Il concerto (2009)
Con Aleksei Guskov, Mélanie Laurent, Dmitri Nazarov, Valeri Barinov, François Berléand, Miou-Miou, Lionel Abelanski, Jacqueline Bisset, Laurent Bateau
La trama
Durante il periodo dei Soviet, un osannato direttore d'orchestra del Bolshoi di Mosca viene allontanato per essersi rifiutato di licenziare i musicisti ebrei. Venticinque anni dopo l'uomo lavora ancora in teatro come custode e aiuta la moglie a movimentare finte manifestazioni d'orgoglio ex comunista. Un giorno intercetta un invito per il teatro Chatelet di Parigi e decide di riscattarsi dalle umiliazioni con l'inganno, accettando l'ingaggio al posto dell'orchestra ufficiale. Riunisce così i vecchi compagni di concerto e qualche improbabile new entry.
La tentazione di un colpo gobbo per ritrovare l’occasione perduta e riannodare i fili di una storia collettiva e privata (l’ottima Mélanie Laurent ne è l’inconsapevole centro) ci offre una commedia dolce e grottesca, a volte eccessiva (ma quando Mihaileanu non lo è?) in cui le debolezze umane, l’autoironia scorretta, etica ed etnica, la risata amara sono la cifra stilistica. La macchina da presa dà il meglio nel concerto finale e nella diaspora parigina di un’orchestra tanto scalcagnata quanto romantica.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 5/2010
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 13/05/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
L’incontro-scontro con i francesi, zimbelli rigorosi e precisi, sapientoni che paiono avere una scopa su per il culo e che vengono presi in giro più volte dall’inventiva di Radu Mihaileanu, è un apprezzabile momento di euforica ironia. Il regista rumeno, grazie all’abile mutamento dei toni, ci fa ammirare la nobile carenza della condizione umana attraverso uno humour graffiante e caotico, con in più uno spirito nomade e goliardico, senza che il suo lavoro rimanga privo di coerenza. Il gruppo misto che cerca di avere l’aspetto e il comportamento di musicisti professionisti è semplicemente esilarante. “Il concerto” diventa ben presto un elegiaco antidoto all’angoscia esistenziale contemporanea e, facendo leva su quelle contraddizioni culturali che altrove sarebbero state disgreganti, ispira indulgenza e un’insolita concordia.
L’ultima mezz’ora è straordinaria per coinvolgimento emotivo. Il Concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky è un connubio perfetto di strumenti e un improvviso incontro di anime mute, comunicanti attraverso la musica. E’ la scoperta di un passato tenuto nascosto dalla protervia della Storia: tra la forza esplosiva dell’orchestra e la malinconia del violino di Anne-Marie (una lodevole Mélanie Laurent) si compie un atto d’amore supremo, un dono vitale inatteso e gioioso, la ricomposizione di un sogno e di una bacchetta spezzati, il perfezionamento di un notevole racconto allegorico.
- negative [3]
- sufficienti [14]
- positive [69]
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3 aprile 2012 Opinione di luisasalvi su "Il concerto"
Brežnev diffidava in particolare degli ebrei che spesso si erano espressi su questioni sensibili e avevano parenti all'estero in grado di diffondere le loro idee. È per questo che Brežnev ha scacciato i musicisti ebrei dall'orchestra del Bolchoj, insieme ai russi che li hanno difesi. Allo stesso modo, il regime temeva i gitani, e le minoranze in genere, che non si sommettevano alla sua autorità. Di fatto i gitani non hanno mai obbedito agli ordini in alcun paese: sono gli esseri umani...
voto al film: 
22 marzo 2012 Opinione di ZioMaro su "Il concerto"
Andrei Filipov (Aleksei Guskov) era l'affermato direttore d'orchestra del leggendario teatro Bolshoi di Mosca, oggi invece è uomo delle pulizie nello stesso teatro, che non ha perso la sua ispirazione musicale ma può solo sognare di dirigere quando gli orchestrali sono in prova. Epurato dal teatro assieme ai musicisti ebrei all'epoca dello stato burocratico di Breznev, la sua bacchetta è stata spezzata molti anni fa proprio durante un concerto, ferita nell'orgoglio personale e nell'ideale...
