Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

La clef (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La clef: assente
Ritmo ritmo in La clef: assente
Impegno impegno in La clef: assente
Tensione tensione in La clef: assente
Erotismo erotismo in La clef: assente

Il voto di FilmTV

Questo film non ha ancora ricevuto un voto.

Il voto degli utenti

Questo film non ha ancora ricevuto un voto.
Vuoi iniziare tu?

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina non disponibile

La trama

Dicembre 1975: il commissario di polizia Michèle Varin e il collega Larue indagano sull’omicidio di Richard De Voll, antiquario e trafficante di droga bruciato vivo nel suo letto con un lanciafiamme. Ottobre 2007: Eric Vincent, trentaduenne poco propenso ad avere figli, non ha mai conosciuto i genitori, ma un giorno è raggiunto telefonicamente da un certo Joseph Arp, che lo contatta per consegnargli le ceneri del padre. François Manéri, investigatore privato malato di un cancro in espansione, ha bisogno di trovare il più rapidamente possibile la figlia Cécile con cui ha interrotto ogni rapporto: soltanto lei, grazie a un trapianto, potrà salvarlo da morte certa. All’apparenza irrelate, le tre storie si riveleranno intimamente connesse. 

L'opinione più recente

Di joseba scritta il 20/10/2009

Voto al film: voto buono

Trilogie policière, ultimo atto. Dei tre polar girati da Guillaume Nicloux tra il 2002 e il 2007, La Clef è senza dubbio il più articolato e stratificato: proliferano i personaggi, raddoppiano i piani temporali e i temi complementari della filiazione, della paternità e della maternità si specchiano ininterrottamente. La mancanza e il vuoto che pungevano i protagonisti dei due film precedenti, spronandoli all’azione (Une Affaire privée) o guidandoli alla guarigione (Cette femme-là), qui si inaspriscono in irrimediabile assenza e in irrecuperabile rifiuto, divenendo fattori d’inibizione (la riluttanza alla procreazione di Eric) o agenti patogeni veri e propri (il cancro di Manéri, emblematicamente arginabile solo grazie un trapianto dalla figlia). La scellerata irresponsabilità dei padri, l’incolpevole fragilità dei figli e la dolorosa impotenza delle madri sono dunque i fili tematici che ne La Clef si intrecciano fittamente andando a comporre un arazzo imbrattato di sangue, follia e morte. Ma anche intessuto di umanità, speranza e amore: squarci di vitalità che lo strappano alla sterilità della rassegnazione e alla passività del disfattismo.

L’universo narrativo di Nicloux è dichiaratamente olistico: se in Une Affaire privée una ragazza incontrata in un locale notturno da Manéri accennava all’“effetto farfalla” sostenendo il profondo legame fra il singolo e il tutto, Cette femme-là era improntato a un concetto analogo ascoltato da Michèle alla radio e ribadito alla fine dei titoli di coda: “una strada inizia esattamente là dove finisce”. Con La Clef l’idea dell’interdipendenza reciproca è portata alle estreme conseguenze: non soltanto il commissario Varin discute di universi paralleli e di concetti unificanti col collega Larue (Gilles Cohen), ma è la stessa costruzione filmica a oggettivare limpidamente l’interconnessione di fatti ed eventi in apparenza irrelati. Tempi, spazi ed accadimenti distanti tra loro influiscono reciprocamente gli uni sugli altri (non a caso Nicloux ha parlato di “cascade evénementielle”), finendo per riunire ciò che sembrava separato (l’indagine del commissario Varin e gli interrogativi sulla paternità di Eric) e ricongiungere ciò che pareva disgiunto (la disperata ricerca della figlia di Manéri e i loschi traffici di Joseph Arp). Una partitura filmica che rifugge dallo scioglimento didascalico (la soluzione del caso poliziesco) per spostare l’armonia ad un livello superiore, quello dell’arrangiamento strutturale.

Sbarazzatosi di ogni debito nei confronti dei modelli d’ispirazione (il noir neohollywoodiano e melvilliano in Une Affaire privée; il thriller psicologico americano anni ‘90 in Cette femme-là), Nicloux può finalmente attingere alle origini del proprio cinema, tornando a una tecnica di ripresa più leggera e diretta (simile a quella dei suoi primi film). ESPANDI +
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su La clef


20 ottobre 2009 Opinione di joseba su "La clef"
joseba

Trilogie policière, ultimo atto. Dei tre polar girati da Guillaume Nicloux tra il 2002 e il 2007, La Clef è senza dubbio il più articolato e stratificato: proliferano i personaggi, raddoppiano i piani temporali e i temi complementari della filiazione, della paternità e della maternità si specchiano ininterrottamente. La mancanza e il vuoto che pungevano i protagonisti dei due film precedenti, spronandoli all’azione (Une Affaire privée) o...

voto al film: joseba assegna il voto buono a La clef  (2007)



scrivi la tua opinione su La clef


Voti a La clef



login

hai dimenticato la password?