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Simon Konianski (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Simon Konianski: forte
Ritmo ritmo in Simon Konianski: presente
Impegno impegno in Simon Konianski: forte
Tensione tensione in Simon Konianski: minimo
Erotismo erotismo in Simon Konianski: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Simon Konianski

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Simon Konianski (voti: 22 media: 3,41) 22

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La trama

A 35 anni suonati, Simon, torna a vivere con suo padre, reduce dai lager. I due si rendono la vita impossibile, ma quando suo padre muore, Simon decide di esaudire le sue ultime volontà: essere sepolto nel villaggio in cui è nato. Ne scaturisce un road-movie inedito in cui Simon, insieme al figlioletto, copre un tracciato picaresco e comico accompagnato dal fantasma conviviale del padre e una serie di personaggi da fumetto pop. 

Un cinema della diaspora generazionale e religiosa che si fa geografica, quello che ha Dani Levy e quel geniaccio di Moni Ovadia come alfieri. È il binario parallelo di un cinema israeliano in grande salute, che riflette (su) se stesso con dialoghi al vetriolo e un’autoironia spiazzante.

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 14/2010

Da Louise-Michel a Simon Konianski, ecco lo stile Fandango: originale, politicamente scorretto, raffinato e popolare. Simon Konianski (Jonathan Zaccaï, da applausi), è un ebreo ateo e filopalestinese. Ed è il protagonista di un ritratto di famiglia on the road di tre generazioni di ebraismo: quella dei lager, quella del pacifismo laico e dell’Israele terra promessa e non mantenuta, e quella di un bimbo con una mamma “goy” (non ebrea). Il pretesto del viaggio è che papà Konianski (Popeck, incontenibile anche da morto) nelle sue ultime memorie ha chiesto all’(in)dolente Simon un viaggio in Ucraina per seppellire clandestinamente la sua salma accanto al primo amore Sarah e non con la moglie. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di supadany scritta il 29/06/2011 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

VOTO : 6/7.
Di road movie siamo abituati a vederne tanti, ma questo, seppur lo sia solo in parte (intendo road movie), riesce a trovare la sua ragion d’essere grazie ad una serie di scelte davvero felici, in grado di rendere gradevole lo spettacolo con alcune punte di divertimento davvero notevoli.
Simon (Jonathan Zaccai) è una sorta di bamboccione, sicuramente non è proprio fortunatissimo, infatti è costretto a tornare a casa del padre (Popeck), senza lavoro, dopo che la sua donna l’ha lasciato per un ballerino di colore.
Il rapporto padre-figlio è abbastanza turbolento, l’anziano, profondamente legato alle sue origini ebraiche, cerca di trovargli una sistemazione, ma purtroppo il suo tempo sulla terra è agli sgoccioli.
Così, quando morirà, Simon si impegnerà a portare il suo cadavere in Ucraina per seppellirlo a fianco della sua prima donna amata.
Il viaggio attraverso l’Europa, con figlioletto e zii a carico, prevederà più di un imprevisto.
“Simon Konianski” poteva essere tranquillamente “solo” un film nella norma, date le linee guida della storia, ma invece è qualcosa di più, grazie ad una serie di trovate che l’arricchiscono continuamente.
Intanto parte assolutamente in altro modo (infatti il viaggio comincia poco prima della metà), mettendo in scena il personaggio di Simon e soprattutto il suo rapporto col padre che ben rappresenta le differenze tra vecchio e nuovo, tra tradizioni e spirito odierno, e solo successivamente parte lo scombinato viaggio.
E lungo tutta la pellicola troviamo alcuni spezzoni decisamente fantasiosi, passando dalla mente di Simon, che immagina l’ex compagna e il suo boy di colore realizzare diverse posizioni del kamasutra, alle comparsate dello spirito del padre lungo il viaggio, più tutta una serie di piccoli riquadri che colorano la storia (in parte si può dire in tutti i sensi, visti alcuni ambienti), strappando risate decise e provocando una discreta libidine cinefila.
E non manca nemmeno un attimo di serietà quando Simon e figlio si trovano a passare di fronte al lager dove l’anziano era stato imprigionato.
Bravi gli attori, spassosa la rappresentazione del nucleo ebreo (vedi anche lo zio che ha ancora paura di essere pedinato da spie tedesche), il tutto condito da un’irriverenza di fondo che ci sta benissimo.
Infine è gagliarda la colonna sonora, elettrizzante, ma anche ottimamente abbinata alle immagini (questo fino ai titoli di coda compresi), insomma non solo messa lì tanto per starci.
Dunque “Simon Konianski” non ha i crismi del grande film in senso stretto, ma possiede tante piccole cose in grado di farlo apprezzare.
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SI

Opinioni su Simon Konianski


29 giugno 2011 Opinione di supadany su "Simon Konianski"
supadany

VOTO : 6/7. Di road movie siamo abituati a vederne tanti, ma questo, seppur lo sia solo in parte (intendo road movie), riesce a trovare la sua ragion d’essere grazie ad una serie di scelte davvero felici, in grado di rendere gradevole lo spettacolo con alcune punte di divertimento davvero notevoli. Simon (Jonathan Zaccai) è una sorta di bamboccione, sicuramente non è proprio fortunatissimo, infatti è costretto a tornare a casa del padre (Popeck), senza lavoro,...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Simon Konianski (2009)

nessun commento
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6 novembre 2010 Opinione di Winnie dei pooh su "Simon Konianski"
Winnie dei pooh

Tanto per cambiare, non riesco a comprende tutto questo entusiasmo di critica e pubblico per un filmettino così poco significante e significativo. Apprezzabile la figura dell'ebreo filo-palestinese (sarebbe pure ora che almeno le nuove generazioni ci arrivassero) e la usuale - doverosissima, sacrosanta e sempre utile - memoria/denuncia dell'olocausto ma, a parte questo, il film non ha neppure lontanamente lo spessore e la poetica di Ogni cosa è illuminata (da tanti giustamente...