voto al film: 
4 marzo 2012 Opinione di liganov su "Il concerto"
Bella commedia intelligente e ben raccontata, con un finale in crescendo. Storia d'amore per la musica, dove con lievità ed ironia si racconta la vicenda di un gruppo di musicisti epurati dal vecchio regime sovietico, che trovano per caso un'occasione di riscatto. Parabola della trasformazione della Russia, il racconto non è mai banale e offre diversi spunti d'interesse. Trascinante e commovente.
voto al film: 
26 febbraio 2012 Opinione di ethan su "Il concerto"
Radu Mihaileanu dirige un altro bel film dopo 'Train de vie': questa volta il tema dell'antisemitismo è toccato trasversalmente, dato che, in pratica, è la causa scatenante di tutte le azioni dei protagonisti. Il tema portante è la satira nei confronti del regime sovietico ai tempi di Breznev, attraverso la storia di un ex direttore d'orchestra che, grazie ad un espediente, riuscirà a coronare il sogno di dirigere in un prestigioso teatro parigino e a porre luce sulle vicende...
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15 dicembre 2011 Opinione di bellahenry su "Il concerto"
bello,divertente,accattivante e originale, c'è tutto in questo film particolare molto piu francese di quanto l'etichetta dica. le uniche 2 pecche sono i russi che parlano con l'accento russa,pessima abitudine dei nostri doppiatori che speravo fosse caduta in disuso, e lìeccessivo e superfluo lato sentimentale finale. per il resto tutto super!
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25 ottobre 2011 Opinione di ezio su "Il concerto"
L'idea di una orchestra messa in piedi in pochi giorni,visto che era una storia vera puo' essere credibile.Il fatto poi che esegua un concerto impeccabile senza aver mai provato lo e' un po' meno.Nulla toglie che commedia e dramma si fondano assai bene verso un finale altamente emozionante e commovente.
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27 settembre 2011 Opinione di rascaluca su "Il concerto"
Perfetto esempio di come trattare temi profondi confezionando il tutto in commedia. Il gruppo di attori è assolutamente azzeccato. Da musicista vi assicuro che la sensazione di naturalezza nella parte data dagli interpreti è ottima. L'esagerazione dell'accento russo nel doppiaggio in fondo è funzionale per dicotomizzare i momenti di dialogo tra loro e l'esterno. In fondo dona un ulteriore tocco grottesto al film, che si muove tra favola e realtà.
voto al film: 
11 agosto 2011 Opinione di tobanis su "Il concerto"
Film bello, che parte tra il comico e il grottesco, poi vira inaspettatamente verso il drammatico, se non tragico, ma con una profondità e intelligenza insospettabili, data la prima mezz’ora. Un film che insomma cresce, con questi musicisti decisi a farsi scambiare per altri, per potere fare dopo 30 anni un concerto assieme, e a Parigi. Film che alla fine ti lascia un po’ di sasso, tanto è bello, perché all’inizio, con questi russi doppiati male...
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13 maggio 2011 Opinione di PompiereFI su "Il concerto"
Mosca, ai giorni nostri. Il Partito Comunista ha consensi sempre più bassi ed è in cerca di comparse per i suoi comizi improntati su ideologie muffite. I mafiosi russi si danno battaglia su un territorio inconsueto, e pretendono di avere successo in base al numero di invitati ai matrimoni dei loro figli, nuovi rappresentanti di un potere vizioso. Serve sempre qualcuno che si presenti al posto (o in mancanza) di un altro. E allora perché non approfittare di un...
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10 maggio 2011 Opinione di illupobora2 su "Il concerto"
Grande film con ottime interpretazioni specialmente di valery Barinov nei panni di Ivan Gavrilov.Rappresenta bene il comunista che ama la giustizia,ma che in fondo crede e prega inDio
voto al film: 
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