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Sílení (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sílení: minimo
Ritmo ritmo in Sílení: presente
Impegno impegno in Sílení: forte
Tensione tensione in Sílení: presente
Erotismo erotismo in Sílení: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Sílení

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Sílení (voti: 10 media: 4,50) 10

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La trama

Nella Francia del XIX secolo Jean Berlot è travolto dagli incubi. Di ritorno dal funerale della madre incontra il Marchese, che lo invita a passar la notte nel suo castello. Tra le mura della dimora, Berlot assiste a un orgia blasfema e a una sorta di funerale catartico; è qui che il Marchese cerca di convincerlo, nonostante la sua riluttanza, a liberarsi di ogni inibizione conducendolo in un manicomio dove i pazienti sono in totale libertà e gli inservienti sono chiusi a chiave dietro le sbarre... 

Il quinto lungometraggio del grande surrealista ceco Svankmajer è forse la sua opera più tradizionale, ma questo non significa che abbandoni l'uso dell'animazione in stop-motion né che si possa parlare di un intreccio davvero lineare. Intriso al solito di humour nero Sileni, scritto già negli anni '70, si segnala per il personaggio del Marchese, dotato di una vitalità oscena fin qui pressoché assente dal cinema di un regista che ama i pupazzi e allo stesso modo tratta gli uomini. L'introduzione vede lo stesso Svankmajer parlare in camera del debito dell'opera nei confronti di Poe e de Sade, autori già citati in alcuni suoi lavori precedenti. Il finale, in cui sono animati tranci di carne, suggerisce una forza vitale anarchica immune a confini e condizionamenti, ma destinata a essere sedata, ridotta a prodotto e dunque sacrificata alle domande consumistiche. La libertà del mercato ha dunque commercializzato l'immaginazione e il desiderio. Oggi, traumatizzati dal passato come nel manicomio del XIX secolo, non esistono cure e se ne possono inventare solo di insensate. Siamo sempre intrappolati in una prigione di nostra fattura.

L'opinione più votata

Di carlos brigante scritta il 24/11/2009 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto ottimo

"Signore e signori, quello che state per vedere è un film horror con tutte le degenerazioni classiche del genere.
Non è un'opera d'arte. Oggi tuttavia l'arte è tutt'altro che morta. Al suo posto ci sono sequenze in cui Narciso potrà riflettersi.
Il nostro film può essere considerato come un tributo infantile ad Edgar Allan Poe da cui ho preso in prestito numerosi spunti e al Marchese De Sade, a cui il film deve la sua blasfemia e la sua eversività.
L'argomento del film è essenzialmente una disputa ideologica che si svolge in un ospedale psichiatrico.
Fondamentalmente ci sono due modi per dirigere questo genere di posti, ognuno ugualmente estremo.
Uno incoraggia la libertà assoluta; l'altro il vecchio metodo della punizione controllata. Ma c'è anche un terzo che unisce gli aspetti peggiori di entrambi i metodi. E questo è il manicomio in cui viviamo".

Con queste parole è lo stesso regista ceco ad introdurre in carne ed ossa il suo film (interrotto da una lingua mozzata che striscia sul pavimento). Appena finito di parlare le note de La Marsigliese accompagnano la mdp in una panoramica su un maiale squartato da cui fuoriescono vorticosamente le budella.
"L'allucinazione controllata" può, quindi, iniziare!

Jan Svankmajer opta per una narrazione allucinata (ma riflessiva) che segue una via quasi lineare (il "quasi" è d'obbligo!) in cui mette da parte il suo teatro animato in plastilina prediligendo (ma non è una novità) le "immagini pure" inframezzate da pezzi di carne in stop-motion. Pezzi di carne impazziti  che ricordano il suo "Zamilovanè Maso (Meat Love)".

Questo manicomio in cui viviamo e di cui ci ha accennato lo stesso regista, può essere visto anche come pericolosa sintesi di quel selvaggio capitalismo iperliberista (la libertà assoluta) con la statalità totalitaria dell'ex regime sovietico (i vecchi metodi di privazione e punizione)? Del resto anche in "Konec Stalinismu v Cechàc (The Death of Stalinism in Bohemia) il riferimento alla politica (e alla società) era più che evidente.
Più "semplicemente", forse, non siamo altro che pezzi di carne di una Natura che tentiamo (inutilmente) di capire e dominare.

