Dieci inverni - La recensione di FilmTv
Con Isabella Ragonese, Michele Riondino, Liuba Zaizeva, Glen Blackhall, Sergei Zhigunov, Sergei Nikonenko, Alice Torriani, Vinicio Capossela, Sara Lazzaro, Francesco Brandi, Luca Avagliano
La recensione di FilmTv
Iniziavamo a temere che le questioni di cuore dei “gggiovani” si limitassero a qualche lucchetto legato a un palo o a un ménage esotico tra vampiri e licantropi. E invece in questo film riscopriamo con piacere che la quotidianità dell’amore tra due ragazzi “normali” (a partire già dai nomi - di nuovo di santi! - dopo tanti Step, Curry, Babi e affini) non solo esiste ancora ma può anche essere interessante. Camilla e Silvestro (a cui prestano il volto Isabella Ragonese e Michele Riondino, entrambi convincenti nella parte) si conoscono infatti tra i canali di una Venezia lontana dagli scontati percorsi turistici agli inizi del primo anno universitario. Lei è una studentessa di russo, lui deve ancora chiarirsi le idee, entrambi però sanno che è più comodo ibernare il cuore in inverno: fatto sta che da quel momento le loro vite si intrecciano e si sciolgono più volte (anche in un’“esotica” Mosca) per circa un decennio, i dieci inverni del titolo, per l’appunto. Tra esami da dare, sentimenti a lungo lasciati a maturare e carte in tavola che ancora possono e vogliono essere cambiate, i due cercano continuamente di tararsi a vicenda, confusi e attratti come sono da un’adolescenza sempre più in dissolvenza e un’età adulta che (in parte) si vorrebbe rimandare. In questo modo la pellicola scorre via veloce grazie anche alla regia ferma e senza indugi di Valerio Mieli. Che - per il suo esordio, sbarcato a Venezia nella sezione Controcampo Italiano - non vuole correre rischi ma, anzi, procede con i piedi ben piantati a terra, senza voli pindarici azzardati ma nemmeno brusche cadute. Senza cedere a stucchevoli romanticherie, gli effetti speciali lasciano infatti spazio a una storia romantica forse scontata ma assolutamente credibile, che ben si presta a una facile immedesimazione anche da parte di chi sta al di qua del grande schermo. La realtà italiana è ancora (o anche) quella. Per chi, come Mieli, avesse ancora voglia di raccontarla.
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