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Adam Resurrected (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Adam Resurrected: minimo
Ritmo ritmo in Adam Resurrected: presente
Impegno impegno in Adam Resurrected: molto forte
Tensione tensione in Adam Resurrected: molto forte
Erotismo erotismo in Adam Resurrected: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Adam Resurrected

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Adam Resurrected (voti: 36 media: 4,03) 36

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locandina non disponibile

11/03/2011

Adam resurrected è in programmazione solo per oggi a Firenze

 All'Istituto Stensen di Firenze (uno dei pochi cineclub ancora attivi in città) stasera, 11 marzo 2011 alle ore 21, è programmata la proiezione (da non perdere assolutamente)...

di spopola

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La trama

Israele, 1961. Adam Stein (Goldblum) è un paziente speciale di un'istituto di igiene mentale che accoglie i sopravvissuti dell'Olocausto. Ciò che le rende unico - e che manda in tilt il personale medico, guidato da Nathan Gross (Jacobi) -  è la sua capacità di leggere nel pensiero. Prima della guerra Adam era un uomo di spettacolo - impresario, prestidigitatore e musicista - e i suoi spettacoli attiravano tutti: anche i nazisti. Una volta internato era stato cooptato dal comandante Klein (Dafoe) e assunto come "cane" con il compito di farlo divertire, mentre la moglie e la figlia venivano uccise. La vita di Adam da paziente dell'istituto ha una svolta quando incontra tra gli altri pazienti un ragazzino che viene tenuto in catene: un altro "cane", proprio come lui era stato in passato.  Un incontro destinato a scatenare meccanismi di riconoscimento e di guarigione. 

Considerato per troppo tempo “solo” lo sceneggiatore di Martin Scorsese, Paul Schrader è in realtà il talento più misterioso e sperimentale emerso nel cinema Usa degli anni 70. La purezza dell’architettura di matrice Bauhaus della clinica e l’astrazione cromatica dominata dal bianco offrono il contrappunto formale alla furia psicotica degli internati. Adam Resurrected è un labirinto mentale nel quale echeggiano Fuller, Lang, Von Sternberg, Wiene, Preminger, Bertolucci.

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La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 48/2010

È dal 2002, anno di Auto Focus, che un film di Paul Schrader non è distribuito in sala in Italia. Tratto dal romanzo di Yoram Kaniuk, Adam Resurrected è un capolavoro inesorabilmente schraderiano. Jeff Goldblum – immenso! – interpreta Adam Stein, un attore e illusionista ebreo ricoverato in un clinica psichiatrica, specializzata nel trattamento dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. Adam, salvato dal velenoso sadismo del comandante Klein (Willem Dafoe), che lo ha costretto a diventare il suo cane, vive tormentato dai sensi di colpa per la morte della moglie e della figlia. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 06/03/2011 - utile per 35 utenti

