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Opinione di mm40 su Mary and Max

[Mary and Max, Australia 2009, Animazione, durata 80']   Regia di Adam Elliot




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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11/03/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Una straordinaria fiaba odierna, questo Mary and Max: un film di animazione, ma distante anni luce dalle logiche che regolano i prodotti destinati all'infanzia. Vi sono infatti trattate problematiche di rilevanza sociale al passo con i tempi, ma certo non alla portata di un pubblico giovanissimo (alcolismo come anaffettività, solitudine come malattia mentale), eppure i toni, e spesso i contenuti stessi, con cui la storia si sviluppa sono assolutamente giocosi, candidi, di una semplicità disarmante. Come quando dal nulla si crea la leggenda secondo cui i bambini ebrei proverrebbero da uova covate dai rabbini, mentre quelli cristiani da uova covate dalle suore; quelli atei escono da uova covate da squallide prostitute, invece. Geniale: Alleniano, ma con quel tocco surreale che si adatta alla perfezione a un lavoro interamente realizzato animando figurine di pongo; se il risultato tecnico è eccellente, d'altra parte non si può eccepire nulla sulla scrittura del film (sceneggiatura di Adam Elliot, che tanto per capirci è anche regista e autore dei personaggi del film). La crudità dei nostri giorni tradotta in fiabetta animata; si parte con presupposti enormemente distanti fra loro e si riesce a dare una forma equilibrata, aggraziata e poetica al complesso della narrazione: c'è di che complimentarsi, soprattutto per essere un'opera prima. L'intero film è - d'altronde - di una malinconia sfuggente, destinata a esplodere in un finale disarmante, ansiogeno, struggente (forse esagerato?), che dovrebbe essere usato come test per misurare le emozioni delle persone: unica indicazione, se non piangi sei senza sentimenti. Un esempio illuminante a riguardo delle potenzialità tuttora inespresse per il cinema d'animazione. 7,5/10.

Sulla trama

Australia. Una bambina bruttina con genitori problematici cerca un amico di penna: per caso lo trova in un obeso solitario newyorchese un po' svitato, che ha già passato i 40. Fra i due si crea un dialogo a (grande) distanza che porterà la prima a crescere e credere in sè stessa e il secondo a migliorarsi e a sentirsi finalmente benvoluto da qualcuno.


SI

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