Opinione di omero sala su La prima linea
Con Michele Alhaique, Francesca Cuttica, Awa Ly, Lucia Mascino, Giovanna Mezzogiorno, Fabrizio Rongione, Riccardo Scamarcio, Daniela Tusa
- negative [5]
- sufficienti [7]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Il film è curioso, sia per chi non sa nulla degli anni di piombo, sia per chi ha bisogno di uno sbrigativo ripasso per ricordarli; ma se sotto certi aspetti appare interessante, nella sostanza è piuttosto inconsistente.
Per promuoverlo e sostenerlo (prima dell’oblio e del prossimo ripescaggio televisivo, che sarà accompagnato da servizi, interviste, ricostruzioni, dibattiti e battages), è stata allestita la vetrina con il piacioso Scamarcio e la amata Mezzogiorno (belli e dannati), sono state assecondate le polemiche attorno al rischio di apologia (se ne parli, anche male, purché se ne parli), si sono sbandierate la eroica rinuncia alle sovvenzioni statali (provocata, è bene ricordarlo, dalla idiozia pura di un “ministro” che è tale, e cioè servitore, nel senso letterale del termine) e la prudente presa di distanza dell’autore terrorista redento (la quale fa bene al film e non fa male al libro).
Anche la confezione è furba: il film apre infatti con immagini agghiaccianti che hanno il potere di raggelare tutto il film, solletica la curiosità degli spettatori attorno alle misteriose abitudini dei terroristi clandestini (alloggi, spostamenti, contatti, …), mostra l’ottusa crudeltà degli assassini che si muovono spettrali e smarriti come automi inconsapevoli (e, in definitiva, sono certamente dei criminali ma appaiono anche dei poveri cristi depressi e angosciati) e suscita facili emozioni aprendo spiragli sugli affetti dei brigatisti ante-conversione (vedi il dialogo-scontro di Scamarcio con l’amico barista, la sua affranta cena in famiglia, la infelice telefonata interrotta della Mezzogiorno con la madre).
Buono per la tv, insomma.
Sull'interpretazione di Riccardo Scamarcio
Gli attori sono giustamente sobri, ma questa sobrietà sarebbe stata più convincente se il regista ed i produttori avessero scelto protagonisti meno vistosi (… ma come si fa a rinunciare ai “richiami”?!).
Scamarcio si mostra troppo compreso a sostenere la parte del cattivo che però sembra consapevole di avere qualche ragione per esserlo e, soprattutto, pare che già sappia – anche mentre spara – che verrà un giorno in cui avrà modo di pentirsi e di dedicarsi a riscattanti opere di bene.
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