Questo "Sileni (aka Lunacy "Follia")" potrebbe star bene in una mia (lunga) notte di Fuori Orario servita con un antipasto dello stesso Svankmajer, "Do Pivnice (Down to the Cellar)", e accompagnata da "Il fantasma della libertà" di L. Bunuel, "Titicut Follies" di F. Wiseman e "I'm a cyborg but that's ok" di Park Chan-wook. Come dessert si potrebbe servire, magari, "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di P.P. Pasolini....ma forse si rischierebbe una (in)sana indigestione...
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SI

Opinioni su Sílení


24 giugno 2011 Opinione di OGM su "Sílení"
OGM

L’animazione è sostanza morta che acquista artificialmente una vita: esattamente come gli zombie, i vampiri, i fantasmi, e tutti gli istinti primordiali che sono stati sepolti dall’evoluzione e dalla civiltà, ma riaffiorano nella pazzia. La carne che cresce oltre i confini imposti dalla decenza, dalla morale, dalla religione e dagli stessi limiti materiali della sua deperibilità è l’origine della follia; la sua invadenza relega infatti il...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Sílení (2005)

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1 aprile 2011 Opinione di sasso67 su "Sílení"
sasso67

Ispirato ad uno dei più bei racconti di Edgar Allan Poe (Il sistema del Dottor Catrame e del Professor Piuma), intrecciato con le vicende del Marchese De Sade nel manicomio di Charenton, Lunacy può essere preso anche come un'atrove rivisitazione parodica di tutte le rivoluzioni, da quella francese, fino alla Primavera di Praga, con relativa repressione sovietica. Ma soprattutto è una bellissima prova del fantasioso regista ceco Jan Svankmajer, che dà qui ...

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a Sílení  (2005)

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21 ottobre 2010 Opinione di Axeroth su "Sílení"
Axeroth

Summa di Svankmajer, eccezionale impatto visivo fra stop-motion e risate isteriche, blasfemie e caos onirico. Un film che coinvolge e crea disgusto. La mercificazione dei corpi e il vorticoso ciclo vizioso della follìa umana nell'eccesso e nell'autocompiacimento, nega per mezzo del libero arbitrio la vera libertà, quella nella quale l'amore e la pace fa contenti tutti nel rispetto di ogni singolo individuo, compresi noi stessi. Opera che disegna come in due universi paralleli,...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Sílení  (2005)

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13 marzo 2010 Opinione di Billy Wildest su "Sílení"
Billy Wildest

Il film in assoluto più schierato e personale (compare anche nel prologo) di Svankmajer. Sommo saggio sulla pazzia, il libero arbitrio, la morale cattolica e il controllo della mente e della carne. Da vedere e rivedere, più radicale e complesso di ogni altro film sulla pazzia...L'umanità non altro ormai che una catasta di fette di carne stritolate nel cellophan che agonizzano, in offerta sugli scaffali di un supermercato anonimo ...

voto al film: Billy Wildest assegna il voto ottimo a Sílení  (2005)



7 marzo 2010 Opinione di kotrab su "Sílení"
kotrab

Sileni (Follia) è uno dei film più arcani e chiari insieme, per la tesi esposta, del cinema di Svankmajer, un tipo di cinema che pare provenire da un'altra dimensione, pur trattando temi estremamente basilari e universali. Il film è una unione decisamente riuscita e clamorosa tra il racconto Il sistema del dottor Catrame e del professor Piuma di Edgar Allan Poe, e l'esperienza vissuta in manicomio da parte del Marchese De Sade (un eccezionale Jan Triska), incredibilmente...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a Sílení  (2005)

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1 dicembre 2009 Opinione di maldoror su "Sílení"
maldoror

Non credo ci sia moltissimo da dire, scrivo quest'opinione più che altro per arricchire questa sezione che meriterebbe di essere decisamente più frequentata, visto che Svankmajer è un genialoide che andrebbe scoperto e fatto conoscere il più possibile, e per giunta questo è uno dei suoi migliori film in assoluto (sebbene consideri ancora Faust il suo vero capolavoro). Dicevo che non c'è moltissimo da dire perchè il film...

voto al film: maldoror assegna il voto buono a Sílení  (2005)

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24 novembre 2009 Opinione di carlos brigante su "Sílení"
carlos brigante

"Signore e signori, quello che state per vedere è un film horror con tutte le degenerazioni classiche del genere. Non è un'opera d'arte. Oggi tuttavia l'arte è tutt'altro che morta. Al suo posto ci sono sequenze in cui Narciso potrà riflettersi. Il nostro film può essere considerato come un tributo infantile ad Edgar Allan Poe da cui ho preso in prestito numerosi spunti e al Marchese De Sade, a cui il film deve la sua blasfemia e la sua eversività....

voto al film: carlos brigante assegna il voto ottimo a Sílení  (2005)

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