Natale a Beverly Hills - La recensione di FilmTv
Con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Michelle Hunziker, Michela Quattrociocche, Candace Kita, Gianmarco Tognazzi, Amanda Van Annan, Chris Gann, Massimo Ghini, Vittorio Emanuele Propizio
La recensione di FilmTv
C’è un Christian De Sica in forma, nell’ultimo cinepanettone. Scorretto e piacione, come ci piace, volgare e burino. All’aeroporto intercetta l’ex moglie Sabrina Ferilli in partenza per le vacanze con la famiglia, e per salvarsi da un ricatto è costretto a spacciarsi per missionario laico in Angola. «Ma vaffangola», si sente dire. Sotto l’ascella ha una foresta nera: «È una voglia di fregna!», urla. Finisce ammanettato alla spalliera del letto, dopo un’avventura con due prostitute e con Massimo Ghini, che tiene botta, sia nelle battute che nelle gag visive. Detto questo, non si capisce allora perché Aurelio De Laurentiis continui a nascondere il film, prima del lancio, negando l’anteprima ai giornalisti, a cui semmai toccano i salti mortali per trovare qualcosa di cui (s)parlare. Dev’essere scaramanzia, quella di De Laurentiis, perché anche il 26esimo Vacanze di Natale si ripete in fotocopia, con i guazzabugli da avanspettacolo, la caciara coatta parolacciara, l’immancabile scena con la cacca. Per dire che non ci sono novità, ma anche che per fortuna non è ancora tempo per un nuovo corso simil-televisivo, ripulito: insomma, si paga per lo spettacolo promesso in locandina. Diventa semmai sempre meno importante la location, fatta eccezione per qualche scorcio natalizio posticcio, tanto che la scena californiana potrebbe essere Fregene a Ferragosto e non cambierebbe niente. Rispetto ai due anni precedenti (in crociera e a Rio) ci si annoia meno, senza l’incombenza del product placement. E perché allo spaesato De Luigi subentra la verve di Gassman e Tognazzi: la coppia di Teste di cocco, come dal titolo dell’ultimo film che li aveva visti insieme, dieci anni fa, è allegramente impegnata a ricalcare tutta una galleria di tic e manie, frizzi e lazzi dei rispettivi grandi padri. Pazienza se il loro episodio, in cui si contendono la Hunziker, è una debolissima pochade di corna e malintesi. È cinema artigianale (la fotografia è di Daniele Massaccesi, figlio di Joe D’Amato), popolare come una sagra della porchetta. Per questo anche indigesto.
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