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Un perfetto gentiluomo (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un perfetto gentiluomo: presente
Ritmo ritmo in Un perfetto gentiluomo: presente
Impegno impegno in Un perfetto gentiluomo: minimo
Tensione tensione in Un perfetto gentiluomo: minimo
Erotismo erotismo in Un perfetto gentiluomo: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (voti: 11 media: 3,09) 11

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La trama

Henry (Kevin Kline) è un commediografo fallito in là con gli anni, reazionario e misogino, che esercita l'attività di gigolò per le ricche vedove dell'Upper East Side. L'uomo accoglie nel suo appartamento newyorkese, a pigione, un giovane problematico, aspirante scrittore, trasferitosi a Manhattan dopo aver lasciato l'insegnamento per chiarirsi alcune cose sulla sua vita, ancora confusa. Il rapporto tra i due si trasformerà presto in quello tra mentore e allievo. Con alcune varianti. 

La coppia di registi, già responsabili dell’intelligente American Splendor dai fumetti di Harvey Pekar, usano inserti simili a home movie e un incipit in costume e soprattutto si affidano al mutevole Paul Dano, all’istrionico Kevin Kline e al buffo John C. Reilly, ursino ma dalla voce acuta e ridicola. Potrebbero essere macchiette, ma sono portatori di un’umanità anomala, forse buffa ma certo non allineata né priva di amarezza, cui Ames (ha un cameo nel locale di travestiti) e i registi non evitano alcuna umiliazione facendone veri eroi dei giorni nostri. E se a volte il film gira a vuoto non lo fa forse anche la vita?

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 22/2011

Primo adattamento da un romanzo di Jonathan Ames (Io e Henry, Baldini Castoldi Dalai, pp. 334, E 17,50), già creatore della serie Tv Bored to Death, Un perfetto gentiluomo vede, come in Tv, un rapporto di amicizia fra tre sfigati: il mentore eccentrico, il protagonista confuso e l’amico irsuto e irresistibilmente tenero. Al centro della vicenda è Louis Ives, giunto a Manhattan in cerca di sé e affascinato dal travestitismo. Ama immaginare la sua vita come raccontata da un narratore sulle stile dei romanzi di Fitzgerald e diverrà coinquilino e discepolo di Henry Harrison, miserabile aristocratico come il conte Oliver di Alan Ford e “cavaliere della rosa”, ossia accompagnatore di anziane e ricche signore. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 26/05/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto mediocre

Louis Ives (Paul Dano) è un giovanotto old style. Insegna Letteratura Inglese ed è ancora alle prese con i turbamenti adolescenziali. Arrossisce facilmente tra mutandine e reggiseni, indeciso sulla sua identità (almeno quella esteriore). Mentre si domanda se è il caso di continuare a portare i pantaloni o provare quell’intimo così sexy della collega di lavoro, si perde tra i romanzi di F. S. Fitzgerald ed Henry James e si fa convincere da Harrison, un signore erudito, a diventare il suo coinquilino dalle parti di Manhattan. Il padrone di casa è un personaggio curioso, un po’ fuori dagli schemi, fissato con un mondo esclusivamente maschilista e convinto conservatore.
Nella costante disapprovazione delle uscite del personaggio di Henry Harrison (Kevin Kline), ci si aggira intorno alla filosofia, alla letteratura, e ogni tanto si butta lì qualcosa di pruriginoso, virando su un moralismo confuso e piuttosto noioso. Commediografo di congetturato talento, Henry è un gran cafone antipatico, mentre cerca di spiegare a Louis come sia riuscito a formarsi in qualità di “extra man”, quello che si dice un uomo in più alla corte di vecchie signore bisognose di accompagnatori. L’extra man che Louis dovrebbe diventare è un pretesto che ci fa girare per teatri, ricevimenti improbabili, cene adulterate da polli arrosto presi in rosticceria, inutili miniviaggi on the road a far prendere aria ai vestiti e cavalieri senz’armi ne’ amori.
Gershon (John C. Reilly), dalla inspiegabile voce acuta, è l’ipertricotico meccanico/quasi-amico di Henry, e viene sprecato in un ruolo blando non cavando un sorriso nemmeno con le pinze. Paul Dano è piatto. Appena più sopportabile di Kevin Kline, vaga tristemente per l’intero film come se partecipasse a una tortura (dillo a me, caro Paul, che ho guardato l’orologio per quasi un’ora).
“Un perfetto gentiluomo” è un film con le pulci: tenta di grattarsi e destarsi dal suo torpore narrativo usando una linea di condotta insignificante. La bislacca iniziazione di un giovane gigolo con la gonna si risolve spesso in scialbi mascherini in dissolvenza, a chiudere alcune sequenze. Uno script pesante sembra di essere sul punto di esplodere in chissà quale ardita elaborazione e invece resta nell’anonimato; coito interrotto, forse mai iniziato. Le immagini non meravigliano mai, e le situazioni sono fuori stagione come palline di Natale appese a un ramo in fiore.
Non è così che a New York si trova se stessi. Non è pisciando con indosso un impermeabile che si suscita simpatia. E non sarebbe sufficiente nemmeno il vibratore magico di Gershon a risollevare le sorti del gentiluomo. Ma questa è un’altra storia. Di certo con più brividi.
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SI

