Opinione di mmciak su Il figlio più piccolo
Con Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Nicola Nocella, Nico Toffoli, Sydne Rome, Gisella Marengo, Massimo Bonetti, Pino Quartullo, Manuela Morabito
- negative [15]
- sufficienti [13]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
"Il figlio più piccolo" diretto nel 2010
da Pupi Avati,devo dire che mi è piaciuto.
La storia racconta che Luciano Baietti,
immobiliarista romano,è un approfittatore
che intrattiene una relazione con una donna,
Fiamma,che è esattamente il suo opposto.
I due decidono di sposarsi qualche tempo dopo
la nascita di due bambini ma,
subito dopo il matrimonio,Luciano
la lascia, non senza essere
riuscito a ottenere gli appartamenti
di famiglia della consorte, con l'aiuto di
Sergio,uno spietato commercialista.
Passano gli anni e i due bambini diventano adulti: Paolo,
il primogenito, lavora in un locale del centro ed è
cresciuto con un odio accecante per quel padre fuggito
e mai tornato, mentre il figlio
più piccolo Baldo è un ragazzo buono e
generoso,che fa il dams ed
è appassionato di Cinema "di genere",
e vive con la mamma e con Sheyla,un'eccentrica
musicista californiana.
Ma un giorno il padre lo richiama
per fare il testimone di nozze,ma dietro
però è solo per raggirarlo per la sua ingenuità.
Il Film prodotto da Antonio Avati e Medusa,
ed è l'ennesimo lavoro di Pupi Avati,uno dei migliori
Registi Italiani,che questa volta punta il dito verso
"i furbetti del quartierino" e ci fa un quadro dell'Italia
tutt'altro che roseo.
Comunque si inventa una storia dove un ragazzetto
ingenuotto di Bologna,che
studia al Dams,ed è appassionato
di Cinema di serie B,vive
insieme alla madre e al primogenito,
ma mentre questo odia il padre,
loro hanno una specie di venerazione
anche se la abbandonati e che
è un farabutto di enormi proporzioni.
Insomma il padre,con l'aiuto
della carogna commercialista,
lo aggira in tutti i modi e lui ci casca sempre,
ma alla fine è lui l'unico con spirito puro.
Questa volta il regista è feroce verso il sistema
Italiano e le holding che fanno le furbate per restare
a galla e dove la corruzione ormai è all'ordine del
giorno,ed è tenuta su sulla malafede e l'inganno.
Quelli che rimangono impressi
sono Christian De Sica,che quando non
fa la solfa del Natale e si impegna per ruoli
seri,rende meglio e qui la carogna gli
riesce benissimo,la sempre brava Laura Morante,
che interpreta l'ex moglie Fiamma,che ha
sempre stravisto per lui,ma che si arrabbia
per poco,Luca Zingaretti,che interpreta
ancora il più carogna Bollino,che con
la sua interpretazione a tratti offusca
De Sica e Nicola Nocella,che non conoscevo
ma la parte dell'ingenuo Baldo Baietti,
gli calza a pennello.
Nel Cast diretto bene figurano
anche:
Sydne Rome-Gisella Marengo-Massimo Bonetti-
Pino Quartullo e Manuela Morabito.
Invece nel reparto tecnico segnalerei
le splendide musiche del maestro Riz Ortolani
e le scenografie di Giuliano Pannuti,invece per la
Fotografia di Pasquale Rachini,se era più curata
forse andava meglio.
In conclusione un buon Film,
dove Avati fa un atto d'accusa
verso "i furbetti del quartierino",
e dove nel giro delle aziende
è immerso da serpenti a sonagli
che aggirano gente ingenua per
interessi personali,e che vedendo
il personaggio di Luciano Baietti,
a tratti ti viene in mente il cavaliere,
anche se la sua conclusione forse
è troppo affrettata.
Il mio voto: 7.
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