprio quando incontri film apparentemente senza pretese ed al termine della visione ne sei entusiasta che benedici la - "certe volte"- esagerata ricerca di titoli alternativi; i coreani continuano sempre a sorprendermi...Ormai il grimaldello per scardinare le regole del poliziesco-action-noir lo hanno in mano loro. Bisogna a tutti i costi coniare un nuovo genere: "revenge movie coreano": questo genere deve essere assolutamente accostato ai noir americani anni 40 e 50 ed ai polar francesi. Nel caso di City of violence forse il plot è stato un po' attinto dal pur bello "Stato di grazia!" di Phil Joanou. Mi piacerebbe segnalare qualche nuovo titolo che ho visto di recente; dalla Corea "Children...": una specie di "Mermories of murder e "Zodiac" con molti lampi di originalità; "Man of vendetta"(si,si intitola proprio così) altro epocale "revenge movie". Però la palma di migliore va ad un poliziesco di Hong Kong intitolato "The Stool Pigeon"; forse meglio di "Infernal Affair". Dei 2 film coreani ci sono i sub in inglese, mentre per il cinese ci sono quelli in italiano. Ciao!
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25 ottobre 2011, 13:57 di bradipo68
Children ce l'ho da un pò ,ne ho visti i primi 10 minuti,The stool pigeon l'ho sentito nominare mentre Man of vendetta non lo conoscevo proprio.Annotati tra le prossime lavorazioni...ciao kiki!
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26 ottobre 2011, 14:30 di Marcello del Campo
"The Stool Pigeon"; forse meglio di "Infernal Affair"? - sarà forse per la quantità di cerotti che in un climax tipo artsana coprono il volto del detective occhialuto, non vedo che cos'altro possa rendere questo film madio superiore a "Infernal Affairs". Ma guardate, mica perché sono film coreani sono tutti da 4 o 5 stelle, - ne ho visto di bidoni.
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27 ottobre 2011, 11:01 di kikisan
The stool pigeon l'ho apprezzato perchè improntato sugli informatori della polizia, invece che sui "soliti infiltrati". Vengono rappresentati quasi come dei "liberi professionisti" ed i loro compensi vengono certificati come una classica "prestazione occasionale"; una specie di "precariato" per film noir...Le crisi di coscienza del detective occhialuto sono un po' scontate e la sua storia melò parallela è un po' posticcia. La violenza è molto cruda e poco stilizzata (non ci sono colpi di arti marziali); l'inseguimento a piedi nel finale, culminante con la mattanza presso il magazzino di sedie è girato con maestria e originalità. Sul fatto che non tutti i film coreani siano belli...è vero! Ho visto delle vere e proprie ciofeche che ho interrotto dopo 10 minuti...però dai...la media di buoni film è abbastanza alta. Certe volte mi lascio andare a facili entusiasmi, poi a mente fredda ritorno un po' sui miei passi...Magari parlo di film solo decenti, usando iperboli; ma il mio intento è solo quello di poter condividere le mie impressioni con altri spettatori (molto pochi per la verità). Un saluto ad Emidio e Lorenzo
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27 ottobre 2011, 13:19 di bradipo68
Anche io che sono meno esperto di voi di cinema orientale ne becco di ciofeche giapponesi o coreane di cui non mi viene da parlare. Però nella mia ricerca sono facilitato dalle vostre indicazioni, da quelle di altri cultori (Pazuzu,graffiodiluna per esempio) o da animali da festival(Mathiasparrow) oltre che da ottimi siti specializzati che mi illuminano su molti film e autori.Purtroppo il brutto sta da tutte le parti.The stool pigeon non l'ho visto ma credo che il vostro parere diverso sia un ottimo stimolo per vederlo il prima possibile.Un saluto a tutti.
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16 dicembre 2011, 01:18 di Marcello del Campo
Ciao. Non ho tempo di scrivere recensioni. Aspetto la tua sull'ultimo film di Seung-wan Ryoo [The Injust ( Bu-dang-geo-rae)]: non mi ha entusiasmato, manca nel database, per me è ***. A presto.
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16 dicembre 2011, 07:20 di bradipo68
Ciao.Allora nel database C'è The Unjust ma per il solito casino dei nomi coreani naturalmente sembra che è di un altro regista.L'ho pure opinato e gli ho dato 4 stelle.L'ho trovato molto americano,magari anche derivativo ma secondo me è un film che cresce col passare dei minuti.Nulla di originale ma assolutamente ben fatto.E comunque pure io sono stato indeciso se dargli 3 o 4 stelle...probabilmente andavano meglio le 3 e mezzo...Un saluto.
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16 dicembre 2011, 08:50 di Marcello del Campo
Non è il database che fa casino, Seung-wan Ryoo è il nome del regista [anche in IMDb], - ho commesso io un errore nello scrivere il titolo del film nel "cerca". Tra l'altro avevo letto la tua opinione e data l'utilità. Sì, tre stellette e mezzo sono giuste. Il plot è noto, lo score riprende il jazz urbano dei film anni Settanta, interpreti che urlano eccessivamente [insostenibili il procuratore occhialuto], bravo il protagonista, insomma un film derivativo ma tutto sommato buono. ciao.
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