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto mediocre a Simon Konianski  (2009)



23 luglio 2010 Opinione di Utente rimosso (andreona) su "Simon Konianski"
Utente rimosso (andreona)

Simon Konianski è un trentacinquenne disoccupato con una laurea in filosofia e poca voglia di lavorare. Dopo la separazione dalla madre di suo figlio, una ballerina spagnola di cui è ancora innamorato, Simon è costretto a  trasferirsi provvisoriamente a casa del padre Ernst, un ebreo osservante di origine polacca residente nella provincia belga e fissato con i racconti sui lager nazisti dove egli stesso fu deportato durante la guerra. Nonostante siano legati da un...

voto al film: Utente rimosso (andreona) assegna il voto sufficiente a Simon Konianski  (2009)

nessun commento
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20 giugno 2010 Opinione di cippags su "Simon Konianski"
cippags

Tema ricorrente nel cinema ebraico: i figli che non sono in gradodi comprendere la tragedia che hanno vissuto i loro genitori; road-movie alla ricerca delle origini, con conseguente 'riconciliazione' e maturazione. Abbastanza divertente ma certo non originale. 6,5

voto al film: cippags assegna il voto sufficiente a Simon Konianski  (2009)



21 maggio 2010 Opinione di adalberto su "Simon Konianski"
adalberto

Film divertente amaro e, per fortuna, affatto buonista. Con il protagonista, Simon appunto, del tutto al di fuori di una rigida normalità, alla (ri)scoperta di rapporti e valori familiari (il padre, il figlio, la moglie) poco conosciuti o disattesi.

voto al film: adalberto assegna il voto sufficiente a Simon Konianski  (2009)


19 maggio 2010 Opinione di bradipo68 su "Simon Konianski"
bradipo68

Istantanee di famiglia nel nuovo millennio.Famiglia disgregata specchio ed effetto della società essa stessa causa della disgregazione.Simon Konianski torna a casa dal padre con la sua macchina con le fiancate in finto parquet e il suo bastimento carico di fallimenti.E'formalmente in cerca di un lavoro(in realtà cura la sua ipocondria cronica testando farmaci di nuova sperimentazione),è laureato in filosofia,scopriamo col passare dei minuti che è un ebreo ateo,che...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Simon Konianski  (2009)

2 commenti
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8 maggio 2010 Opinione di nica su "Simon Konianski"
nica

delizioso, ma l'ironia Yiddish è troppo pesante per me, la patisco un po'...

voto al film: nica assegna il voto buono a Simon Konianski  (2009)

1 commento

6 maggio 2010 Opinione di willardwaldo su "Simon Konianski"
willardwaldo

Non si finirà mai di far conoscere al mondo le atrocità dell'olocausto e ben venga qualsiasi cosa che documenti un tale orrore, ma tutto quello che vediamo in questo film era già presente nell'ottimo "Ogni Cosa E' Illuminata" che ha una profondità di tutt'altro spessore, partendo da due punti diametralmente opposti: in questo caso il protagonista è forzato alla ricerca delle sue radici, un passato che Simon ha sentito raccontare tante volte e cerca quasi di...

voto al film: willardwaldo assegna il voto sufficiente a Simon Konianski  (2009)

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28 aprile 2010 Opinione di Mulligan71 su "Simon Konianski"
Mulligan71

Questo piccolo grande film si candida già a sorpresa stagionale. Brillante autoironia yiddish con dialoghi divertentissimi e personaggi azzeccati. Un po' i Tenenbaum, un pizzico dei migliori Cohen e sicuramente Woody Allen. Tutto azzeccato. Complimenti a chi sa ridere così bene di se stesso e, ad ancor maggior ragione, ad un popolo che riesci a rendere lievi i suoi drammi. Un film anche profondamente intelligente.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a Simon Konianski  (2009)


27 aprile 2010 Opinione di leporello su "Simon Konianski"
leporello

Carino, divertentino, ben riuscitino e confezionatino.... Non è da considerarsi un filmOne, a quanto pare, ma è uno di quei film-ini che si lasciano vedere freschi freschi, col sorriso stampato in faccia per tutto il tempo, e una risata più corposa che esce dalla panza di tanto in tanto. I personaggi, dal protagonista a tutto l'entourage familiare, sono azzeccati, ben caratterizzati, e il ritmo è frizzante, punteggiato di tanto in tanto da uscite allucinate e...

voto al film: leporello assegna il voto buono a Simon Konianski  (2009)

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