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Pontypool (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Pontypool: assente
Ritmo ritmo in Pontypool: presente
Impegno impegno in Pontypool: minimo
Tensione tensione in Pontypool: presente
Erotismo erotismo in Pontypool: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Pontypool

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Pontypool (voti: 29 media: 3,38) 29

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La trama

Grant Mezzy è l'annoiato conduttore di una trasmissione radiofonica mattutina della cittadina di Pontypool. Un giorno, uno strano virus che si diffonde tramite la lingua inglese colpisce la popolazione, provocando atti orribili di violenza. Grant e lo staff si accorgono di essere intrappolati nella stazione radio... 

Ambientato quasi interamente in un unico set, questo film claustrofobico è l'adattamento del romanzo _Pontypool Changes Everything_ di Tony Burgess. La pellicola riflette intelligentemente sul tema del linguaggio ed è un  omaggio alla versione radiofonica di _La guerra dei mondi_ di Welles. _Pontypool_ prova che non si necessita di un grande budget per realizzare un buon prodotto. 

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 06/08/2011 - utile per 22 utenti

Voto al film: voto buono

Grant Mazzy (Stephen Mchattie) è il dj radiogfonico della stazione radio della piccola cittadina di Pontypool. E' un tipo decisamente anticonvenzionale, con un carattere alquanto burbero e una voce di rara intensità. Le sue trasmissioni radifoniche, piene di invettive "anarcoidi", riscuotono molto successo, la giovane regista Laurel (Georgina Reilly) sembra pendere dalle sue labbra, la produttrice della radio Sydney Briar (Lisa Houle), invece, cerca in ogni modo di stemperarne l'esuberanza "politica". Un giorno succede qualcosa di molto strano : durante una giornata tempestata di neve, Pontypool entra in preda di un virus misterioso che accende l'istinto cannibalesco dei suoi abitanti e proprio la stazione radio sembra essere il centro di diffusione di questo male misterioso ed il luogo attraverso cui solo è possibile combatterlo. "Pontypool" del canadese Bruce McDonald è un horror decisamenyte sui generis, per contenuti narrativi e indirizzo stilistico, tutto giocato sulla concreta "invisibità" dell'oggetto malefico e sulla familiarità genealogica del male derivante dall'esclusivo riferimento alla sensazione di accerchiamento che ne sorregge l'intera struttura. Dapprima è una forte sensazione di straniamento a catapultarci nel film, veicolata ad arte dalle parole non allineate di Grant Mazzy, un uomo e un cappello proiettati lancia in resta contro l'ordine costituito ; poi le concitate notizie che arrivano alla radio, sulla presenza di pseudo zombi che si starebbero impadronendo della città e sulla diffusione a macchia d'olio di un non ben identificato male, che di fatto sanciscono lo stato di progressivo isolamento in cui viene a trovarsi la radio. La piccola stazione radio diventa il centro nevralgico di un virus maledetto, la sua condizione diventa quella unica e imprescindibile di un mondo che ha evidentemente finito per perdere tutte le sue migliori coordinate. E' probabile che il linguaggio non "codificato" di Grant Mazzy, la forza dialettica delle parole che usa, la corposa sensualità della sua voce, abbiano aperto uno squarcio nella parte dormiente dell'animo umano, mandando in tilt la forza omologatrice "dell'azienda mondo" e accentuando per contrasto gli istinti più brutali e vendicativi dei suoi passivi servitori. Noi il male non lo vediamo mai, lo percepiamo soltanto, attraverso la tensione crescente che si impadronisce di Grant Mazzy, Sydney Briar e Laurel Ann, catapultati verso l'esterno da un inqualificabile forza oscura, che pare vaticinare una nuova Apocalisse attraverso la perdita di significato delle parole, come un qualcosa di inevitabile, che non si vede perchè è nell'aria, che non appare tangibile perchè è già in atto. Quelle che udiamo sono solo frasi indistinte e spiegazioni condite dal terrore, segni inequivocabili di un intricato intreccio di lingue, una nuova Babele insomma, che cinge d'assedio la piccola stazione radio, trasformandola da luogo consacrato al culto della forza persuasiva del parlato al centro di irradiazione di una profonda crisi identitaria che riferendosi all'essenza delle parole investe il senso primario della natura stessa dell'uomo. Per venire a capo di questo male è necessario ritornare all'inizio di tutto, all'origine della parola e quindi del mondo, bisogna vestirla in altro modo, cambiargli i connotati originari, seguire altre convenzioni per trovargli un significato diverso da quello che ha smarrito. Altri significati per auspicare mondi migliori. "Pontypool" è un apologo agghiacciante sulla nostra dorata modernità : quattro mura per fare un cinema dal forte impegno civile e politico ricalcando gli stilemi tipici della migliore tradizione del "genere d'autore" ; pochi soldi per tante idee in fieri. Grande film.
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SI

Opinioni su Pontypool


26 maggio 2012 Opinione di UScomedy su "Pontypool"
UScomedy

Nella vasta filmografia da regista del canadese Bruce McDonald ("Trigger", "This movie is Broken"), "Pontypool" si segnala come il più divertente e spaventoso. Una horror comedy di pregio, che riesce ad essere "tremendamente divertente" anche e soprattutto per l'interpretazione del suo protagonista, Stephen McHattie. Caratterista dalla lista di partecipazioni infinita, McHattie qui è il mitico speaker radiofonico Grant Mazzy, dalla lingua sottile e dal carattere impossibile, che si...

