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Lumière et compagnie (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lumière et compagnie: assente
Ritmo ritmo in Lumière et compagnie: assente
Impegno impegno in Lumière et compagnie: assente
Tensione tensione in Lumière et compagnie: assente
Erotismo erotismo in Lumière et compagnie: assente

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La trama

Una serie di 40 cortometraggi diretti da altrettanti registi ai quali è stato chiesto di lavorare con gli strumenti e nelle condizioni disponibili 100 anni prima, nel 1895 e con tre precise regole: ogni corto non poteva durare più di 52 secondi, niente audio sincronizzato e non più di tre riprese. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 05/07/2011 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

In un giorno del 1995 un treno arriva alla stazione di La Ciotat, una località turistica nel Sud della Francia. E la cinepresa dei fratelli Lumière è di nuovo lì a filmarlo. Questa volta, dietro l’obiettivo, c’è Patrice Leconte. Per festeggiare il suo primo secolo di vita, il cinématographe – una scatola di legno di noci delle dimensioni di un dizionario, dotata di una lente e di una manovella – ha fatto il giro del mondo. È stato a Barcellona, a Berlino, a Stoccolma, ma a anche a New York, a Hiroshima, a Johannesburg, a Ouagadougou. Ed è passato per le mani di quarantuno registi di diverse nazionalità, ciascuno dei quali l’ha potuto usare per meno di tre minuti: il tempo necessario a girare un cortometraggio di 52 secondi con un massimo di tre riprese.  Le regole del gioco prevedevano anche l’obbligo di realizzare un solo piano sequenza, ma non tutti vi si sono attenuti. Tra coloro che, nonostante la brevissima durata del film,  non hanno saputo rinunciare al montaggio, figura (inutile dirlo) David Lynch. Ma queste eccezioni, in fondo, fanno parte dello spirito dell’iniziativa, che voleva onorare la settima arte mettendo uno strumento antico a disposizione di tanti diversi stili e talenti moderni: la tecnica rudimentale doveva conciliarsi con le esigenze di un’arte che, in cento anni, si è diffusa, evoluta e differenziata, diventando, per innumerevoli autori, un duttile mezzo di espressione personale. La sfida, affrontata dai quarantuno partecipanti al progetto Lumière et Compagnie, consisteva proprio nello sforzo di ricondurre il proprio rapporto col cinema alle condizioni delle origini, quando a scatenare la creatività e suscitare meraviglia era la semplice possibilità di catturare alcune immagini in movimento e riprodurle su uno schermo.  I quarantuno registi di oggi hanno cercato di rivivere l’essenza di quell’emozione, caricandola di significati diversi: quelli che, col tempo, hanno arricchito il cinema di interazioni col mondo, con le correnti del pensiero umano, con gli eventi storici, con l’evoluzione dei costumi,  con lo sviluppo della scienza e della tecnologia. La varietà dei prodotti emersi da questo esperimento, unico nel suo genere, dimostra quanto, nel corso del tempo, si siano moltiplicati i modi di guardare alla vita; e come siano diventati straordinariamente numerosi i motivi che trasformano il singolo attimo - condensato in un frammento di visione – nell’istantanea di una verità che ne supera abbondantemente i ristrettissimi confini. La singola scena può contenere la denuncia di una situazione politica: le forti limitazioni alla libertà di espressione in Algeria (Merzak Allouache) e, in generale, nei regimi improntati al fondamentalismo religioso (Youssef Chahine), oppure il mancato diritto all’obiezione di coscienza in Spagna (Fernando Trueba), oppure, ancora, la violenza del mondo contemporaneo (Michael Haneke). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Lumière et compagnie


5 luglio 2011 Opinione di OGM su "Lumière et compagnie"
OGM

In un giorno del 1995 un treno arriva alla stazione di La Ciotat, una località turistica nel Sud della Francia. E la cinepresa dei fratelli Lumière è di nuovo lì a filmarlo. Questa volta, dietro l’obiettivo, c’è Patrice Leconte. Per festeggiare il suo primo secolo di vita, il cinématographe – una scatola di legno di noci delle dimensioni di un dizionario, dotata di una lente e di una manovella – ha fatto il giro del mondo....

voto al film: OGM assegna il voto buono a Lumière et compagnie (1995)

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