Il richiamo della foresta - La recensione di FilmTv
Con Christopher Lloyd, Timothy Bottoms, Veronica Cartwright, Christopher Dempsey, Joyce Dewitt, Ariel Gade, Devon Graye, Devon Iott, Kameron Knox, Russell Snyder
La recensione di FilmTv
Era da un po’ che Christopher Lloyd non si vedeva su grande schermo, e pure Wes Studi l’ultima volta ci era apparso mutato in un Na’vi, ma fa solo tristezza ritrovare due attori come loro in questa produzione. Il richiamo della foresta 3D è emblematico di una logica miope per cui film in tre dimensioni vale di più, a prescindere dalla qualità del film e dalle modalità d’impiego della stereoscopia. L’effetto del 3D è qui ben poco convincente e pare quasi aggiunto all’ultimo momento, tolte un paio di sequenze chiaramente pensate per sfruttare – comunque male – la terza dimensione. Infatti l’immersività, ossia il punto di forza della stereoscopia, è cancellata da inquadrature che prediligono anteporre i personaggi all’ambiente, tanto da farli apparire, in diverse scene, come pupazzi stagliati su uno sfondo fotografico. L’adattamento del testo di London è poi limitato alla lettura del romanzo che un’insopportabile bambina, materialista ma pronta a convertirsi dopo una decina di minuti in montagna, ascolta dal nonno prima di andare a letto. Il grosso del film racconta invece la sua vicenda tra gare di cani da slitta con un intreccio e uno stile da Tv movie Disney del pomeriggio.
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