Marty, vita di un timido (1955)
Con Ernest Borgnine, Betsy Blair, Esther Minciotti, Karen Steele
La trama
Un macellaio impacciato, a causa del suo carattere, fa fatica a trovare una donna. Poi un giorno...
Marty Piletti ha trentacinque anni, è italoamericano, fa il macellaio e vive con la vecchia madre. Le sue sorelle e i suoi fratelli si sono sposati e se ne sono andati di casa da un bel pezzo. Grosso e timido, teme di non trovare alcuna ragazza che lo sposi e a causa di questo viene assillato dalla madre. Poi, un giorno, conosce una giovane con molte affinità e diventa un altro. Mamma e agli amici però lo preferivano com'era prima.
Ottimi interpreti, ferma direzione e, soprattutto, freschezza popolare nei dialoghi. per un film il cui realismo fece scuola. Tratto da un telepley di Paddy Chayefsky, che lo sceneggiò, il film vinse la Palma d'oro a Cannes e quattro Oscar: film, regia, sceneggiatura e interpretazione (lo straordinario Ernest Borgnine).
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 30/10/2009 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
18 dicembre 2011 Opinione di movieman su "Marty, vita di un timido"
Non che sia di consolazione, ma è evidente qui che i titolisti dell’epoca già facevano disastri. Marty infatti non è un timido, è una persona delusa, disillusa, un uomo rassegnato ad una vita da scapolo a cui manca soprattutto un po’ di autostima. La ragazza che lo accompagna nella storia lo è. Detto questo, il film è un archetipo vincente.
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30 ottobre 2009 Opinione di bradipo68 su "Marty, vita di un timido"
La vita da scapolo infelice di Marty.E'grosso come un armadio,timido,gentile ,goffo e solo come un cane.Vive con la madre anziana rimasta sola perchè tutti gli altri figli si sono sposati,lavora in una macelleria l'unico suo svago è bighellonare con i suoi amici e cercare di fare nuove conquiste in qualche festa.Ma quando vanno nei locali a cercare di rimediare compagnia al massimo Marty fa tappezzeria.Fino a quando una sera non conosce un insegnante non proprio avvenente ma...
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25 agosto 2009 Opinione di will kane su "Marty, vita di un timido"
Tratto da un'opera tv a firma Paddy Chayefsky,"Marty" è una commedia drammatica molto intrisa di sentimenti,che ha il tatto di tenere a filo di superficie,senza scene madri o virate tragiche:in una chiave non lontana dal neorealismo italiano,per mano di un esordiente come Delbert Mann,la cui carriera dopo gli anni Cinquanta conobbe una lenta ma netta involuzione, ecco la storia di uno come noi, un macellaio ultratrentenne che,ancora scapolo,è considerato con fiducia ma anche...
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26 giugno 2009 Opinione di maso su "Marty, vita di un timido"
Come il tenero Marty confessa a Clara io lo confesso a voi: ho pianto come una fontanella a più riprese assistendo a questo film bellissimo che ha come tema centrale la solitudine e la paura di non trovare un affetto in un mondo in cui solo l’apparenza è rilevante. All’inizio della storia i personaggi che circondano Marty lo incoraggiano a darsi da fare per trovarsi una partner ma scopriremo in seguito che quelle esortazioni sono delle false sirene. Essi non approvano la nuova...
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25 gennaio 2008 Opinione di PP su "Marty, vita di un timido"
Voto 7. Borgnine da oscar (strameritato) in questo melò, un po’ troppo parlato ma recitato benissimo da tutti. [20.1.2008]
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7 dicembre 2007 Opinione di teaestefano su "Marty, vita di un timido"
Bellissimo, con una regia che non vuole strafare e dirige benissimo gli attori, tra l'altro molto bravi. Borgnine dà veramente un'ottima interpretazione ed è ben calato nella parte, come la ragazza di cui s'innamora. E' del 1955 ma è ancora attualissimo, e forse più di allora: l'invadenza delle suocere nelle coppie, il mammismo del figlio che non riesce ad imporsi e proteggere la sua vita coniugale, la gente che ti dice cosa devi fare ma poi non è mai contenta, la gente che ti distoglie...
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29 novembre 2007 Opinione di emmepi8 su "Marty, vita di un timido"
Da una commedia radiofonica, è stata tratta una buona versione cinematografica che ebbe il suo successo ed inaugurò i drammi piccolo borghese, dando luogo a diverse operazioni. La regia ha saputo sfruttare la sceneggiatura (fatta dallo stesso drammaturgo) benissimo, ed in più ha saputo guidare un cast in maniera esemplare, con qualche concessione al patetico, come nel caso delle due madri.
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29 novembre 2007 Opinione di Mr.Klein su "Marty, vita di un timido"
Ritratto senza languori di un uomo solo,e non solitario,sfiduciato quanto speranzoso,nella misura in cui speranza può far rima con disillusione,Marty rafforza la rarità degli esseri umani nascosti nelle abitudini in cui,per comodità e per pigrizia,vengono condotti a forza da una società che non perdona chi stenta a riconoscersi nel dovere di essere eccezionali,di risultare singolari quando l’unica,eterna domanda è quella di vivere secondo una scelta di vita il più normale...
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