Lo stravagante mondo di Greenberg (2010)
Con Ben Stiller, Rhys Ifans, Juno Temple, Jennifer Jason Leigh, Mark Duplass, Dave Franco, Chris Messina, Brie Larson, Greta Gerwig, Max Hoffman
31/12/2011
I migliori film dell'anno, stagione 2010-2011 ("Lo stravagante mondo di Greenberg")
Lo stravagante mondo di Greenberg di Noah Baumbach Roger Greenberg non sa guidare, non sa nuotare, e soprattutto fatica ad afferrare il timone della sua vita... insomma è un...
di Travis Bickle 1979
La trama
Roger Greenberg (Ben Stiller) è un quarantenne disadattato che, nell'incapacità di decidere cosa fare della sua vita, lascia semplicemente che le cose accadano. Si trasferisce, quindi, a Los Angeles a casa del fratello minore, più inquadrato e determinato di lui, e inizia a contattare il suo vecchio giro di amici. Ma i tempi sono cambiati, i vecchi amici non sono più necessariamente buoni amici, e Greenberg inizia a passare del tempo insieme a Florence, l'assistente personale del fratello, aspirante cantante ed anch'essa in cerca di un suo posto nel mondo. Nonostante una serie di incontri sessuali piuttosto imbarazzanti pare che persino per l'irascibile, irregolare, disadattato Greenberg sia possibile incontrare qualcuno che possa apprezzarlo ed accettarlo per quello che realmente è.
Sociopatico, umorale, Greenberg sfoga la sua nevrosi di egomaniaco e sedicente fallito stendendo l’interlocutore con la sua logorrea e il suo occhio sbarrato, oppure scrivendo lettere di lamentela ai giornali o alle società che non l’hanno soddisfatto con i loro servizi. Meraviglioso esempio di registro tragicomico, Greenberg. Che a darne prova sia un mostro della commedia demenziale come Stiller – qui scavato, concentratissimo, quasi mai sorridente – commuove e conforta.
La recensione di FilmTv
Di Pietro Lanci - FilmTV n. 14/2011
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 04/01/2012 - utile per 25 utenti
Voto al film: 
A Roger Greenberg (un protagonista che è talmente difficile da sopportare per le sue palesi incongruenze, che alla fine diventa impossibile non affezionarcisi e volergli bene), offre la sua maschera irregolare un insolito (ma straordinario) Ben Stiller che con un inusuale, costante controllo dei movimenti oltre che della mimica facciale, entrambi decisamente lontani dal consueto cliché interpretativo dell’attore, domina letteralmente la scena, costruendo con totale aderenza, sincerità e passione, un personaggio davvero a tutto tondo (già magnificamente disegnato in sceneggiatura), in perfetta sintonia con le linee di una regia a sua volta “libera” ed efficace.
In perenne stato di frustrazione e aggressività, di vagabondaggio incerto dell’anima e di indecisione esistenziale oltre che di costante sconnessione (caratteriale, territoriale e generazionale), Greenberg è un uomo ormai arrivato alla soglia della maturità che non è stato capace di crescere e di costruire relazioni, un vero e proprio coacervo di contraddizioni insomma che ne fanno una figura tutt’altro che semplice, piena di rancori e indecisioni, che trovano spesso sfogo in scenate sbagliate e fuori luogo, in perversi meccanismi di difesa e piccoli momenti di autolesionismo fra risentimenti repressi e atti mancati con alternanza di “pause” apatiche contrassegnate da prolungati silenzi quasi afasici e successive “riprese” di prorompente logorroicità (che sono poi le due evidenti facce di una stessa medaglia, che evidenziano la sua profonda irrequietezza esistenziale).
Il film ce lo fotografa nel momento in cui da New York deve tornare per qualche settimana a Los Angeles (sua città natale) per occuparsi della casa e del cane del fratello, partito con la famiglia per mettere su un albergo in Vietnam. E’ appena uscito da una clinica psichiatrica a seguito di un gravissimo esaurimento nervoso che con un deciso colpo di spugna, sembra sia riuscito persino a cancellargli dalla mente tutti i ricordi e le pulsioni degli ultimi quindici anni della sua vita. Il suo è dunque un viaggio e uno spostamento reso necessario da improrogabili motivazioni familiari, che dopo il prolungato blackout dei ricordi, lo costringe inesorabilmente a ritornare alle origini, proprio nel posto insomma dove “tutto aveva avuto inizio” e dal quale era fuggito per tentare di rifarsi una diversa vita altrove: una Los Angeles completamente spogliata dal suo proverbiale glamour, caliginosa e offuscata dallo smog, davvero anni luce lontana dall’essere ancora la meta ideale che regala(va) la “promessa di un sogno”, e che in un’epoca ormai lontana era stata proprio lo specchio della sua fallita scalata al successo con un promettente gruppo rock. ESPANDI +
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21 maggio 2012 Opinione di Paul Hackett su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Reduce da un ricovero in clinica per esaurimento nervoso, il quarantenne alla deriva Roger Greenberg da New York ritorna nella Los Angeles della sua adolescenza, dove la sua labile e complessa psicologia ben presto paleserà i suoi limiti e mostrerà i segni di un nuovo tracollo. Da tempo seguo con interesse la carriera di Noah Baumbach, che ebbi modo di "scoprire" anni fa con la visione della deliziosa commedia "Mister Jealousy", da lui scritta e diretta nel 1997. Il regista americano (non...