Voto al film: voto buono

Dobbiamo ringraziare la rete e l’home video se alla fine ci è stato possibile visionare Adam Resurrected che come ormai accade con sempre maggior frequenza per il cinema di qualità, nessuno qui in Italia si è preso la briga di rendere disponibile per una distribuzione in sala. Eppure si tratta di un grande film, di una di quelle opere che davvero lasciano il segno e che dovrebbero essere definite di diritto “imperdibili”e “imprescindibili”, e che invece vengono snobbate proprio per il loro essere “problematiche” e “pensanti” (nuova terribile testimonianza dei tempi bui che stiamo attraversando) quasi che la loro fruizione indiscriminata possa in qualche modo infastidire il potere (e in Italia conosciamo bene quali sono le uniche priorità riconosciute da chi ci comanda e come si sia portati a privilegiare tutto ciò che lobotomizza le menti anziché aprirle alla riflessione).
Difficile da classificare per la tenuta drammatica del suo messaggio e per la poliedricità multiforme dei contenuti e delle modalità utilizzate per rappresentarli, è un’opera che conferma per altro in toto lo straordinario talento di Paul Schrader, una delle poche “certezze” rimaste  della ventata innovativa ormai quasi del tutto estintasi nella “maniera”, che aveva rivificato positivamente il cinema americano degli anni ’70), a torto e per lungo tempo considerato soltanto  un ottimo sceneggiatore (una professione che ha onorato con straordinaria efficacia, soprattutto per quanto riguarda il lavoro svolto in tandem con Martin Scorsese), ma che è proprio con il suo passaggio alla regia (già a partire dal suo esordio con Hardcore che è del 1978) che ha dimostrato più compiutamente l’eccellenza della sua ispirazione, spesso lontana dalla “commerciabilità” imposta dagli studios (per loro si sa, il cinema è “solo” una questione di business, un prodotto da vendere per fare quattrini), ma che lo ha reso un nome particolarmente scomodo (di quelli che “non ripagano” l’investimento) a causa proprio di quelle che vengono considerate astrusità  lessicali e anticonvenzionali della narrazione che tengono lontane le masse. Perché Schrader non è mai stato (e adesso men che mai) un cineasta di confezione, di quelli cioè che si adeguano alle circostanze e alle “richieste” imposte dal mercato: lui è uno di quegli autori che preferiscono il rischio (anche dell’impopolarità e dell’insuccesso) e fa di questo suo coraggio di “osare”, una vera e propria “ragione di vita”. Lungi dal cedere alle lusinghe della normalizzazione, continua così imperterrito il suo percorso in solitaria capace sempre di trovare il passo giusto per ogni sua opera, spesso utilizzando anche forme più “sperimentali”  per la messa in scena (come ha fatto appunto in questa circostanza), certamente di più difficile fruizione, ma non per questo meno efficaci e dirette, prive come sono di pretestuosi artifici formali e astrusi cerebralismi a volte utilizzati da altri per sottolineare esclusivamente una bravura tecnica magari priva di sostanza (che anche lui possiede ed è indubbia, ma che non avverte mai il bisogno di sventolare ai quattro venti come dimostrazione “plateale” del suo ingegno e della sua intelligenza e che piega sempre alle ragioni primarie della propria ispirazione). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Adam Resurrected


4 maggio 2012 Opinione di barabbovich su "Adam Resurrected"
barabbovich

"La sanità mentale è piacevole e calma ma non c'è grandiosità, né vera gioia, né il dolore terribile che dilania il cuore". È l'epitaffio di questo film straordinariamente coraggioso, che pur nella sua incompiutezza riesce a raccontare in tutte le sue sfaccettature la parabola della follia di Adam Stein (Goldblum), vedette dell'avanspettacolo nella Berlino degli anni '20, costretto in seguito alla presa di potere del nazismo a separarsi dalla sua famiglia e a vivere per anni...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a Adam Resurrected (2008)

nessun commento
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17 aprile 2012 Opinione di Baliverna su "Adam Resurrected"
Baliverna

E' un film particolare, che fa vedere l'orrore dei campi di concentramento nazisti in modo particolare. Ricorda per certi aspetti il "Salò" di Pasolini. Il regista rende l'orrore di quell'inferno soprattutto mostrandone gli effetti sui sopravvissuti, molti dei quali hanno sviluppato turbe psichiche o vere e proprie forme di pazzia. Il complesso personaggio del protagonista ne è un esempio. A mio modo di vedere, a ferirlo tremendamente e a sconquassare il suo equilibrio psichico, forse...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Adam Resurrected (2008)

2 commenti
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9 aprile 2012 Opinione di ed wood su "Adam Resurrected"
ed wood

Nonostante un memorabile Goldblum e nonostante la regia "disturbante" di Schrader, questo film mi ha un po' deluso. Il fatto è che ci mette troppo a giungere al turning point, ristagnando per più di metà durata in una serie di perversioni che troppo spesso appaiono fini a se stesse. Questo film è troppo rarefatto per essere un thriller e troppo ondivago per essere uno psicodramma. I temi della follia, della reversibilità del male, della bestia che alberga in ogni essere umano,...

voto al film: ed wood assegna il voto sufficiente a Adam Resurrected (2008)

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5 aprile 2012 Opinione di zombi su "Adam Resurrected"
zombi

considerata la demente risoluzione con cui alcuni "superuomini" hanno deciso che "essere minori" dovessero semplicemente lasciare questa terra, burocratizzandone lo sterminio, non vi sarà mai fine alla filmografia sullo sterminio degli ebrei, e non solo. il film di schrader parla di sopravvissuti. sopravvissuti che ritroviamo rinchiusi in un moderno ospedale psichiatrico che cerca di alleviare e curare le sofferenze di coloro che sono passati nella lucida follia nazista. una follia, quella...