Opinioni su Un perfetto gentiluomo


7 maggio 2012 Opinione di UScomedy su "Un perfetto gentiluomo"
UScomedy

Film insolito, stralunato e divertente "Un perfetto gentiluomo" di Shari Springer Berman e Robert Pulcini (quelli di "American Splendor" e "Il diario di una tata"). Tratto dal romanzo di Jonathan Ames, racconta la storia di Louis (un sempre bravo e convincente Paul Dano), giovane in cerca di sé stesso che a New York conosce uno strano personaggio, Henry Harrison (Kevin Kline). Louis affitta una stanza in casa sua, e si mette anche - dopo aver conosciuto il suo "mondo" e le sue stranezze -...

voto al film: UScomedy assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (2010)

nessun commento
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18 febbraio 2012 Opinione di danandre67 su "Un perfetto gentiluomo"
danandre67

appena sufficiente ,film alquanto inutile

voto al film: danandre67 assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (2010)



26 maggio 2011 Opinione di PompiereFI su "Un perfetto gentiluomo"
PompiereFI

Louis Ives (Paul Dano) è un giovanotto old style. Insegna Letteratura Inglese ed è ancora alle prese con i turbamenti adolescenziali. Arrossisce facilmente tra mutandine e reggiseni, indeciso sulla sua identità (almeno quella esteriore). Mentre si domanda se è il caso di continuare a portare i pantaloni o provare quell’intimo così sexy della collega di lavoro, si perde tra i romanzi di F. S. Fitzgerald ed Henry James e si fa convincere da...

voto al film: PompiereFI assegna il voto mediocre a Un perfetto gentiluomo (2010)

nessun commento
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23 maggio 2011 Opinione di almodovariana su "Un perfetto gentiluomo"
almodovariana

Una parabola agro-dolce sul senso della vita e i sentimenti. "Eccoci qua. Ma dove siamo?" - ama ripetere Henry, uno dei personaggi principali.

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Un perfetto gentiluomo (2010)

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19 maggio 2011 Opinione di IngridB su "Un perfetto gentiluomo"
IngridB

Veramente delizioso! Un film bizzarro, a tratti amaro ma emozionante....come la vita.

voto al film: IngridB assegna il voto ottimo a Un perfetto gentiluomo (2010)

nessun commento
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15 maggio 2011 Opinione di bufera su "Un perfetto gentiluomo"
bufera

Il film è formalmente eccellente, il duo registico ottiene il massimo dai due protagonisti, immersi in ruoli rispettivamente complicati e di scarsa afferrabilità. Li accomuna la nostalgia per l'eleganza e il levigato romanticismo degli anni 20, la cultura da insegnante di inglese e una inversa necessità di riferirsi a qualcuno. Ambedue cercano se stessi ed imparano ad accettarsi grazie all'altro. Quando Louis supererà i suoi atroci travagli e tenterà di...

voto al film: bufera assegna il voto buono a Un perfetto gentiluomo (2010)

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