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Il concerto (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il concerto: presente
Ritmo ritmo in Il concerto: presente
Impegno impegno in Il concerto: forte
Tensione tensione in Il concerto: minimo
Erotismo erotismo in Il concerto: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il concerto

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4 5 146
Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il concerto (voti: 146 media: 4,01) 146

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La trama

Durante il periodo dei Soviet, un osannato direttore d'orchestra del Bolshoi di Mosca viene allontanato per essersi rifiutato di licenziare i musicisti ebrei. Venticinque anni dopo l'uomo lavora ancora in teatro come custode e aiuta la moglie a movimentare finte manifestazioni d'orgoglio ex comunista. Un giorno intercetta un invito per il teatro Chatelet di Parigi e decide di riscattarsi dalle umiliazioni con l'inganno, accettando l'ingaggio al posto dell'orchestra ufficiale. Riunisce così i vecchi compagni di concerto e qualche improbabile new entry.

La tentazione di un colpo gobbo per ritrovare l’occasione perduta e riannodare i fili di una storia collettiva e privata (l’ottima Mélanie Laurent ne è l’inconsapevole centro) ci offre una commedia dolce e grottesca, a volte eccessiva (ma quando Mihaileanu non lo è?) in cui le debolezze umane, l’autoironia scorretta, etica ed etnica, la risata amara sono la cifra stilistica. La macchina da presa dà il meglio nel concerto finale e nella diaspora parigina di un’orchestra tanto scalcagnata quanto romantica.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 5/2010

Raccontare la storia di un Giusto, anche quando la persecuzione è rossa e russa, si può. E si deve. Così come non si deve rievocare la cupa leggenda di Stalin per ricordare l’orrore, basta ritornare alla burocrazia del dolore e del razzismo di Stato di Brežnev. Puoi e devi se hai il talento di Radu Mihaileanu e ti dedichi da sempre al cinema delle diaspore, ai lati dolorosi e grotteschi dell’antisemitismo sistematico (Train de vie e Il concerto, appunto) senza la paura di guardarsi dentro (Vai e vivrai, la meglio gioventù d’Israele). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 2011-05-13 16:36:30 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Mosca, ai giorni nostri. Il Partito Comunista ha consensi sempre più bassi ed è in cerca di comparse per i suoi comizi improntati su ideologie muffite. I mafiosi russi si danno battaglia su un territorio inconsueto, e pretendono di avere successo in base al numero di invitati ai matrimoni dei loro figli, nuovi rappresentanti di un potere vizioso. Serve sempre qualcuno che si presenti al posto (o in mancanza) di un altro. E allora perché non approfittare di un invito del teatro Châtelet di Parigi per un concerto nella capitale francese ed ergersi sul podio in sostituzione di un’orchestra americana? E’ ciò a cui pensa Andrei (interpretato da un vibrante Alexei Guskov), l’ex direttore d’orchestra del Bolshoi, ridotto a fare le pulizie dopo un passato di repressione da parte dei sostenitori di Brežnev. Inizia così un reclutamento affrettato tra i vecchi musicisti ebrei, ma i tempi non sono più gli stessi. Trent’anni son passati in fretta, a qualcuno trema le mani e pensa che Parigi si sia convertita all’ebraismo, un altro si è fissato con i film a luci rosse, c’è chi lavora tra i banchi del mercato, chi fa il tassista o il guardiano: chissà se in loro è rimasta la confidenza con gli strumenti musicali e se ricordano ancora la tecnica per poterli usare?
L’incontro-scontro con i francesi, zimbelli rigorosi e precisi, sapientoni che paiono avere una scopa su per il culo e che vengono presi in giro più volte dall’inventiva di Radu Mihaileanu, è un apprezzabile momento di euforica ironia. Il regista rumeno, grazie all’abile mutamento dei toni, ci fa ammirare la nobile carenza della condizione umana attraverso uno humour graffiante e caotico, con in più uno spirito nomade e goliardico, senza che il suo lavoro rimanga privo di coerenza. Il gruppo misto che cerca di avere l’aspetto e il comportamento di musicisti professionisti è semplicemente esilarante. “Il concerto” diventa ben presto un elegiaco antidoto all’angoscia esistenziale contemporanea e, facendo leva su quelle contraddizioni culturali che altrove sarebbero state disgreganti, ispira indulgenza e un’insolita concordia.
L’ultima mezz’ora è straordinaria per coinvolgimento emotivo. Il Concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky è un connubio perfetto di strumenti e un improvviso incontro di anime mute, comunicanti attraverso la musica. E’ la scoperta di un passato tenuto nascosto dalla protervia della Storia: tra la forza esplosiva dell’orchestra e la malinconia del violino di Anne-Marie (una lodevole Mélanie Laurent) si compie un atto d’amore supremo, un dono vitale inatteso e gioioso, la ricomposizione di un sogno e di una bacchetta spezzati, il perfezionamento di un notevole racconto allegorico.
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SI

Opinioni su Il concerto


2011-12-15 16:49:40 Opinione di bellahenry su "Il concerto"
bellahenry

bello,divertente,accattivante e originale, c'è tutto in questo film particolare molto piu francese di quanto l'etichetta dica. le uniche 2 pecche sono i russi che parlano con l'accento russa,pessima abitudine dei nostri doppiatori che speravo fosse caduta in disuso, e lìeccessivo e superfluo lato sentimentale finale. per il resto tutto super!