voto al film: zombi assegna il voto ottimo a Adam Resurrected (2008)

1 commento
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16 gennaio 2012 Opinione di sasso67 su "Adam Resurrected"
sasso67

È uno di quei film che si muovono attraverso le circonvoluzioni del cervello, la stessa sensazione che mi dette, qualche anno fa, Spider di Cronenberg. Nel personaggio Stein si concentrano un tale groviglio di sentimenti concentrici e deflagranti, tali da distruggere una montagna. La coazione a fare il buffone, a compiacere lo spettatore, lo fa scontrare con la dura realtà delle deportazioni, che gli strappano moglie e figlia proprio durante una patetica davanti all'ufficiale nazista che...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Adam Resurrected (2008)

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9 gennaio 2012 Opinione di omero sala su "Adam Resurrected"
omero sala

I distributori italiani non hanno preso in considerazione questo film, troppo ostico e indigeribile per il pubblico lobotomizzato che affolla le nostre multisale. La insopportabilmente cupa storia di Adam Stein, ebreo tedesco, si articola in tre tempi: nel primo - anni ’30 - Adam è un irresistibile intrattenitore di cabaret, mago, prestidigitatore, cantante e ballerino che raccoglie enorme successo di pubblico (anche presso i nazisti che stanno conquistando il potere); nel secondo tempo...

voto al film: omero sala assegna il voto buono a Adam Resurrected (2008)

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6 gennaio 2012 Opinione di Kurtisonic su "Adam Resurrected"
Kurtisonic

Storia di Adam Stein, commediante ebreo sopravvissuto ai lager nazisti. La vicenda è divisa fra la vita di Adam nel 1961 in una clinica nel deserto israeliano dove sono ricoverati i reduci dei campi di sterminio che non hanno superato gli orrori dell'olocausto, e i flashback in b/n sul suo tragico passato al quale resta fortemente ancorato. Adam però è anche un "personaggio" dotato di brillantezza, intuizione, intelligenza spiccata, sensibilità, all'interno della clinica fa da collante...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Adam Resurrected (2008)

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19 novembre 2011 Opinione di alan smithee su "Adam Resurrected"
alan smithee

Siamo dalle parti del capolavoro in questo ultimo, toccante, straordinario lungometraggio del grandissimo Paul Schrader, sceneggiatore di fama, ma regista se non sottostimato certamente non apprezzato come meriterebbe, mai presente a festival o rassegne, disdegnato agli Oscar e altri premi prestigiosi. Adam Resurrected risale al 2009 ed e' apparso in un paio di citta' italiane scomparendo in pochi giorni in un oblio ingiusto che neanche una critica attenta ha saputo evitare, lodandolo...

voto al film: alan smithee assegna il voto ottimo a Adam Resurrected (2008)

2 commenti
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18 agosto 2011 Opinione di supadany su "Adam Resurrected"
supadany

VOTO : 7+. Paul Schrader costruisce qui un film impegnato ed ostico (in senso positivo), decisamente tanto interessante quanto coraggioso, giunto da noi direttamente in dvd quando avrebbe sicuramente meritato palcoscenici più vasti. Ci offre infatti una rivisitazione dell’Olocausto, e soprattutto dei traumi che ha provocato e che non abbandonano chi è riuscito a salvarsi. Adam Stein (Jeff Goldblum) è un paziente di un istituto mentale destinato ad accogliere...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Adam Resurrected (2008)

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24 marzo 2011 Opinione di ico su "Adam Resurrected"
ico

Proprio perché si sta analizzando un autore immenso, così come un regista altrettanto notevole, tra le cui opere voglio ricordare AFFLICTION, un film spesso dimenticato, ma per me fondamentale, che la delusione di ADAM RESURRECTED è abbastanza cocente. Tralascio l'interpretazione magistrale di Jeff Goldblum, assolutamente fuori dai canoni di un giudizio umano, ma forse unico elemento positivo del film. Un film che tenta di affrontare l'Olocausto, la Storia più...

voto al film: ico assegna il voto mediocre a Adam Resurrected  (2008)

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