voto al film: 
3 aprile 2012 Opinione di UScomedy su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
E' un film insolito (ma neanche troppo) nella filmografia di Ben Stiller ma perfettamente in linea invece con quella del regista Noah Baumbach (che lo ha scritto insieme a Jennifer Jason Leigh, qui in un cameo): "Greenberg" è una pellicola delicata e intelligente, in cui il ritmo è lento e i personaggi scritti con cura e approfondimento. La protagonista è Florence (una convincente Greta Gerwig, già in "Amici amanti e" e in "Arturo"), che si ritrova per soldi a dover lavorare per...
voto al film: 
18 febbraio 2012 Opinione di movieman su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Di stravagante il mondo di Greenberg non ha proprio niente, semmai l’esatto opposto ed ecco allora che ci tocca registrare l’ennesimo demente titolo italiano. Questo non vuol dire che non si possa voler bene al film e al suo fragile e complicato protagonista. E’ questo il pregio maggiore, l’aver creato un personaggio sfaccettato che descrivere in due parole non è semplice: definirlo neurotico, narcisista, egoista, idiota, come molti hanno fatto, è riduttivo. Forse Greenberg è solo...
voto al film: 
4 gennaio 2012 Opinione di spopola su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Roger Greenberg non sa guidare, non sa nuotare, e soprattutto fatica ad afferrare il timone della sua vita... insomma è un altro dei tanti personaggi che popolano l’affollata galleria di individui smarriti nel tempo e nello spazio (oltre che dentro le proprie personali insoddisfazioni) inventati da Noah Baumbach prima in qualità di sceneggiatore (per Wes Anderson), e poi come regista in proprio, ancora una volta alle prese con una crisi di mezza età messa in scena con un’ironia un...
voto al film: 
27 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Noah Baumbach, assieme alla sua compagna di vita e lavoro Jennifer Jason Leigh, e’ ormai da tempo lo stereotipo dell’ansia, dell’isteria e della nevrosi che condiziona sempre piu’ le nostre disordinate vite, le nostre esistenze sempre piu’ fragili e minate da minacce spesso poco palpabili ma certamente non meno condizionanti e limitanti. Uno spigoloso, atipico e decisamente scostante Ben Stiller -, impegnato nel ruolo piu’ maturo ed insolito per le sue corte generalmente piu’...
voto al film: 
26 maggio 2011 Opinione di jonas su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Un rockettaro fallito, diventato falegname per sopravvivere e reduce da una clinica psichiatrica, torna da New York a Los Angeles per custodire la casa del fratello ricco, in vacanza con la famiglia in Vietnam (!), e per costruire una cuccia per il cane (!!): ritrova l’ex amico, l’ex fidanzata e soprattutto conosce la giovane colf al servizio del fratello, anche lei non poco incasinata. Tipico esemplare del filone “commediola amarognola ma in fondo consolatoria per...
voto al film: 
23 maggio 2011 Opinione di Scappo24 su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Ben Stiller si distingue con lode al di fuori di un ruolo comico, daltronde il suo viso è uno dei più malinconici di Hollywood, che traspare sempre un che di incompresione e solitudine. Incarna in modo “fastidioso” il ruolo di colui che ascolta solo se stesso e ribatte tutto ciò cui viene detto. Molto brava anche la spalla amorosa, la giovane Greta Gerwig (Amici, Amanti e…) trasandata, sciupata (rispetto l’età) e unica a capire...
voto al film: 
15 maggio 2011 Opinione di Mulligan71 su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Tanto mi era piaciuto "Il Calamaro e La Balena" e tanto mi ha deluso questo terzo lavoro dell' "erede" di Allen. Ben Stiller non aiuta, lo ammetto, anche se è credibile, ma la storia si trascina stancamente, lungamente, in un mix d'amore e nevrosi piuttosto irrisolto. Lei però ha dei bei capezzoli. Motivo non sufficiente per promuovere il film.
voto al film: 
13 maggio 2011 Opinione di emmepi8 su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Se qualcuno vuole andare al cinema per vedere un tipico film di Stiller ci rimane fregato in pieno, e l'aspettativa in sala c'è sentendo delle risatine sforzate, ma senz'altro fuori luogo. Ma quello che non quadra è che l'attore è fuori registro, sembra che anche lui si aspetti dal ruolo quello che in questi anni ha sempre dato al suo pubblico. Un personaggio problematico e difficile da afferrare, e la regia non riesce ad approfittare del clou del discorso,...
voto al film: 
12 aprile 2011 Opinione di bufera su "Lo stravagante mondo di Greenberg"
Film troppo parlato, poco vissuto e motivato, e per di più insincero.Questa è l'impressione primaria che si ricava dopo la visione .Poi ci si chiede perchè si è inneggiato a tanti sacri autori, cui forse un pò si ispira, e ora si è così acidi con chi tenta una sua nuova strada più sconclusionata ma meno snob sui temi basilari dell'esistenza.Gli attori ce la mettono tutta, da Ben Stiller, in coraggiosa fase di restyling, a...
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