voto al film: bellahenry assegna il voto buono a Il concerto (2009)


2011-10-25 15:36:49 Opinione di ezio su "Il concerto"
ezio

L'idea di una orchestra messa in piedi in pochi giorni,visto che era una storia vera puo' essere credibile.Il fatto poi che esegua un concerto impeccabile senza aver mai provato lo e' un po' meno.Nulla toglie che commedia e dramma si fondano assai bene verso un finale altamente emozionante e commovente.

voto al film: ezio assegna il voto sufficiente a Il concerto (2009)



2011-09-27 17:05:58 Opinione di rascaluca su "Il concerto"
rascaluca

Perfetto esempio di come trattare temi profondi confezionando il tutto in commedia. Il gruppo di attori è assolutamente azzeccato. Da musicista vi assicuro che la sensazione di naturalezza nella parte data dagli interpreti è ottima. L'esagerazione dell'accento russo nel doppiaggio in fondo è funzionale per dicotomizzare i momenti di dialogo tra loro e l'esterno. In fondo dona un ulteriore tocco grottesto al film, che si muove tra favola e realtà.

voto al film: rascaluca assegna il voto buono a Il concerto (2009)

nessun commento
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2011-08-11 16:35:54 Opinione di tobanis su "Il concerto"
tobanis

Film bello, che parte tra il comico e il grottesco, poi vira inaspettatamente verso il drammatico, se non tragico, ma con una profondità e intelligenza insospettabili, data la prima mezz’ora. Un film che insomma cresce, con questi musicisti decisi a farsi scambiare per altri, per potere fare dopo 30 anni un concerto assieme, e a Parigi. Film che alla fine ti lascia un po’ di sasso, tanto è bello, perché all’inizio, con questi russi doppiati male...

voto al film: tobanis assegna il voto ottimo a Il concerto (2009)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


2011-05-13 16:36:30 Opinione di PompiereFI su "Il concerto"
PompiereFI

Mosca, ai giorni nostri. Il Partito Comunista ha consensi sempre più bassi ed è in cerca di comparse per i suoi comizi improntati su ideologie muffite. I mafiosi russi si danno battaglia su un territorio inconsueto, e pretendono di avere successo in base al numero di invitati ai matrimoni dei loro figli, nuovi rappresentanti di un potere vizioso. Serve sempre qualcuno che si presenti al posto (o in mancanza) di un altro. E allora perché non approfittare di un...

voto al film: PompiereFI assegna il voto buono a Il concerto (2009)

nessun commento
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2011-05-10 21:14:37 Opinione di illupobora2 su "Il concerto"
illupobora2

Grande film con ottime interpretazioni specialmente di valery Barinov nei panni di Ivan Gavrilov.Rappresenta bene il comunista che ama la giustizia,ma che in fondo crede e prega inDio

voto al film: illupobora2 assegna il voto ottimo a Il concerto (2009)



2011-04-10 14:55:25 Opinione di michel su "Il concerto"
michel

LA DOPPIA VITA DI NINOTCHKA Un grande direttore d'orchestra, lontano dal podio da quando, trent'anni prima, venne purgato da Breznev, intercetta un invito al Théâtre du Châtelet di Parigi indirizzato al Bolshoi. Un lampo di fosforo ed eccolo in volo per la Francia con ciò che resta della sua vecchia formazione. Appena atterrata l'orchestra Brancaleone si disperde in mille attività semi-clandestine, ma c'è da scommettere che nel momento...

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a Il concerto (2009)

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2011-04-10 13:30:12 Opinione di Indy68 su "Il concerto"
Indy68

Durante una prova dell’orchestra del Bolscioi, un addetto alle pulizie (Aleksei Guskov) ascolta trasognato l’esecuzione mimando la direzione del concerto. E’ lui in effetti il vecchio talentuoso direttore Andrei Filipov, esautorato dalla politica persecutoria antisemita di Breznev. Questa storia è il suo sogno: il sogno di un riscatto totale dalle sventure, di un ricongiungimento con un destino giusto perché meritato, la realizzazione della sua...

voto al film: Indy68 assegna il voto buono a Il concerto (2009)

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2011-01-04 14:32:23 Opinione di ALCHEMILLA su "Il concerto"
ALCHEMILLA

Emozione: la musica del concerto finale mi ha portato alle lacrime per quanto fosse emozionante!

voto al film: ALCHEMILLA assegna il voto ottimo a Il concerto (2009)


2011-01-01 22:18:04 Opinione di supadany su "Il concerto"
supadany

VOTO : 7. Emozioni e divertimento rappresentano ormai il collaudato marchio di fabbrica per il regista romeno che riesce qui a realizzare un prodotto semplice e diretto, a tratti squinternato ed eccessivo, ma anche decisamente vivo ed umano nei comportamenti. Un ex direttore d’orchestra russo, ormai relegato alle pulizie, ha l’occasione di rivalsa dopo anni di anonimato quando legge un fax, contenente un invito, dalla Francia, destinato al Bolshoi, per un concerto; con...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Il concerto (2009)

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