voto al film: UScomedy assegna il voto sufficiente a Pontypool (2008)


10 aprile 2012 Opinione di Tex Murphy su "Pontypool"
Tex Murphy

Film abbastanza orrendo, anche dal punto di vista della recitazione devo dire. L'idea del virus che si propaga con le parole è originale ma non c'è niente di riuscito in questo film....parte benino e regge fintanto che non viene mostrato nulla, poi sfocia nel ridicolo come la quasi totalità degli horror contemporanei.

voto al film: Tex Murphy assegna il voto mediocre a Pontypool (2008)



4 aprile 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Pontypool"
giorgiobarbarotta

L'assalto alla stazione radio, condensato di Carpenter e Romero è la situazione tipo perfetta per questo zombie movie basato sull'idea originale della diffusione di un virus dell'aggressività attraverso la lingua inglese. La voce come agente patogeno e la radio come mezzo scatenante d'infezione di massa non sono niente male. Si guarda con curiosità e una certa apprensione. Lo svolgimento è funzionale al low budget e con qualche caduta di tono in meno qua e là il film sarebbe stato un...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto sufficiente a Pontypool (2008)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

1 aprile 2012 Opinione di wang yu su "Pontypool"
wang yu

Anch'io mi sono buttato con la faccia e la testa nel vetro ma non perchè sono diventato Zombi,ma per aver sprecato 90 minuti della mia vita.voto 0-film assurdo

voto al film: wang yu assegna il voto pessimo a Pontypool (2008)



28 febbraio 2012 Opinione di Gabriele X su "Pontypool"
Gabriele X

Sufficente/buono per un horror costato in fondo due sodi e questo è un merito e non certo un difetto.Siamo di fronte ad un low-budget film con qualche pretesa.Le matrici  filosofichife e letterarie lasciano il tempo che trovano...Un film di questo tipo deve prendere secondo me di pancia e in un certo senso nel suo ti coinvolge, per il resto non è certo un capovalvoro e si nota nei particolari.Non è assolutamente un film commercile e questo si vede nel bene e nel male.

voto al film: Gabriele X assegna il voto sufficiente a Pontypool (2008)


15 agosto 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Pontypool"
Marcello del Campo

  Pontypool è un film magnifico fatto con pochi soldi e un attore di teatro irresistibilmente bravo: potrebbe diventare un cult, poiché, forte di una sceneggiatura intelligente, dimostra, come ha scritto e teorizzato William Burroughs, sulla scorta di filosofi e scienziati, the language is a virus. Ricordo che si intitolava così un brano del disco Home The Brave (1977) di Laurie Anderson, che Ferdinand De Saussure arrivò a concepire il linguaggio una...

voto al film: Marcello del Campo assegna il voto buono a Pontypool (2008)

nessun commento
[utile per 13 utenti]


6 agosto 2011 Opinione di Peppe Comune su "Pontypool"
Peppe Comune

Grant Mazzy (Stephen Mchattie) è il dj radiogfonico della stazione radio della piccola cittadina di Pontypool. E' un tipo decisamente anticonvenzionale, con un carattere alquanto burbero e una voce di rara intensità. Le sue trasmissioni radifoniche, piene di invettive "anarcoidi", riscuotono molto successo, la giovane regista Laurel (Georgina Reilly) sembra pendere dalle sue labbra, la produttrice della radio Sydney Briar (Lisa Houle), invece, cerca in ogni modo di stemperarne...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Pontypool (2008)

nessun commento
[utile per 22 utenti]

9 gennaio 2011 Opinione di yume su "Pontypool"
yume

Pontypool   Da The Selfish Gene (Il gene egoista), saggio del ‘76 di Richard Dawkins a Pontypool del 2008 molto tempo è passato, se consideriamo la velocità  di diffusione di idee, mode e conoscenze negli ultimi 60 anni. Sul meme, “unità base dell’evoluzione culturale umana analoga al gene”, capace, come il gene in biologia, di propagarsi e influenzare l’ambiente circostante, molto è stato detto e gli studi proseguono, le...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a Pontypool (2008)

2 commenti
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5 gennaio 2011 Opinione di pazuzu su "Pontypool"
pazuzu

Grant Mazzy non fa prigionieri. È uno speaker radiofonico caustico rude ingestibile e senza peli sulla lingua: un idealista. Per questo ha un grande pubblico di affezionati. E per questo è stato fatto fuori dal giro che conta. All'alba di un rigido San Valentino, si appresta a ripartire dal basso, dalla piccola radio di una piccola cittadina canadese: la radio è la 660 CSLY, la cittadina è Pontytpool, in Ontario. Ma che non sarà una giornata come le altre...

voto al film: pazuzu assegna il voto buono a Pontypool  (2008)

nessun commento
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4 gennaio 2011 Opinione di vkova su "Pontypool"
vkova

Siete magnetofoni programmati per registrare e riprodurre. L'assunto di base non è esplicito, ma è permeante. L'infezione anglofona (convenzione casuale?) si replica nella morbida macchina come una scheda perforata nella matrice: informazione cucita sulla carne, solchi spiroidali che sibilano tra le labbra e abradono la propria materia grigia, quando non trovano altre bocche da innescare. La macchina morbida è predisposta al controllo: lì si annidano gli artigli...

voto al film: vkova assegna il voto buono a Pontypool  (2008)

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