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Opinione di Travis Bickle 1979 su L'ultimo dei templari





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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21/06/2011 voto al film: voto mediocre

Sul film


Una strega "diabolica" nelle "tundre" di Nic, templare appannato da se stesso

Questa recensione d'un film "irrecensibile" contiene spoilers di ciò che accade poco prima dei titoli, quantomai da noi agognati, dei titoli di coda.

A volte, s'incappa in film che hanno la "destreggiante energia" di farci sorridere, affinché si possa brindar, quasi dalla catarsi dello scempio della loro visione, a una levità che ci rallegri e invochi, sibillina, una vita che, per quasi due ore, ci sfuggì dal cervello.

Questo templare della "ditta" Sena-Cage è un abominio alquanto pasticciato che, in virtù della sua ridicolaggine, può ambire, senza dubbi alcuni, ad essere eletto, "in pompa magna", oseremmo dire a furor di popolo, uno degli imperdibili scult dell'anno.
Titolo già fuorviante che ha veramente poco a ben vedere con gli emissari delle guerre crociate di Dio, titolo che ammicca alle varie trasmissioni alla "Mistero" e sul, similarmente, omonimo blockbuster sempre con Cage che era intitolato, appunto, Il mistero...

Per un periodo interminabilmente noioso assistiamo alle peripezie, invero poco avventuriere e ancor meno picaresche, di due cavalieri nella loro missione di scortare una giovane ragazza accusata di stregoneria a un'abbazia sperduta ove, forse, riceverà il "giusto processo".
Io, appena ne ho la possibilità, plaudo Nic, almeno perché, quasi indomitamente, si lancia a capofitto in stravaganze perfino orripilanti che del fascino orrorifico a sobbalzarci di paura han il niente assoluto. Pare alquanto inconcepibile che un nome come Cage, il quale, checché se ne dica, rimane (e non possiamo discuterlo) uno dei personaggi, comunque, "primari" del jet set, abbia scelto, con total sprezzo del "pericolo", d'appaiarsi di nuovo a Sena, con cui può "vantare" un posto d'onore fra i film più amorfi, per non definirlo, banalmente, tamarro, dell'inizio anni '00: Fuori in 60 secondi.

Trama "ossificata" per imbastir "scenette" di pathos sacrificato al minimo, scarnificate come il Cage più "funereo" delle inquadrature migliori del film, Cage a cui riconosco una "immobile" fotogenia dalle liquide iridi fra il tenero, la durezza e la profondità "scarmigliata" d'un sessapiglio quasi "villoso". Tutto si può dirgli, tranne che, riconosciamoglielo, non possa esercitar un vago languorino nel pubblico femminile meno esigente, da auto sportiva e poppe al mare.

Ciliegina sulla torta di questo "qualcosa" che vorrebbe assomigliare a un film, è il finale, con tanto d'osceno CGI per dar "vigore" al Diavolo che dalla strega, quasi, si "partorisce". Un Diavolo "quaglia", cornutissimo e alquanto inetto che si "scornerà", squagliandosela a gambe più che levate, diciamo, bruciacchiate...
Cage ha offerto il suo corpo e la sua anima macchiata da "peccati infiniti" a espiar le "colpe" del suo eccidio, in battaglia, d'innocenti, per noi, e meriterà eroica sepoltura a celebrarne la "leggenda".
Fine.

Ma, detta fra noi, me lo son goduto, m'ha divertito, e la fotografia e qualche ambientazione medioevale non sono malissimo e non certo da buttare. Quindi, la stelletta in più a farne due per un giudizio complessivo "mediocre" è data dal piacere d'averlo "trangugiato" con una gamba accavallata a cavallo d'una personale "moribondezza" serale di lieta letizia.

(Stefano Falotico)


SI

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